martedì 26 agosto 2014

Ma Rea: Versi stesi, pensieri appesi, poesie incollate, idee plasmate

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Panchine letterarie per la città di Londra?
E in Italia?
In questo Paese c’è chi si attiva mantenendo l’anonimato e distribuendo cultura sui muri, sulle finestre, sui bidoni, sugli angoli delle strade, affinché sia visibile a tutti.
Il suo nome artistico è Ma Rea, uno studente di Ferrara, che attacca le sue poesie in modo creativamente simpatico ed originale.
In questo modo lui porta la poesia alle persone per far conoscere questo ramo della letteratura messo un po’ da parte.
Purtroppo i versi ormai, non hanno più una forte visibilità, son diventati di nicchia.
Distribuendo poesie agli angoli delle strade, e non solo, Ma Rea attrae la curiosità della gente che trova i suoi pensieri su magliette di carta appese ad uno spago, su rotoli di carta igienica, o su sagome di panni stesi attaccati ai muri.
Naturalmente lui rimane nell’anonimato perché il mistero attira!
Come insegnano gli artisti che non danno un nome anagrafico e un’immagine reale alle loro idee.
Io l’ho scoperto spulciando su internet, durante la mia ricerca su curiosità letterarie in Italia e, naturalmente, gli ho posto delle domande per conoscere un po’ di più il creativo che distribuisce la sua arte letteraria per le città.
L’anonimato attira più curiosità, quindi più visibilità, giusto?
«Effettivamente l’anonimato crea curiosità, generalmente perché abbiamo bisogno di dare un volto alla persona, o alle persone, che stanno dietro ad un’opera, qualsiasi essa sia. La dimensione della curiosità ha sempre esercitato un certo fascino perché chiama in gioco il mistero su qualcosa che non si conosce e di conseguenza si inizia a lavorare di immaginazione. In realtà, in questo caso l’anonimato mi interessa per altri motivi, ovvero, mi permette di agire e di far arrivare i miei lavori a vari pubblici senza che entrino in gioco pregiudizi che possono essere scaturiti dalla conoscenza dell’artista. Inoltre, credo, così facendo l’attenzione è più focalizzata sull’opera anziché sull’artista.
In realtà, l’anonimato è solo relativo perché in molti casi agisco alla luce del sole ( a Venezia, mentre facevo “il bucato”, i turisti mi fotografavano); a volte, però, agisco di notte e questo dipende dal tipo di azione che ho in mente.
Bisogna aggiungere che le modalità con cui intervengo e scrivo delineano una personalità che può essere inquadrata all’interno di un panorama socio-culturale, e la personalità è molto più importante dell’identità anagrafica, anche se, effettivamente, quest’ultima può permettere ancora meglio di contestualizzare un’opera e di attribuirle un maggiore o minore valore. Comunque, preferisco che la scoperta di me stesso sia lenta e graduale.»
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Quanto è importante che la cultura torni al primo posto in Italia e soprattutto la poesia dimenticata?
«La cultura ha sempre avuto un ruolo fondamentale in qualsiasi paese; è sempre stata la molla propulsiva per portare dignità alle persone. E’ una cassetta degli attrezzi (parafrasando Wittgenstein) che permette di decodificare il mondo in cui viviamo e di aprire molte porte che altrimenti rimarrebbero inaccessibili. E l’Italia, prima e dopo l’Unità, ha sempre dato un contributo importante al cosiddetto mondo occidentale. La cultura permette di creare professionalità importanti, può innescare un circolo virtuoso di ricerca in vari campi del sapere, può essere un polo di attrazione per il turismo e può creare una popolazione di cittadini consapevoli e attivi per una democrazia sana. L’uso del “può” è d’obbligo perché una condizione fondamentale di progresso umano richiede che la cultura non sia una prerogativa di pochi. Ritengo che, uno dei grossi problemi odierni, sia la capacità di far percepire a tutte le persone, più o meno giovani, quanto valore possa avere la cultura intesa come possibilità di accesso alle opportunità che una società potrebbe dare e come attraverso la cultura possiamo costruire la nostra identità sociale ed individuale. La poesia può avere un ruolo importante se riesce a riconquistare lo spazio che le è stato eroso dalla frammentazione culturale odierna. Oggi viene vista un po’ come un’espressione d’élite ed è necessario superare questa visione dimostrando che chiunque può beneficiarne. Con la poesia errante che sto attuando voglio tentare di riunire diverse espressioni artistiche cogliendo la maggior parte di pubblici possibili. E’ così che sto provando ad elaborare una poetica che possa essere vista come una metafora della necessità sociale di ridurre la frammentazione socio-culturale contemporanea. Un desiderio molto ambizioso, forse velleitario, ma non per questo degno di essere tentato. E il bucato poetico rappresenta il biglietto da visita di questo mio sogno.»

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Come reagisce la gente davanti alle tue originali poesie? Speri che possano indirizzare la loro attenzione su di esse?
Le reazioni delle persone mi sembrano molto diversificate. La maggior parte delle volte emerge la sorpresa e lo stupore di fronte ad una cosa che non viene capita immediatamente. In altri casi gettano uno sguardo di incomprensione e tirano dritte… La sorpresa e lo stupore è esattamente ciò che cerco con le mie opere. Se poi strappo pure un sorriso di divertimento o di piacere, direi che a quel punto è il massimo che posso chiedere. Con il famoso bucato poetico (campagna nomen omen) faccio un’installazione che permette alle persone un’interazione diretta con le opere. Ci sono state situazioni molto divertenti in cui, ad esempio, sono state appese delle calze della befana tra i panni poetici oppure sono stati allegati bigliettini con vari commenti, finora solo positivi. Inoltre, alcune persone si portano via il bucato perché è possibile staccarlo. E questo fa proprio parte del gioco. Significa che “il bucato” è sufficientemente asciutto e le persone possono “indossarlo”. A Rimini, proprio mentre facevo il bucato, una signora mi ha chiesto: – Ma lo lascia qui così? E se lo portano via? Nel momento in cui le ho spiegato il mio obiettivo, lei, tempestivamente, mi ha detto che si sarebbe portata via il reggiseno perché lo trovava bellissimo. Poi, invece, ha solo posticipato la scelta… “magari ripasso tra due giorni, così almeno altre persone possono vedere il bucato completo.” E’ stata una scena davvero carina. Per non parlare di Venezia, a Rialto, luogo nel quale ho installato il bucato poetico tra due pali usati dalle gondole come punto di attracco. Per l’occasione, però, ho chiesto il permesso al gondoliere, il quale, non solo ha acconsentito, ma addirittura, direttamente dalla gondola, si è occupato lui stesso di appendere i capi al filo seguendo le mie direttive. E’ stato un momento magico e surreale. Interattività allo stato puro. E’ difficile che le persone non siano attratte da queste insolite esposizioni. E’ la poesia che viene a trovare noi, e in questo caso lo fa in modo plateale nei luoghi più impensabili e con una scenografia che rimanda ad un gesto così quotidiano e genuino come il bucato appeso. Come restare indifferenti? Se si è almeno un pochino curiosi, si cerca di capire cos’è questa strana roba penzolante tra alberi, pali o altro. E poi la sorpresa è quasi automatica. Magari qualche poesia piace pure! Credo che queste poesie possano essere l’occasione per varie persone di riscoprire questo mondo così affascinante grazie ad una entrata in scena così peculiare. Perché il bucato? Trovo importante tirare fuori dai libri la poesia per darle una boccata d’aria fresca, ne ha proprio bisogno. Ecco che il bucato rappresenta un’ottima metafora di ciò. Facciamo prendere aria alla poesia, esattamente come facciamo con il bucato appena lavato. Quando è asciutto può finalmente essere indossato e portato a spasso dalle persone. Metaforicamente o fisicamente staccato, direi che funziona appieno. Inoltre, il bucato mi permette di sublimare i miei disagi e le difficoltà di un periodo che sto superando, quindi, dopo aver lavato i panni sporchi, ora sto iniziando ad esporli all’aria aperta. Adesso inizio a star meglio e quindi posso iniziare a farli asciugare dopo una bella centrifuga. In attesa che si asciughino come si deve… Leggendo le poesie impresse su questi panni, infatti, si scopre che sono tutte di tipo intimo, psicologico ed esistenziale, ad eccezione di “Sacrilegi” (manifesto di questa campagna) e quelle impresse nei calzini che riguardano la mia passione per la poesia e la mia poetica (Lo stendiversomio). Panni poetici come arredo urbano, interazione con la gente e sublimazione di disagi esistenziali. Alla ricerca dell’aria migliore per farli asciugare.

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Questo artista ha tanto da dire e si nota nelle risposte, per niente sterili, alle mie domande.
A questo punto posso dire che non dobbiamo invidiare le panchine letterarie di Londra visto che Ma Rea ha qualcosa di più originale da distribuire alla gente.
I suoi pensieri, i suoi versi abbelliscono le città e tutto ciò ha qualcosa di più prezioso dei disegni (sicuramente belli) che si ispirano ad opere importanti, a dei classici della letteratura inglese, ma che non regalano dei frammenti dell’anima dell’artista come invece fa Ma Rea, perché quelle pitture sono comandate da un tema già presente, invece Ma Rea tira fuori dei versi che ha dentro di sé.



Articolo scritto per iltempolastoria.it


http://www.iltempolastoria.it/rubriche/libri-in-viaggio/ma-rea-versi-stesi-pensieri-appesi-poesie-incollate-idee-plasmate/

venerdì 22 agosto 2014

La bambina delle rune di Karen Maitland


La bambina delle rune, un fantasy che mi ha intrigato dal titolo, dalla copertina e anche dalla trama.

Ma come spesso accade, la copertina viene messa lì per attirare, il titolo dev'essere misterioso per lo stesso motivo e magari per la trama si usano parole che fanno scattare l'attrazione nei confronti di quel libro che poi delude le aspettative.
E' successo un po' di volte.
Avevo comprato il libro da un po', ma ancora non lo leggevo.
Sono un po' ossessiva nell'acquisto di libri, il problema è che poi, non riesco a smaltirli rapidamente. Infatti c'è la lista dei libri in attesa e quella dei libri già letti.
Questo libro lo fissavo da un po' di giorni, mentre stavo finendo un altro.
Dopo cinque o sei giorni lo prendo dallo scaffale dei libri in attesa di esser letti e lo poggio sul comodino.
Inizio a leggerlo e mi rapisce così tanto e subito che non riesco a lasciarlo.
Non conoscevo l'autrice, Karen Maitland, visto che aveva già scritto un altro libro prima di questo, “I maestri oscuri”, ma ora credo leggerò anche il suo primo libro. 
Certo, dovrò stare attenta perché sicuramente non sarà la stessa cosa e potrà anche essere una delusione.
Comunque, La bambina delle rune non mi ha delusa. 
Addirittura ha un finale diverso...finalmente non ha il finale “e vissero tutti felici e contenti”!!!
Certo, essendo abituata a finali felici, può essere un trauma un finale oscuro, dominato dalle tenebre, ma ragionando è un finale originale.
Inoltre l'autrice tiene alta la suspence.
Parlo per me, perché la lettura è soggettiva, io mi sono immedesimata intensamente mentre leggevo e vivevo le emozioni di certi personaggi,in certi casi anche le loro paure. Sembrava davvero che fossi con loro!
Non è la prima volta che mi succede, ma in modo vivo come con questo libro, raramente.
Non è facile infatti, emozionare ad alti livelli, il lettore.
E' un mio pensiero, lo ripeto, perché ognuno ha le proprie sensazioni mentre legge.
Del libro fa parte un capitolo inedito, che si trova nel sito italiano de La bambina delle rune ( http://maitland.edizpiemme.it/ ). Nella sezione “Gli extra” si deve digitare una parola che si trova in una data pagina, ad una data riga e poi si può leggere e scaricare il capitolo in più!Che praticamente continua la storia.



Lancia le rune e leggi. La verità salta agli occhi. I bugiardi son svelati.
Il lupo ammonisce. L'ululato perseguita. La morte arriva.



Trama:

Camelot è un vecchio venditore ambulante di false reliquie. Sfigurato da una cicatrice che lo ha reso privo di un occhio, si finge un reduce delle battaglie contro gli infedeli in Terra Santa, facendo del marchio che porta in faccia un mezzo per sopravvivere e spacciare ai creduloni speranza e "fede in bottiglia".
Ma ora è da tempo lontano da casa e il ricordo del passato si fa vivo nella sua mente, con insistente nostalgia. Intraprende così la lunga strada di ritorno verso la Scozia, senza poter prevedere che l'imprevista esplosione della peste trasformerà il suo viaggio in una fuga dall'epidemia.
E' il giorno del solstizio d'estate del 1348,
quando il contagio comincia a diffondersi nel Paese e quando Camelot incontra Narigorm, una bambina albina, lettrice di rune. I suoi occhi celesti, splendenti nella cascata bianca e immacolata dei capelli, lo fissano insistentemente come se volessero leggergli dentro.
Un incontro fatale, il primo di una serie, che porta Camelot a proseguire il suo cammino con una nuova e bizzarra compagnia, unita dalla necessità di sopravvivere alla peste. Un mago bigotto, un cantastorie, un pittore di scene sacre, un musicista veneziano e il suo pupillo, un'abile guaritrice e infine proprio la bambina albina, diventano così protagonisti di questa fuga.
Quando però un membro del gruppo viene trovato impiccato a un albero, tra loro s'insinua il dubbio e la diffidenza. Qualcosa di più terribile della peste minaccia le loro vite. Un segreto che ciascuno nasconde dentro di sé. Solo la bambina e le sue rune lo conoscono.



E mentre si alza il vento e quei capelli bianchi iniziano a danzare, il fuoco alza le sue fiamme e un ululato riempie il silenzio della notte...Siete sicuri di voler iniziare a leggere questo fantasy?...Allora iniziate pure





Un pezzo del prologo



“Allora è deciso: la seppelliamo viva con la mordacchia di ferro. Così terrà la bocca chiusa.” Il locandiere incrociò le braccia, lieto che fossero finalmente giunti a un accordo almeno su quello. 
“Il ferro contrasterà qualsiasi maledizione possa lanciare. E' una delle cose più potenti che esistano contro il male, a parte l'ostia e l'acqua santa. Certo, sarebbe meglio se avessimo anche quelle, ma purtroppo non è così. Il ferro andrà bene lo stesso.”
Sua moglie sbuffò. “Vallo a dire ai nostri vicini. Non c'è porta o imposta nell'intero villaggio che non sia ricoperta di ferri di cavallo, ma tanto valeva appendere delle piume di gallina, per quanto ci hanno protetto.”
L'uomo la fulminò con lo sguardo. “Ma se le mettiamo la mordacchia non riuscirà a lanciare nessuna maledizione, no? Quindi ferro, o non ferro, funzionerà”.




Io dico che...

La verità può essere pericolosa? Credo possano essere pericolose le bugie mai dette, perché creano dei misteri che nel momento in cui vengono svelati creano delle disgrazie a causa della rabbia, della vergogna che si rivelano una volta della la verità.
Osservare ed ammaliare per poter scoprire la verità e poi rivolgerla contro persone che hanno delle bugie talmente radicate può rivelarsi decisamente pericoloso...per i bugiardi!
La verità non viene ascoltata!




Titolo La bambina delle rune
Autore Karen Maitland
Editore Piemme
Prezzo 20,00






martedì 12 agosto 2014

Ma forse leggi come mangi?

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Leggendo sempre, facendo pause ogni tanto, riesci a viaggiare nel tempo e nello spazio, riesci a fantasticare tenendo la mente in allenamento, riesci ad occuparti del lavoro, della famiglia e della lettura e di altri hobby.
Alt!!!Ma che hai mangiato? Hai per caso ingerito un intruglio di pappa reale, guaranà e ginseng?Tutta questa energia da dove salta fuori?
Molti lettori son così. Non sono lenti, non sono stanchi, si ricaricano con la lettur, altri invece accampano scuse di vario genere per preferire la televisione alla lettura. La lettura comporta ragionamento, creatività, pensieri, invece la televisione dà il totale nulla, è passività!
Mi son chiesta se alcuni titpi di persone scelgono i libri in base al loro rapporto con il cibo ed ho associato questa idea alle prossime uscite librarie!
Ad esempio coloro che mangiano pesante, quelli che si dedicano a cibi come peperoni arrosto o peperoni ripieni o frittata di peperoni, forse, rimanendo decisamente con lo stomaco in subbuglio, cercano letture leggere, effimere, giusto per far passare la digestione in modo tranquillo, sedendo non proprio sdraiati sul divano. Ed allora possono scegliere libri come quelli di Fabio Volo, dove da capire non c’è nulla. Anzi, son pieni di ovvietà talmente ovvie che nemmeno lui se le ricorda quando deve presentare la sua nuova uscita!
Ma come si fa a parlare dell’ovvietà? Potrebbe aver ragione, le parole son talmente tanto ovvie che non devono essere spiegate. Fatevene una ragione!
Oppure potrebbero scegliere un romanzo poco scorrevole, visto che di tempo ne hanno!!!Suggerisco La teoria dell’eternità di Andrew Dawson della casa editrice Nord.
Serve un’eternità per leggerlo, perché non scorre e perché ci sono errori che il correttore di bozze (se ne hanno uno, ma dubito fortemente) ha deciso di lasciare in quelle pagine! Oppure I giorni dell’eternità di Ken Follett, Mondadori editore. Ma quest’ultimo possono leggerlo solo quelli che hanno già letto gli altri due libri (La caduta dei giganti e L’inverno del mondo) che fanno parte della trilogia “The Century” che si conclude con il sopra citato libro.
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Chi invece è ingordo di carne, un carnivoro degno di nota, potrebbe rilassarsi sul divano, seduto in modo scomposto, ma mai sdraiato (sempre per aiutare la digestione) con libri gialli, magari. Il carnivoro ama anche il sangue quindi perché non continuare il suo pasto con un delizioso dessert a base di omicidi?
Però potrebbe presentarsi un problema, il carnivoro si addormenta prima della fine perché la digestione della cena, o del pranzo carnivoro, inizia a dare effetti soporiferi.
Voi direte “Perché?!?I peperoni no?!?” No, è diverso perché i peperoni ti tengono sveglio durante la digestione lenta e sofferta accompagnata da emissioni rumorose.
Vi suggerisco qualche titolo di recente uscita: Fantasmi del passato. Un’indagine del commissario Bordelli di Marco Vichi, Guanda editore; Vacanze in giallo, autori vari Sellerio editore; Un giorno perfetto per uccidere di Mario Mazzanti, Newton Compton editore; La notte eterna del coniglio di Giacomo Gardumi, Marsilio editore.
I libri sopra citati potrebbero tenere sveglio il carnivoro, ma visto che potrebbe addormentarsi prima della fine allora, suggerisco un libro dalla lettura facile e scorrevole come L’abbazia dei cento peccati, di Marcello Simoni, Newton Compton editore oppure libri horror che mantengono alta l’attenzione ed allora consiglio i libri di Stephen King, Lovecratf, Le Fanu, Edgar Allan Poe e Stoker. Non sono ultime uscite (tranne il già datato Doctor Sleep, seguito di Shining, di King) ma questi son grandi nomi del genere horror.
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Chi adora l’appuntamento con il tè o con le tisane pomeridiane, lo vedo amante dei gialli classici di Agatha Christie e dei romanzi storici.
A queste persone consiglio la prossima uscita di Carlo a. Martigli, La congiura dei potenti, Longanesi editore; ma anche I principi d’Irlanda di Edward Rutherfurd, Mondadori editore; L’ufficiale e la spia di Robert Harris, Mondadori editore; Nelle tempeste d’acciaio di Ernst Junger, Guanda editore; Le navi dei vichinghi di Frans G. Beengtsson, BEAT editore (ordinabile su libreriauniversitaria.it); Nel mare del tempo di Elisabetta Cametti, Giunti editore.
Chi predilige un pasto leggero, magari a base di pesce, che riesce a digerire con facilità (sempre se il pesce non è ricoperto di spezie che allungano la digestione e la dicono lunga sulla sua freschezza), forse gradirebbe queste letture: Una piccola libreria di Parigi di Nina George, Sperling&Kupfer editore; Sulla sponda di Rafael Chirbes, Feltrinelli editrice; Gli invincibili di Marco Franzoso, Einaudi editore; Rete padrona di Federico Rampini, Feltrinelli editrice; Donne di Andrea Camilleri, Rizzoli editore.
Di solito si pensa che chi mangia il pesce abbia un carattere particolare, che sia più ricercato nei gusti (ho detto di solito!).
Chi rimane? Le persone che prediligono frutta e verdura, le persone che impazziscono per i dolci (in modo quasi preoccupante) e le persone che praticano food estremo, coloro che amano sushi, carne al sangue o i fast food.
Per gli amanti della frutta e verdura si pensa siano consigliabili delle letture legate alla spiritualità, quindi Osho, Castaneda (che sono davvero interessanti. Aggiungo anche dei libri che parlano degli Indiani d’America) ma tra le ultime novità ci sono dei libri che potrebbero interessare: Il custode della luce di Anita Nair, Guanda editore; Madre del riso di Rani Manicka, Mondadori editore; La musica provata di Erri De Luca, Feltrinelli editrice; Ultima India di Sandra Petrignani, Neri Pozza editore.
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Le persone che impazziscono per i dolci, non semplicemente i golosi, sto parlando di persone che vorrebbero ricoprire la loro vita di zucchero, rasentando il diabete.
Per queste persone la “letteratura” è più magnanima. Per loro ci sono tutte le ultime (quelle di alcuni mesi fa e le prossime) uscite stile Seguimi, Prendimi, Amami, Guardami, Allontanami e Riprendimi, Baciami, Vivimi, Telefonami, Bevimi…Stop…abbiate pietà di me!
Alto tasso di glicemia e conseguente diabete
Aspettami di Elisabeth Naughton, Corbaccio editore; Ti fidi di me? di J. Lynn, Nord editore; Il primo ultimo bacio di Ali Harris, Nord editore; Quello che sei per me di Rachel Van Dyken, Nord editore; Dieci piccoli respiri di K.A. Tucker, Newton Compton editore e molti altri. Sembra scoppiato il fenomeno romantico.
Non conosco gli autori del genere perché me ne tengo alla larga. Ci son romanticherie anche nel settore Urban Fantasy e Paranormal Romance.
Il Fantasy è altra storia. Suggerisco due libri (anche se non ci sono solo questi due libri): Orologi senza tempo di autori vari (tra i quali Cecilia Randall e Licia Troisi) NPE edizioni; Warrior. La vendetta del guerriero di Antonio Lanzetta, La corte editore.
In ultimo, passiamo alle letture per chi pratica food estremo (perchè estremo? Perché il sushi se non si fa con il pesce super fresco può dare sorprese sgradevoli e pericolose; idem la carne al sangue, che praticamente è cruda e il cibo industrale per antonomasia e mangiare in fast food poi…meglio che non mi esprimo).
A questi scavezzacollo consiglio libri adrenalici come : Nel cuore della Groenlandia di Fridtjof, Galaad Edizioni; Sulla traccia di Nives di Erri De Luca, Mondadori editore; Fratelli di cordata. Due vite in montagna, una passione verticale di Martin e Florian Riegler e Silvia Fabbi, Infinito edizioni (in questo caso ho unito sport duri, soprattutto se non c’è passione, descritti come sport estremi da chi non li ha mai provati o visti) Il veleno nel piatto di Marie-Monique Robin, Feltrinelli editrice; Cibo criminale di Mara Monti (giornalista de Il sole 24 ore)e Luca Ponzi (giornalista Rai), Newton Compton editore.
Un’associazione un po’ bislacca, un po’ scherzosa, magari per certi versi veritiera, comunque una scusa per parlare di libri, prossime uscite e libri già usciti!


Articolo scritto per iltempolastoria.it

http://www.iltempolastoria.it/slider/ma-forse-leggi-come-mangi/

Arrivederci Robin!




Assurdo!
Ieri è scomparso l'attore comico Robin Williams!
Grande perdita, grande attore!
Alcuni nel dare l'annuncio sbagliano il suo nome con quello del cantante.
Niente a che vedere, non si può fare un paragone tra i due!
Era un attore comico ed ora i titoli della sua morte recitano così: "Trovato morto in casa Robin Williams, si sospetta un suicidio".
Ma dico io, sempre la stessa dicitura, sempre le stesse parole!
Sarà che a fare l'attore, hai il destino segnato?
Se muori per cause naturali non sei nessuno?
Dopo la morte, tutti dicono che soffrivi di depressione. E' sempre così! E Robin non fa eccezione, naturalmente!
Pare che ci godono nello scrivere le probabili cause, che magari non sono vicine alla verità nemmeno di un millimetro, ma loro devono fare l'articolo!
Era un attore prolifico, a dicembre uscirà Una notte al museo 3 - Il segreto del faraone. L'attore veste i panni  (come per una notte al museo 1 e 2) di Theodore Roosevelt.
Mi mancherai nano nano, mi mancherai davvero. 
Mi piacevi tantissimo come attore.
Per me era naturale che la risata nascesse da lui!
Ora che leggo i vari articoli, penso che Hollywood sia una proficua organizzazione di smistamento droghe e alcol con conseguente depressione (lo pensavo da tempo!)
Non ci andrò mai in quella città!Troppa facciata per dei retroscena oscuri!
So che è difficilissimo ridere e far ridere se dentro hai il vuoto, ma tu non eri dimenticato da tutti!
Tre film nel 2014!!!
Qualsiasi cosa dicano, qualsiasi dito ti puntino contro, la verità non la sapranno mai (come per molti altri), ma non per questo tu sarai diverso per me!





venerdì 8 agosto 2014

Un pensiero per Gaza.




In molti fuggono l'argomento. 
Molte persone addirittura aspettano prima di parlare per ascoltare cosa dicono i più e mettersi dietro il loro pensiero per non avere grane, preoccupazioni!
Io avrei una preoccupazione in questo caso...mi preoccuperei del mio cervello!
Houston abbiamo un problema...cerebrale!
Non c'è materia all'interno del cranio, solo acqua o aria o mosche che vogliono trovare una via d'uscita per scappare ad ali levate!
L'argomento Israele vs. Palestina rende paurosi, nervosi e scettici, come molti altri argomenti!
Il problema è che più si dice la verità, più si ha paura!
Media (televisioni e giornali) servi del sistema, cercano di nascondere fino all'ultimo la situazione di Gaza.
Ma poi, quando dal web e non solo si alza la voce di coloro che sanno come stanno andando le cose, allora a quel punto devono per forza parlare della situazione nelle loro edizioni!
Ma come continuare a nascondere la verità?
Semplice, facciamo intendere che i palestinesi hanno un'organizzazione che attacca i “””poveri””” israeliani, le vittime!E diciamo che son morti anche degli israeliani così li rendiamo cattivi.
Vittorio "Vik" Arrigoni, reporter,scrittore e attivista italiano.
Si trasferì nella Striscia di Gaza per combattere contro la pulizia etnica israeliana.
Imprigionato, torturato dalla forse israeliane, difendeva a testa alta i palestinesi.
E' stato rapito il 14 aprile 2011 e  brutalmente ucciso il 15 aprile. Nel video sotto si esprime contro le chiacchiere di Saviano.


Thomas "Tom" Hurndall, fotografo attivista britannico, volontario per l'ISM (International Solidarity Movement) contro l'occupazione israeliana. L'11 aprile 2003 è stato raggiunto alla testa da un proiettile sparato da un cecchino israeliano, nella Striscia di Gaza. Tom è rimasto 9 mesi in coma e poi è morto.


Rachel Corrie, attivista statunitense, morì a Gaza schiacciata da un bulldozer militare israeliano.

Il 16 marzo 2003, Rachel, insieme ad altri sei attivisti dell'ISM (tre britannici e altri tre statunitensi) stava cercando di impedire le operazioni di demolizione a Rafah, in base alle quali dei bulldozer corazzati venivano usati per spianare gli edifici e la vegetazione vicino al confine, lungo la strada tra Gaza e l'Egitto. Naturalmente, per i giudici, non ci son stati errori da parte degli israeliani!






Ma gli attivisti che son sul posto, fotografano, intervistano, fanno video.
E se si pensa che questi attivisti cercano di portare l'acqua al proprio mulino, davanti a foto e video si può ancora parlare?
Gli scettici, coloro che parlano di prove, prima di credere, finiranno per soccombere senza conoscere la verità.
Perché loro cercano di essere degli scienziati sfaticati però!
Gli scienziati quando parlano di volere delle prove, se le procurano. Di sicuro non pascolano sul divano accendendo la televisione e basandosi su notizie deviate!
Un minimo il cervello di certe persone, dovrebbe funzionare...un minimo!
Ma evidentemente è pura utopia!
Alcuni parlano tanto del gigante “buono”...la Russia, ma come mai la sua bontà non si estende alla Palestina, a Gaza?
Naturalmente le persone (e sono tante) che non si spingono oltre, che non leggono documenti ufficiali, o documenti di giornalisti che rischiano la vita (ricordate Ilaria Alpi? E molti altri) per tirare fuori la verità, non possono capire e teoricamente non possono neanche parlare!
Non ci si può basare su parole fuorvianti che son dette da chi vien pagato per dire cazzate (in parole povere e per far capire a tutti)!!!
Molti credono che gli attivisti descrivono una realtà alterata...ma perdonatemi...loro son lì con quel popolo a prendersi le bombe addosso!
Vivono con poco cibo, medicine scarse, poche ore di sonno, senz'acqua e senza elettricità (dove manca). Devono correre per scappare come gli altri.
Perché nessuno di coloro che parla a loro sfavore non prova cosa vuol dire vivere con quel popolo?Fare incubi orrendi di notte? Vedere i cadaveri dei bimbi? Delle donne e degli adulti?
In questo caso coloro ai quali servono prove effettive (ai quali non vanno bene foto e video), potrebbero riformulare un loro pensiero sulla realtà effettiva.
Loro vedono le atrocità, vedono quei poveri bambini ai quali vien tolta la vita in tenera età!
Chi vuole nascondere tutto questo non è umano! Chi crede al sistema che vuole nascondere le proprie nefandezze, è un servo del sistema! Chi non ragiona con il proprio cervello, chi non ragiona affatto, chi non si dedica a trovare scritti e prove, allora non dovrebbe portare avanti teorie assurde che si basano su ciò che ha sentito sedendo comodamente sul proprio divano, nella propria casa, con luce, acqua, internet e cibo!



Prossimamente...



28 agosto 2014,  La congiura dei potenti di Carlo A. Martigli, Longanesi editore

25 settembre 2014,  Dannati di Glenn Cooper, Nord editrice

Novembre ben due nuovi lavori di Alfredo Colitto

Post in evidenza

L'isola dei cadaveri: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it http://thrillernord.it/lisola-dei-cadaveri/ Autore: Ann Cleeves Traduttore: A. D. Alberto ...

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