sabato 11 novembre 2017

Alibi di ferro: recensione


Recensione scritta per www.thrillernord.it





http://thrillernord.it/alibi-di-ferro/




Autore: Tami Hoag
Traduttore: Sara Galli – Emanuela Mascolo
Editore: Newton Compton
Pagine: 476
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2017




Sinossi:
C’è un terribile assassino, noto come “il Crematore”, che esegue oscuri rituali in un bosco nei pressi di Minneapolis. La cerimonia è sempre la stessa: prima unge le sue vittime, poi dà fuoco ai corpi. Ha già spezzato tre vite, e non si fermerà qui.
Una donna è sopravvissuta all’ultima carneficina, ma nessuno riesce a farla parlare. Tanto che Kate Conlan, l’agente dell’FBI incaricata del caso, fatica a capire se la testimone sia una potenziale vittima o sia coinvolta in maniera molto più inquietante.
I superiori le stanno addosso perché la prossima vittima potrebbe essere la figlia di Peter Bondurant, un miliardario molto potente. E proprio a causa delle pressioni del facoltoso imprenditore viene convocato l’agente speciale John Quinn.
Ma nonostante sia uno tra i più brillanti profiler di serial killer dell’FBI, John è anche l’ultima persona con cui Kate desidera lavorare, dopo la fine della loro relazione.
Non è soltanto il caso più difficile della sua carriera: Kate è anche l’unica in grado di fermare il killer…

Recensione:
Un mostro uccide e dà fuoco alle vittime lasciando che le fiamme in movimento illuminino il suo volto nascosto, e magari il suo sorriso soddisfatto per l’odore della carne bruciata.
La polizia di Minneapolis rimane disgustata davanti a ciò che ritrova il giorno dopo. Le indagini prendono il via con la presunta morte di una giovane donna appartenente ad una famiglia facoltosa.
Ma il fuoco non può bruciare il marcio che c’è sotto e che John Quinn, agente dell’FBI, cerca di scoprire piano piano iniziando col pulire la cenere in superficie.
Kate Conlan, ex agente dell’FBI, e, da quando ha dovuto rivoluzionare la sua vita, avvocato dal temperamento risoluto, prende a cuore le sorti della testimone che ha intravisto il Crematore mentre bruciava una delle sue vittime.
Può un uomo ridursi ad essere un serial killer sulla base di ciò che è successo nella sua vita?
Perché far soffrire persone che cercavano di vivere annaspando pur di non affogare nella loro misera e dolorosa vita?
Per John Quinn non ci sono giustificazioni per le azioni dal serial killer. Qualsiasi persona soffre nella vita e non è giustificata a far del male ad un altro essere umano.
I demoni dei protagonisti della storia guidano il loro comportamento portandoli all’esasperazione o alla salvezza.
La storia è sapientemente costruita e conduce il lettore nei meandri del Palazzo di Giustizia e della centrale di Polizia seguendo le indagini di poliziotti e avvocati. Si cerca di entrare nella mente del Crematore, provando a immaginare i suoi pensieri, in modo da arrivare a prenderlo prima che uccida ancora…ma non sempre si arriva in tempo. Leggiamo delle vittime vissute ai margini della società, molte delle quali avevano bisogno di quell’affetto che non hanno mai ricevuto.
Non c’è posto per la noia in questo libro. La suspense aumenta dalla seconda metà del romanzo in poi perché prima viene dato molto spazio alle indagini.
L’unica pecca, per me, è leggere nella traduzione “la sindaca” che, a mio parere, rimane una definizione sgradevole sia da pronunciare che da leggere.
Buona lettura…riuscirete a capire chi è il serial killer che si nasconde nell’ombra?






Tami Hoag. Vive in Florida ed è autrice di decine di bestseller. I suoi romanzi sono tradotti in più di 30 Paesi e hanno venduto 40 milioni di copie in tutto il mondo. Con la Newton Compton ha pubblicato La ragazza N°9, Indizio N°1, Vittima senza nome e Alibi di ferro.






Recensione scritta per www.thrillernord.it



giovedì 9 novembre 2017

Il tempo per uccidere: recensione


Recensione scritta per www.thrillernord.it






http://thrillernord.it/il-tempo-per-uccidere/



Autore: Robert Dugoni
Traduttore: Roberta Marasco
Editore: AmazonCrossing
Pagine: 442
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2016


Sinossi

La detective della Omicidi Tracy Crosswhite è tornata al lavoro dopo la sensazionale riapertura del processo all’assassino di sua sorella. Ancora segnata da quella vicenda, Tracy viene trascinata in un’indagine che rischia di mettere fine alla sua carriera, se non alla sua vita. Un serial killer soprannominato il Cowboy sta infatti uccidendo giovani ballerine in squallidi motel nella zona nord di Seattle. Nonostante un messaggio minaccioso lasci intendere che l’assassino, o l’imitatore, potrebbe mirare anche a lei, Tracy viene incaricata di guidare la task force e di consegnarlo alla giustizia. Gli indizi sono scarsi e le vittime si susseguono, fino a quando Tracy si rende conto che forse la chiave per la soluzione del caso si trova in un’indagine che risale a quasi dieci anni prima e che qualcuno, fra cui il suo capitano, Johnny Nolasco, preferirebbe non riportare alla luce. Ma il Cowboy è deciso a continuare a uccidere. Tracy riuscirà a trovare le prove per fermarlo? O diventerà la sua prossima vittima?
Con gli psicopatici non c’è medicazione che valga.
Non c’è trattamento.
Non c’è cura.
Esistono solo le prigioni.
Jeni Gregory, assistente sociale clinica.


Recensione
Tracy Crosswhite, tornata da Cedar Grove dove finalmente ha messo la parola fine alla vicenda riguardante la scomparsa della sorella con l’arresto dell’assassino, non riesce a riposarsi, se non per poco tempo, perché un serial killer decide di scuotere Seattle!
Con la mente sempre rivolta a Sarah, deve catturare l’assassino di alcune spogliarelliste osteggiata dall’antipatia che il suo capo Johnny Nolasco prova per lei per una storia vecchia venti anni.

Ma Tracy ha una forte tempra e la sua determinazione la guida dove il suo intuito la conduce.
Le indagini però si rivelano particolarmente complicate e lunghe: il killer è davvero bravo a sfuggire. Per questo i media iniziano a sminuire il lavoro del dipartimento, e, come se non bastasse, c’è una giornalista che viene informata di tutto da una spia all’interno della polizia di Seattle.

Non è tutto: Tracy viene seguita da qualcuno che la osserva. Sarà talmente vicina alla risoluzione del caso da essere d’intralcio?
Perché il Cowboy (soprannome del serial killer) uccide le spogliarelliste e pedina Tracy? È davvero lui che la segue?
La detective prosegue le indagini anche quando Nolasco le toglie la direzione della task force e la scorta che le avevano assegnato e…

Non posso raccontare tutto anche se viene spontaneo farlo per la voglia di tornare tra le pagine del libro e per rivivere la sapiente trepidazione che l’autore fa vivere al lettore.
Tornare a leggere di Tracy Crosswhite è decisamente piacevole perché la scrittura di Dugoni non stanca e mantiene il lettore sempre in tensione. Una tensione perfetta, che non annoia e non esaspera chi legge, ma che conduce velocemente (purtroppo) alla fine della storia. Sì, perché non si riesce tanto facilmente a lasciare la lettura senza pensare a cosa succederà nelle pagine successive. Davvero avvincente!







Robert Dugoni. Scrittore diventato avvocato o avvocato diventato scrittore, Robert Dugoni è considerato dalla critica letteraria americana il legittimo erede di Scott Turow e John Grisham, i grandi maestri fondatori del legal thriller contemporaneo. Con il personaggio di Tracy Crosswhite, primo detective donna alla Omicidi nello stato di Washington, Dugoni ha esordito negli Stati Uniti nel novembre del 2014, scalando subito le classifiche dei più venduti e insieme ottenendo lusinghiere recensioni, come quella del “Library Journal” in cui si legge: “Dugoni continua a offrirci storie emozionanti, ricche di suspense e angoscianti, con personaggi intensi, che gli amanti del genere non dimenticheranno facilmente.




Recensione scritta per www.thrillernord.it

domenica 29 ottobre 2017

Non ho paura del buio: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it






http://thrillernord.it/non-ho-paura-del-buio/




Autore: Robert Dugoni
Traduttore: Roberta Marasco
Editore: AmazonCrossing
Pagine: 450
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2017



Sinossi:
Da vent’anni Tracy Crosswhite cerca di scoprire chi abbia veramente rapito e ucciso Sarah, l’adorata sorella minore. Non è mai stata convinta che il colpevole fosse Edmund House, lo stupratore finito in carcere per l’omicidio.
Tracy, diventata detective della Squadra Omicidi di Seattle, dedica la propria vita a dare la caccia agli assassini e quando i resti di Sarah vengono scoperti nei pressi della cittadina in cui sono cresciute, sui monti Cascade nello Stato di Washington, capisce che quella è l’ultima occasione per trovare risposta alle sue angoscianti domande. E nella vertiginosa ricerca del vero colpevole, farà riemergere oscuri e minacciosi segreti sepolti da tempo che cambieranno per sempre la sua relazione con il passato, con la sua famiglia e con la sua stessa vita. Ma al termine di una ininterrotta sequenza di colpi di scena, davanti a lei si spalancherà la porta su un destino di morte. O di amore.
Non
Non ho
Non ho paura
Non ho paura del buio



Recensione:
Il detective della squadra Omicidi di Seattle, Tracy Crosswhite, è impegnata nelle indagini sull’omicidio di una spogliarellista, quando il passato torna a bussare alla sua porta con il ritrovamento del corpo della sorella, Sarah, scomparsa vent’anni prima a Cedar Grove, dove vivevano felici con i loro genitori. A quel tempo era stato trovato un colpevole, ma troppi punti oscuri facevano pensare che la verità fosse lontana.
Grazie a Dan O’Learly, avvocato tornato a Cedar Grove e amico d’infanzia di Tracy e Sarah, il verdetto del processo di tanti anni prima verrà messo in dubbio e si cercherà di fare chiarezza.
Tracy e Dan, infatti, non si faranno fermare da nulla e andranno fino in fondo pur di conoscere la verità su quanto accaduto a Sarah, resistendo a intimidazioni verbali e reali.
Quella che Tracy si troverà davanti, sarà però una verità sconvolgente che colpevolizza, apparentemente, più di una persona e sembra coprire un certo lassismo delle indagini scagionando colui che era stato additato come colpevole. Ma continuando a scavare, i risvolti saranno ancora più scioccanti.
A volte, per non far soffrire le persone, si compiono dei sacrifici e si nasconde la realtà dei fatti con bugie e omissioni. È quello che accade in “Non ho paura del buio” in cui per non destabilizzare le persone vicine alla vittima e l’intera cittadina che a fatica cerca di riprendersi dalla tragica scomparsa di Sarah, molte cose vengono taciute.
Lo svolgimento dei fatti è intenso e non lascia respiro al lettore che non vede l’ora di arrivare alla fine per scoprire la verità insieme alla detective Crosswhite. La scrittura è fluente e non è mai pesante.
Le scene appaiono davanti agli occhi del lettore in modo nitido come se le guardasse in tv, anzi meglio, tanto che sembra di sentire il fiato dell’assassino sul collo.
All’inizio sembra che il colpevole sia qualcuno di insospettabile, ma alla fine ci si rende conto dell’evidenza dei fatti.
Complimenti allo scrittore e buona lettura!




Robert Dugoni. Scrittore diventato avvocato o avvocato diventato scrittore, Robert Dugoni è considerato dalla critica letteraria americana il legittimo erede di Scott Turow e John Grisham, i grandi maestri fondatori del legal thriller contemporaneo. Con il personaggio di Tracy Crosswhite, primo detective donna alla Omicidi nello stato di Washington, Dugoni ha esordito negli Stati Uniti nel novembre del 2014, scalando subito le classifiche dei più venduti e insieme ottenendo lusinghiere recensioni, come quella del “Library Journal” in cui si legge: “Dugoni continua a offrirci storie emozionanti, ricche di suspense e angoscianti, con personaggi intensi, che gli amanti del genere non dimenticheranno facilmente.




Recensione scritta per www.thrillernord.it






giovedì 19 ottobre 2017

L'isola dei cadaveri: recensione


Recensione scritta per www.thrillernord.it




http://thrillernord.it/lisola-dei-cadaveri/


Autore: Ann Cleeves
Traduttore: A. D. Alberto
Editore: Newton Compton
Pagine: 330
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2017




Sinossi
A Whalsay, una piccola isola delle Shetland, nel mare del nord, in cui si alternano lunghi mesi di buio e mesi in cui il sole splende anche a mezzanotte, vive una comunità chiusa e gelosa dei propri segreti. Quando una giovane archeologa, nel corso di uno scavo, rinviene dei resti umani, gli abitanti sono sconvolti: si tratta di reperti antichi o della prova di un crimine più recente? Poco tempo dopo il ritrovamento, nel cuore della notte, un’anziana signora viene uccisa in casa sua. A indagare sul caso è l’ispettore Jimmy Perez. Il paesaggio desolato e la dura vita di mare però hanno reso gli abitanti dell’isola sospettosi e riservati, e per l’ispettore si rivela molto difficile ottenere informazioni. Scavando nella vita della vittima, una donna solitaria e orgogliosa, Perez scopre una faida tra famiglie che va avanti da generazioni. Mentre una fitta nebbia annuncia l’arrivo della primavera, Jimmy deve portare alla luce segreti rimasti sepolti per troppo tempo, se vuole impedire all’assassino di uccidere ancora.


Recensione
Nell’isola di Whalsay, che fa parte dell’arcipelago delle Shetland (appartenente alla Scozia), una comunità di pescatori e agricoltori vive tranquilla, tra duro lavoro e relax serale davanti a delle pinte di birra.
L’atmosfera serena viene però interrotta dal ritrovamento di alcune ossa umane da parte di due universitarie durante gli scavi nella proprietà di Mima Wilson.
Da questo momento vecchie questioni, spazzate via dal vento del nord e nascoste dalla terra umida, tornano a galla e destano l’attenzione di qualcuno che ha dei segreti da nascondere e deve coprire i suoi misfatti. Meglio zittire chi potrebbe far luce sulla vicenda e rischiare di mandare in fumo tutto ciò che è stato costruito con silenzi, inganni e omicidi.
L’ispettore Perez, con il suo collega Sandy Wilson, inesperto e coinvolto, indaga sempre più a fondo scavando nella storia delle famiglie dell’isola fino a trovare la causa che lega le due recenti morti…
Il thriller è decisamente coinvolgente e porta il lettore su quell’isola dove di notte la vista si perde tra le migliaia di stelle e di giorno nel Mare del Nord, dove l’odore dell’acqua salmastra penetra nelle narici e una sottile nebbiolina imperla i capelli.
Con una scrittura decisa, si viene guidati nella storia, affiancando l’assassino senza notarlo, se non verso la fine.
Tra fiumi di birra e whisky, tra legami algidi (tipicamente inglesi) e apparenze che nascondono veri sentimenti, tra segreti e omicidi, gli abitanti delle Shetland aspettano di raccontarvi la loro storia, e a me non rimane che augurarvi una buona lettura!







Ann Cleeves vive nel West Yorkshire con il marito e i due figli. Come membro della Murder Squad, Ann collabora con altri scrittori per promuovere la crime fiction. È autrice di moltissimi thriller e del ciclo di romanzi incentrati sulle indagini dell’ispettore Perez (la Newton Compton ha pubblicato in Italia La maledizione del corvo nero e Gli occhi della notte), a cui è ispirata la serie TV Shetland. Ha vinto il prestigioso Premio Duncan Lawrie Dagger come miglior thriller dell’anno.





Recensione scritta per www.thrillernord.it



domenica 15 ottobre 2017

Tempo da elfi: recensione





Autore: Francesco Guccini – Loriano Macchiavelli
Editore: Giunti
Pagine: 312
Genere: Giallo
Anno di Pubblicazione: 2017




Due spari nel bosco. Le impronte di un lupo. Una ragazza selvatica. Nemmeno in montagna si può mai stare tranquilli… 




Sinossi:


Le stagioni si avvicendano sempre uguali a Casedisopra, fra la tabaccheria della Nerina e le due caserme - dei Carabinieri e della Forestale - che invano vigilano sulla trattoria-bar di Benito, dove anche quando la stagione della caccia è chiusa il maiale servito in tavola ha un curioso retrogusto di cinghiale...
Eppure ultimamente qualcosa sta cambiando. In paese compaiono ragazzi e ragazze dagli abiti colorati, calzano sandali di cuoio intrecciati a mano e vendono i prodotti del bosco e della pastorizia: sono gli Elfi, che vivono in piccole comunità isolate sulla montagna, senza elettricità, praticando il baratto e ospitando chiunque bussi alla loro porta senza porre domande.
Forse potranno essere loro a prendersi cura del territorio appenninico, sempre più trascurato e spopolato, mentre sul corpo della Forestale incombe il destino di venire assorbito nell'Arma dei Carabinieri?
Marco Gherardini, detto Poiana, ispettore della Forestale, non fa in tempo a immalinconirsi con questi pensieri che ecco, nell'aria risuonano due spari proprio quando nemmeno i cacciatori avrebbero licenza di esploderli. E di lì a poco, ai piedi di un dirupo viene trovato un cadavere: proprio un giovane elfo, si direbbe.
Inizia per Poiana l'indagine più difficile della sua carriera. Perché potrebbe essere l'ultima, ma non solo: perché si troverà a sospettare degli amici più cari, perché dovrà ammettere che l'intuito femminile può essere imbattibile, perché per trovare la direzione giusta dovrà essere pronto a perdersi nel bosco...










Recensione:


Non si può raccontare questo libro con parole e pensieri superficiali perché si occupa di argomenti con risvolti attuali e per certi versi complessi.
In un’epoca di mode e di cambiamenti dove molti credono di ritrovare la natura e vivere nei borghi abbandonati, e pochi lo fanno davvero, e dove un corpo che controllava le zone montane dei parchi viene smantellato, va avanti la vita di paesani e gendarmi.
Il Corpo Forestale conduce una vita tranquilla con normali controlli nei borghi montani occupati da elfi, che sono i cosiddetti hippy o figli dei fiori che vivono in case quasi spoglie e arredate alla bell’è meglio, che si lavano nei ruscelli, che lavorano a mano delle cose da vendere in paese o che cantano per racimolare spiccioli per mangiare.
Gli hippy sono persone che rifiutano e sono contrari ai consumi delle masse ma alla fine di soldi hanno bisogno!
I Forestali li controllano per evitare che i loro comportamenti anticonformisti non siano contrari al buon costume e soprattutto controllano che non si faccia largo uso di droghe!
Naturalmente la divisa (qualunque essa sia) è malvista da quelle parti proprio perché la stessa limita la loro vita libera. Il problema è che vogliono vivere liberi in un Paese che ha delle leggi…scritte almeno!
Occupano case che sono abbandonate dai proprietari che si sono trasferiti a vivere in città o che hanno finito la loro vita lì senza eredi. La difficile vita che iniziano gli elfi è la stessa che hanno vissuto i precedenti abitanti prima che il progresso li isolasse e li costringesse a seguire una vita cittadina per non morire di stenti.

Nei vari borghi vicino Casedisopra gli elfi stanno organizzando i preparativi de La festa dell’arcobaleno e nel mentre accade un omicidio!
Per Marco Gherardini, ispettore della Forestale, inizia un inseguimento all’assassino.
Incontra varie difficoltà nelle sue indagini, sia reticenze da parte degli elfi sia dai suoi superiori che cercano di coprire il fattaccio accaduto in mezzo al bosco, sotto un dirupo.
Scoprirà che c’è un’operazione in atto per la quale non è importante un omicidio che volevano quasi coprire per il bene di un’attività più importante che alla fine era legata all’assassinio!
Questo caso, il trattamento ricevuto, il legame nato all’improvviso con una giovane elfa e il passaggio, che sarà reso presto reale, all’arma dei Carabinieri fanno riflettere Marco, detto Poiana da tutti, sul proseguimento della sua vita, sulla possibilità di vivere fuori (ma non troppo) da Casedisopra in una cascina con dei servizi (ai quali non può rinunciare).
Leggere questo libro è un piacere per la semplicità e la chiarezza della scrittura. Il lettore sente la frustrazione dell’ispettore che corre contro il tempo e contro i suoi superiori dai quali viene ostacolato; la delusione di finire nell’Arma nella quale non si sente ciò che davvero è…un Forestale; la bellezza dei posti che attraversa con lo zaino in spalla rimanendo a contatto con la natura regalando agli occhi un bel panorama di giorno e un panorama fantastico di notte senza inquinamento luminoso (che magari possono capire solo le persone che conoscono davvero la montagna e non quelle che usano la macchina fino a dove possono andare) che trasmette felicità!
Molti sono tornati alla terra abbandonando i posti di lavoro attraverso i quali si sentivano oppressi, ma stare a contatto con la natura e rispettarla davvero significa fare sacrifici e si fanno solo con la volontà di farli e non per moda!



Gli autori:
Loriano Macchiavelli
, bolognese, è un maestro riconosciuto del noir italiano e il creatore di Sarti Antonio, uno dei più popolari poliziotti della nostra narrativa. Ha all'attivo più di trenta romanzi, oltre a opere teatrali e sceneggiature per il cinema e la tv.

Francesco Guccini è nato a Mo­dena nel 1940. Cantautore-poeta e scrittore di assoluta originalità, è un mito per generazioni di italiani. Esordisce nel 1989 con Cròniche Epafániche per pubblicare poi: Vacca d’un cane (1993), Racconti d’inverno (1993; con Giorgio Celli e Valerio Massimo Manfredi), La legge del bar e altre comiche (1996), Cittanòva blues (2003), Icaro (2008), i due volumi del Dizionario delle cose perdute (2012 e 2014), e Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto (2015) che – così come il disco L’ultima Thule con cui ha concluso la sua carriera musicale – hanno avuto uno straordinario successo di pubblico.

sabato 14 ottobre 2017

Il ponte dei delitti: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it





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Autore: Philip Gwynne Jones
Traduttore: M. Bisanti
Editore: Newton Compton
Pagine: 319
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2017

Sinossi
Un antico libro di preghiere. Un patto misterioso. Una città piena di ombre. Nathan Sutherland, console inglese a Venezia, ha il compito di risolvere i problemi dei suoi connazionali in visita nella città lagunare. Un lavoro di solito noioso, ripetitivo, almeno fino a quando a Nathan non capita un’occasione singolare: gli viene offerta una grossa somma di denaro per custodire un piccolo pacchetto. All’interno è contenuto un libro di preghiere illustrato dal maestro veneziano Giovanni Bellini. La proposta è allettante, per Nathan può voler dire cambiare vita e dedicarsi ai suoi passatempi preferiti. Ma suo malgrado si troverà al centro di una disputa pericolosa, un business mortale, iniziato vent’anni prima dai gemelli Domenico e Angelo Moro, che ruota intorna un furto misterioso…


Recensione
Si può mettere a repentaglio la vita per un gioco?
Certi ricchi non pensano alle conseguenze, a loro piace divertirsi e interessa vincere, come se stessero giocando una partita a scacchi e buttassero giù una pedina, senza nessuna preoccupazione.

L’autore guida il lettore nella storia senza perdersi in particolari noiosi; la sua scrittura è stringata, ma non troppo, e descrive ciò che è necessario per capire cosa sta accadendo al protagonista.
Alla descrizione degli avvenimenti seguono un po’ di informazioni sull’arte, tra una pagina e l’altra, rivolte a chi segue la storia per dare più informazioni e dissipare eventuali nebulose riguardo l’argomento.
Poi ecco che la suspence cresce e tiene in tensione il lettore, la cui attenzione rimane sempre costante, perché non viene mai disturbato e appesantito nella lettura da troppe nozioni.
Perfetta la città scelta per il thriller, perché Venezia rende ancora più enigmatica l’intera storia, grazie alle sue ombrose calli o alle sue opere artistiche che possono ingannare la vista e far apparire le cose diverse da come sono realmente.




Philip Gwynne Jones, è nato nel Galles del Sud nel 1966. Ha vissuto e lavorato in diversi Paesi europei prima di stabilirsi in Scozia nel 1990. È venuto in Italia per la prima volta nel 1994, lavorando per qualche tempo presso la sede di Frascati dell’Agenzia Spaziale Europea. Oggi è insegnante, scrittore e traduttore, e vive a Venezia.




Recensione scritta per www.thrillernord.it 

giovedì 28 settembre 2017

La colonna di fuoco: recensione

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Autore: Ken Follett
Traduttori: Annamaria Raffo e Roberta Scarabelli
Editore: Mondadori
Pagine: 912
Genere: Storico
Anno di Pubblicazione: 2017



Sinossi
Gennaio 1558, Kingsbridge.
Quando il giovane Ned Willard fa ritorno a casa si rende conto che il suo mondo sta per cambiare radicalmente. Solo la vecchia cattedrale sopravvive immutata, testimone di una città lacerata dal conflitto religioso.
Tutti i principi di lealtà, amicizia e amore verranno sovvertiti. Figlio di un ricco mercante protestante, Ned vorrebbe sposare Margery Fitzgerald, figlia del sindaco cattolico della città, ma il loro amore non basta a superare le barriere degli opposti schieramenti religiosi. Costretto a lasciare Kingsbridge, Ned viene ingaggiato da Sir William Cecil, il consigliere di Elisabetta Tudor, futura regina di Inghilterra.
Dopo la sua incoronazione, la giovane e determinata Elisabetta I vede tutta l’Europa cattolica rivoltarsi contro di lei, prima tra tutti Maria Stuarda, regina di Scozia. Decide per questo di creare una rete di spionaggio per proteggersi dai numerosi attacchi dei nemici decisi a eliminarla e contrastare i tentativi di ribellione e invasione del suo regno.
Il giovane Ned diventa così uno degli uomini chiave del primo servizio segreto britannico della storia. Per quasi mezzo secolo il suo amore per Margery sembra condannato, mentre gli estremisti religiosi seminano violenza ovunque.
In gioco, allora come oggi, non sono certo le diverse convinzioni religiose, ma gli interessi dei tiranni che vogliono imporre a qualunque costo il loro potere su tutti coloro che credono invece nella tolleranza e nel compromesso…



Recensione
Dopo I pilastri della terra che raccontano della costruzione della cattedrale di Kingsbridge, dove tutto ha inizio e dove il lettore vive, pagina dopo pagina, le cattiverie e le invidie del XII secolo, tra rivalità e peccati di vescovi, conti e costruttori; dopo Mondo senza fine ambientato duecento anni dopo il primo capolavoro, tra la guerra dei Cento anni e l’arrivo della peste nera con i discendenti di Tom e di Jack, due tra gli artefici della cattedrale, che dovranno cavarsela tra segreti, persecuzioni e malattie; dopo i primi due grandi successi, Ken Follett torna in libreria con il terzo episodio della saga e stavolta il lettore si ritrova ad affrontare l’epoca violenta delle guerre di religione.
Una lotta tra cattolici e protestanti che sembra non avere fine.
Grandi protagoniste del periodo furono: Maria Tudor, detta la Sanguinaria per aver ucciso tanti protestanti; Elisabetta I sua sorella ed erede al trono di Inghilterra che dovette difendere la precarietà del suo regno dall’attacco dei cattolici; Maria Stuart, cugina di Elisabetta I, che rivendicava il trono come legittima erede; Caterina de’ Medici, regina reggente del trono di Francia che come Elisabetta I cercava di mitigare gli animi delle due fazioni in lotta.
I cattolici cercavano di uccidere quanti più protestanti potevano, ma il gioco al massacro era guidato da persone infide e avide come i componenti della famiglia Guisa che tramavano nell’ombra e distribuivano il loro odio anche fuori dallo stato francese. Il Papa appoggiava le incursioni cattoliche perché temeva di perdere il suo potere e il re Filippo II era un alleato sempre alla ricerca di ricchezze e di potere da estendere al di fuori dei suoi domini.
In questa epoca precaria e pericolosa per chi non si uniformava ai dogmi stabiliti, Ken Follett narra le vicende di Ned Willard, protestante, figlio di mercanti di Kingsbridge che si trasformerà in un importante sostegno per la regina Elisabetta e Margery Fitzgerald, cattolica, figlia del sindaco di Kingsbridge, le cui vite si mescolano a quelle di altri personaggi che con le loro azioni cambiano le sorti di due vite predestinate, nel male e nel bene. Inglesi e francesi si legano e si mischiano tra tradimenti, complotti, spionaggio e amori.
Profumi e odori si amalgamano tra le pagine dell’ultimo capolavoro di Follett...dall’odore del ferro in Spagna, al profumo del rum nel Nuovo Mondo, dal profumo dell’erba inglese bagnata agli odori della stamperia francese.
Tutto questo riporta indietro nel tempo il lettore che si ritrova a fianco dei protagonisti del romanzo vivendo insieme ad essi il periodo storico narrato.
Si ritrova a camminare sulla fredda pietra del castello di Shiring e subito dopo sulle assi che costituiscono il ponte di una nave in mezzo ad una ciurma di pirati capitanata dal Francis Drake!
Ho sempre provato una forte adorazione per questo periodo storico, soprattutto nei confronti della regina Elisabetta, e ritrovarlo descritto tra le pagine de La colonna di fuoco, con la superba scrittura dell’autore, è stata un’emozione unica.
Nonostante il libro conti 907 pagine effettive, la lettura risulta fluida.
Follett fa vivere appieno l’epoca scelta per il suo romanzo a tal punto che il lettore si ritrova a seguire impeccabili personaggi come se avesse potuto utilizzare una macchina del tempo per tornare nel passato.






Ken Follett è nato a Cardiff nel 1949 e vive a Londra con la moglie Barbara. Laureatosi in Filosofia all’University College di Londra, ha lavorato come giornalista. Negli ultimi quarantatré anni ha pubblicato trentun romanzi, iniziando la sua straordinaria carriera di scrittore nel 1978 con La cruna dell’ago. Uguale successo mondiale hanno poi ottenuto i successivi romanzi, tra i quali: Triplo, Il codice Rebecca, L’uomo di Pietroburgo, Sulle ali delle aquile, Un letto di leoni, Notte sull’acqua, Una fortuna pericolosa, Un luogo chiamato libertà, Il terzo gemello, Il martello dell’Eden, Codice a zero, Le gazze ladre, Il volo del calabrone, Nel bianco e la trilogia “The Century” (La caduta dei giganti, L’inverno del mondo, I giorni dell’eternità) che sono stati a lungo al primo posto nelle principali classifiche.
Dopo l’immenso successo de I pilastri della terra Mondo senza fine che hanno dato inizio alla saga di Kingsbridge, La colonna di fuoco rappresenta il terzo capitolo.
In Italia tutti i suoi romanzi sono pubblicati da Mondadori.





Recensione scritta per www.thrillernord.it










martedì 26 settembre 2017

4 brutti delitti da risolvere: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it




http://thrillernord.it/4-brutti-delitti-da-risolvere/


Autore: Letizia Triches
Editore: NewtonCompton
Pagine: 542
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2016




Il giudice Lapo Treschi è nei guai. Firenze è turbata da una serie di misteriosi delitti tra i quali non ci sono legami precisi. L’assassino non lascia tracce. Un caso indecifrabile, all’apparenza. È per questo che Lapo si rivolge all’esperto d’arte Giuliano Neri, suo amico di vecchia data. Neri è un restauratore, famoso per la sua abilità nel ritrovare nelle tele indizi anche minuscoli. E proprio davanti al restauro di un quadro attribuito a Rosso Fiorentino, che nasconde un enigma da svelare, i due si troveranno intrappolati in un labirinto da cui sarà difficile uscire…
Dopo quella vicenda, Giuliano Neri si stabilisce per un paio di mesi a Roma. Si dedicherà al restauro di un affresco conservato nella chiesa di Sant’Angelo in Porta Paradisi, vicino a Campo de’ Fiori. L’autore è Matteo Baltusi, morto in un tragico incidente d’auto nel 1972. Proprio mentre è impegnato nel restauro, Giuliano è artefice di una macabra scoperta: quella del corpo di Arianna, la figlia di Baltusi, scomparsa quasi venti anni prima. Che cosa accadde davvero in quel lontano pomeriggio di marzo, quando si persero le tracce di Arianna?
Nei racconti che accompagnano questi due romanzi, due efferati delitti vengono compiuti: nel gelo del Gran Sasso e in una fredda notte di Capodanno.

Recensione.
Due romanzi che hanno come protagonista Giuliano Neri, un restauratore toscano, e due racconti farciti da morti crudeli e assassini disumani.
Il mondo dell’arte, come il mondo degli affari, è un ambiente dove rivalità e invidie la fanno da padrone, dove alcuni artisti e imprenditori per primeggiare farebbero di tutto. Arrivare al potere è come aprire la porta del male e Giuliano mai poteva pensare che si potesse arrivare a tanto pur di assecondare una sorta di appagamento interiore.
Da un assassino seriale ad uno che aspettava nell’ombra da vent’anni, Giuliano Neri si districa nelle sordide storie, ambientate a Firenze e a Roma, come un segugio che ha fiutato la traccia e non la lascia fino a quando non porta alla luce la preda!
L’autrice, nei due romanzi che vedono protagonista il restauratore, descrive minuziosamente le indagini e coinvolge il lettore inducendolo a riflettere per far sì che indaghi sui possibili assassini.
Ma la caccia non è semplice e si potrebbero accusare degli innocenti!
I racconti, al contrario dei romanzi, arrivano alla conclusione in un modo più diretto e crudo tanto da far rimanere a bocca asciutta, dal punto di vista investigativo, il lettore.
Gli assassini sono davanti agli occhi del lettore e non si scompongono minimamente per ciò che hanno fatto o per ciò che continueranno a fare.
I brividi che si possono sentire non sono dovuti al clima delle storie, una ambientata a Capodanno e l’altra alle pendici del Gran Sasso, ma alla freddezza dei delitti!






Letizia Triches è nata e vive a Roma. Docente e storico dell’arte, ha pubblicato numerosi saggi sulle riviste «Prometeo» e «Cahiers d’art». Autrice di vari racconti e romanzi di genere giallo-noir, ha vinto la prima edizione del Premio Chiara, sezione inediti, ed è stata semi‑finalista al Premio Scerbanenco. La Newton Compton ha pubblicato Il giallo di Ponte Vecchio, Quel brutto delitto di Campo de’ Fiori e I delitti della laguna.




Recensione scritta per www.thrillernord.it

lunedì 25 settembre 2017

Il silenzio dell'alchimista: recensione







Autore:  Nerea Riesco
Traduttore: Claudia Marseguerra
Editore: Garzanti
Pagine: 403
Genere: Narrativa straniera
Anno di Pubblicazione: 2017






A Cambridge è venerdì. I corridoi dell’università sono deserti e il silenzio avvolge ogni cosa in un’atmosfera irreale. Il professor Leonard Green, luminare della cattedra di matematica, giace nel suo studio brutalmente assassinato. Sul corpo le stesse ferite della moglie, morta otto mesi prima in circostanze altrettanto misteriose. Per Daniela, figlia diciassettenne di Leonard, la storia si ripete. E il dolore è sempre più grande. Un dolore che soltanto la verità può attenuare. Per trovarla ha in mano solo una strana formula, l’unica eredità del padre professore: un messaggio cifrato, pieno di numeri che non è in grado di interpretare. Quando uno studente di Leonard, Richard Chanfray, la avvicina e le fa sapere che anche lei è in grave pericolo, Daniela non può far altro che fidarsi di lui. Forse quel ragazzo custodisce la chiave per scoprire a cosa stava lavorando suo padre. Forse potrà aiutarla a decifrare quella formula che non riesce a togliersi dalla testa e che sembra ricongiungersi a un segreto oscuro perso nelle nebbie di un passato molto lontano. Un segreto che sta minacciando l’incolumità di un gruppo di persone disposte a tutto per difendersi e per difendere il mistero di una tradizione secolare che dalle arti degli antichi alchimisti arriva fino alle più avanzate scoperte scientifiche. Un segreto che potrebbe riscrivere la storia dell’umanità. E allora una lotta senza esclusione di colpi attende Richard e Daniela, chiamati a risolvere l’enigma lasciato da Leonard prima che finisca nelle mani sbagliate. Dopo il successo internazionale de La ragazza e l’inquisitore, che ha venduto migliaia di copie in tutto il mondo conquistando pubblico e critica, Nerea Riesco ritorna con un’avventura mozzafiato dove solo sfidando il tempo si può rimediare agli errori del passato e cambiare il corso del futuro. Perché i segreti non sono eterni, se abbiamo il coraggio di andare oltre l’apparenza e guardare là dove nessuno ha mai osato spingersi.




Ma quanto vive l’uomo?
Vive mille anni o uno solo?
Una settimana o più secoli?
Per quanto tempo muore l’uomo?
Che vuol dire per sempre?

                             
                              Pablo Neruda





Cosa succede a manipolare il tempo? Cosa potrebbe succedere se qualcuno con la fissazione dell'immortalità scoprisse la sua formula e la regalasse ad altri tre personaggi tra i quali spicca una visionaria sanguinaria che durante la sua eterna vita continua ad uccidere donne che risultano essere importanti per placare la sua incurabile ossessione? Non si può giocare a fare Dio!
Se l'immortalità non è un dono umano c'è un motivo e Richard Chanfrey lo capisce, dopo tanto tempo e dopo aver visto fatti sconcertanti, e cerca di rimediare dichiarandosi contrario a ciò che Nicolas, un fissato di studi alchemici, aveva fatto.
Insofferente davanti ai tormenti che molti umani dovevano subire per colpa di Liz, una dei pupilli di Nicolas usata per evitare problemi e non far scoprire il loro segreto, Richard si ribella soprattutto dopo aver conosciuto una delicata creatura mortale figlia del professore di Cambridge che lo stava aiutando a trovare una soluzione.
Le sofferenze di colei che si accorge di amare, lo dilaniano fino al punto di rimediare ai danni fatti, fino a distruggere i mostri che sfidavano le leggi di natura e far tornare tutto alla normalità.
Nerea Riesco riesce a mischiare storia antica, moderna e contemporanea collegandole alla magia che ricopre il mistero alchemico della pietra filosofale e facendola finire in una scientifica soluzione finale che ossessiona molte menti.
Dal Erzsébet Bathory al Conte di Saint-Germain e al Conte di Cagliostro; da Jack lo squartatore a Nikola Tesla; dalle antiche mura del College di Cambridge alla più moderna struttura del CERN.
Scritto in modo scorrevole il romanzo ha un finale diverso da quello che si può immaginare attraverso il quale si potrebbero creare più finali con la fantasia.








L'autrice: Nerea Riesco è nata a Bilbao, è cresciuta a Valladolid e abita a Siviglia, dove si è laureata in giornalismo e oggi insegna scrittura creativa all'università, oltre a collaborare con “El Paìs” e altri giornali. Dopo aver vinto il Premio Ateneo Joven de Novela con il romanzo Il vento che sa di miele e cannella, ha raggiunto il successo internazionale con La ragazza e l'inquisitore, edito in dieci paesi. Con Garzanti ha pubblicato anche All'ombra della cattedrale.











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