venerdì 30 giugno 2017

L'eredità dell'abate nero: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it





Autore: Marcello Simoni
Editore: Newton Compton
Pagine: 384
Genere: Thriller storico
Anno di Pubblicazione: 2017


Firenze, 21 febbraio 1459
Il banchiere Giannotto Bruni viene ucciso in circostanze misteriose nella cripta dell’abbazia di Santa Trìnita. L’unico testimone è Tigrinus, un giovane ladro di origini ignote, dai capelli neri striati di bianco, che paga caro l’avere assistito al delitto: immediatamente arrestato con l’accusa di omicidio, solo l’inspiegabile intervento di un uomo molto influente riesce a sottrarlo alla morte. Ma a quale prezzo? Da quel momento in poi Tigrinus sarà braccato e costretto a fronteggiare i tentativi di vendetta di Angelo e Bianca, il figlio e la nipote della vittima, convinti che meriti la forca. Mentre cerca di sfuggire ai parenti di Giannotto, il ladro scopre però qualcosa di decisivo per il proprio destino: la morte del banchiere è legata a un tesoro che si trova su una nave proveniente dall’Oriente. Per aver salva la vita, Tigrinus dovrà stringere un patto con il potente Cosimo de’ Medici e affrontare un incredibile viaggio per mare, alla ricerca di un uomo sfuggente e imprevedibile. Un uomo che pare conoscere tutto sul suo misterioso passato… Un uomo chiamato l’abate nero.



Come al solito, non si fa in tempo a immergersi nell’atmosfera medievale descritta dall’autore che arriva, purtroppo, la fine e si torna nel mondo reale!
Mentre scorrono le pagine del nuovo romanzo di Marcello Simoni, ci si perde per le vie di una Firenze caratterizzata da affari e intrighi, banchieri e mercanti, prepotenti e assassini e si incontrano ladri ribelli e famiglie potenti.
La storia si intreccia in un susseguirsi di eventi che vede protagonisti Tigrinus, un ladro furbo e ingovernabile, Cosimo De’ Medici, signore di Firenze con fame di conoscenze alchemiche, e i Bruni, una famiglia di mercanti in crisi. Ma non ci sono solo loro, altri personaggi si incastrano con le vicende dei protagonisti.
Un libro che Cosimo desidera ardentemente porterà Tigrinus davanti all’abate nero a miglia di distanza da Firenze, riuscendo a far luce su molte domande che il ladro si era posto da tempo.
In questo romanzo non c’è un ostacolo che riesca a ridurre la velocità di lettura, per questo un lettore famelico deve cercare di rallentare per stare ancora in compagnia del ladro Tigrinus e delle sue vicissitudini.
L’attenta ma scorrevole scrittura dell’autore permette di abbuffarsi di pagine senza sentire alcuna pesantezza.
Immergetevi nella lettura e lasciate spaziare la mente tra navi di mercanti, di pirati e navi turche nemiche, tra donne che fanno battere il cuore e donne al soldo del signore di Firenze, tra imbrogli, falsità, delitti e scritti ermetici nel nuovo romanzo, un avvincente giallo storico, di Marcello Simoni.


Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato La biblioteca perduta dell’alchimista, Il labirinto ai confini del mondo, secondo e terzo capitolo della trilogia del famoso mercante; L’isola dei monaci senza nome, con il quale ha vinto il Premio Lizza d’Oro 2013, e La cattedrale dei morti. Nel 2014 è uscito L’abbazia dei cento peccati, primo capitolo di una nuova trilogia, a cui seguono L’abbazia dei cento delitti e L’abbazia dei cento inganni.




Recensione scritta per www.thrillernord.it

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