mercoledì 24 luglio 2013

La realtà in una favola: risponde Claudia Mancino


Leggere si, ma non solo romanzi o gialli e i soliti generi letterari. Esistono altri generi troppo spesso dimenticati: i racconti e le fiabe.
Mi sono davvero emozionata nel leggere i libri di Claudia Mancino. Nata a Ginevra da padre italiano e madre tedesca, ha trascorso l’infanzia a Londra e si è laureata alla facoltà di Lettere di Torino. Una donna che ha respirato diverse culture e che, negli ultimi anni, è stata premiata in premi letterari nazionali ed internazionali.
Le sue favole, secondo me, sono più belle di molte delle classiche favole dei Grimm (sulla cui originalità ci sarebbe da discutere). Staccarsi dalla “tradizione” e da ciò che oggi ci viene imposto dal mondo editoriale ci permette di scoprire queste fiabe, da leggere ai bimbi, ai ragazzi e da leggere a noi stessi, adulti, (perché le fiabe, nella loro più antica tradizione, sono sempre state rivolte a un pubblico adulto prima ancora che a quello infantile). 
Il suo primo libro contiene due racconti, che toccano il cuore. Il primo, Senza rumore, narra della morte di suo padre.
Un dolore che riesce a superare grazie a due amiche e un folle viaggio intrapreso per dare l’addio all’uomo che lei desiderava, per sempre, al suo fianco. Un saluto per staccarsi, ma non definitivamente, da ciò che la morte aveva portato con sé, e per tornare a ricordarlo com’era, per continuare ad averlo accanto nella nuova consapevolezza della sua assenza. Un viaggio per far rumore, dentro il suo animo, là dove di rumore non ce n’era mai stato.
Il secondo racconto, Spiriti, racconta della morte di un uomo al quale Claudia era profondamente legata. Una morte improvvisa, che il destino accavalla a quella del padre. 
Due racconti scritti in prima persona. Storie che toccano l’anima, che emozionano, per certi versi impertinenti, che descrivono l’impotenza di fronte al dolore e la conseguente rinascita dallo stesso.
Il suo secondo libro invece, Il bambino che fermò il tempo ed altre storie, è una raccolta di nove fiabe, una più bella dell’altra. Commoventi, dolcissime e sconcertante specchio della società di oggi.


La prima domanda che rivolgo a Claudia è un classico, quando è nata in te la passione dello scrivere?

La passione è nata dall’ascolto. Ascoltare storie era la cosa che, da bambina, mi stregava di più. Mi lasciava senza fiato, tutte le volte, e ogni storia diventava parte di me. Avevo la sensazione che tutte quelle parole messe insieme fossero potenti come una magia. Così decisi che un giorno, anche io avrei raccontato storie.
Il mondo delle fiabe è un mondo letterario che sembra messo da parte, tu che ne pensi? Cosa ti ha spinto a scrivere delle fiabe?
Sono dovuta diventare madre per scrivere fiabe. E anche qui tutto è partito dall’ascolto di due bambini che mi hanno permesso di entrare nel loro mondo. Loro mi hanno condotto lungo unastrada che avevo dimenticato e io ho indicato loro la strada che dovranno percorrere per diventare adulti. Regalavo loro tempo, ogni sera, leggendo fiabe da tutto il mondo, e sera dopo sera, ho imparato che i bambini hanno una capacità di sentire e comprendere cose che noi adulti, troppo spesso, sottovalutiamo. Li trattiamo da grandi prima che lo siano davvero, o da piccoli quando ci fa comodo pensare che non capiscano e troppo spesso, ci dimentichiamo che i bambini hanno bisogno dei sogni e della magia per crescere. La fiaba è l’anello che lega questi due mondi. Ed è andato perso.
Qual è l’idea che ha dato vita al tuo primo romanzo, Spiriti senza rumore?
Spiriti senza rumore è stato il modo in cui ho cercato di guarire dalla morte di mio padre. Di quel periodo ricordo che facevo persino fatica a respirare. E poi della morte non si parla, non sta bene. Le lacrime, il dolore mettono in imbarazzo. Così una sera, iniziai a lavorare a questa folle storia e quando, mesi dopo, scrissi la parole fine, sapevo che era stato il mio modo di dirgli addio.
E’ stato difficile trovare un editore per pubblicare le tue fatiche letterarie?
Sì, difficilissimo.
Troppo spesso, il rapporto tra editore e scrittore non è mai equilibrato. In un contratto editoriale, lo scrittore è la parte debole (naturalmente si parla di scrittori non famosi). Essere pubblicati è un onore e su questo siamo tutti d’accordo. E’ un riconoscimento ad anni di sogni e lavoro in cui forse solo tu hai creduto.
Siamo nel campo dell’arte, quindi di una passione che non si può domare. Ma come ogni forma d’arte, anche scrivere richiede disciplina, dedizione e determinazione. Le tre D. A mio parere molti editori hanno smesso di sognare. Se davvero credi in qualcosa, devi sognarla abbastanza a lungo da avere il coraggio per realizzarla. E per farlo bene, bisogna essere in due, non credi?
La realtà è invece un’altra: molte delle pubblicazioni, prima ancora di essere sogni e libri, sono gigantesche operazioni di marketing in cui la sola cosa che conta è assicurarsi, a tavolino, la vendita di milioni di copie. Questo lascia poco spazio a scrittori emergenti.
Quali sono le tue idee sul mondo editoriale italiano ed estero?
Rispondere mi mette in difficoltà. Se dico quello che penso non pubblicherò mai più nulla. Ride.
Cos’è per te la scrittura?
La scrittura è musica, è ritmo, è l’accesso verso un mondo parallelo in cui mi è concesso vivere tutte le vite che desidero, forse perché una sola non mi basta.
Qual è il luogo ideale per la scrittura?
Il luogo non ha importanza. La solitudine è la sola cosa importante.
Scrivere è un modo per parlare di te oppure per far capire agli altri dei concetti importanti?
Scrivo perché non posso fare a meno di farlo. C’è l’ho dentro come il musicista ha dentro la musica. Fa parte di me, da sempre.
Nessuna pretesa di spiegare o far capire agli altri qualcosa. Mai!
Ho troppo rispetto per le persone e… per le parole. Se hai qualcosa da raccontare, devi essere sufficientemente umile da farlo sottovoce, senza disturbare. E devi essere capace di usare un linguaggio semplice, perché a parlare e scrivere difficile sono capaci tutti, ma significa porsi su un gradino più in alto degli altri e questa è arroganza.
Stai lavorando ad un nuovo progetto?
Sto lavorando a tre progetti: due romanzi da terminare e una favola che aspetta solo di essere illustrata. Ma, con gli anni, ho imparato che non bisogna mai avere fretta che c’è un tempo per ogni cosa. Uno dei romanzi aspetta solo la fine ed è forse il momento più difficile per uno scrittore, o almeno lo è per me. Scriverlo significa vivere in un mondo parallelo ma spaventosamente reale e sentire cose che diventano parte di te e della tua anima. Quando finisce … è come se una parte di te morisse. So che suona strano, ma è così. Le storie non ti appartengono, come non ti appartengono i figli. Tu, semplicemente, dai loro solo le ali per volare.
Ultima domanda. Il social network ti ha aiutata a promuovere i tuoi libri?
In famiglia sostengono che quando si tratta di cellulari e computer la definizione che mi calza è pennello è “diversamente abile” e credo abbiano ragione. Per l’uscita di Il bambino che fermò il tempo e altre storie ho creato una pagina su Facebook che però nel giro di pochi giorni ha preso un’altra strada, ma è stata una mia scelta. E’ il solo posto in cui mi qualifico come scrittore e credimi, non mi è stato facile farlo. Era una questione di pudore. Potrei farti l’elenco di decine e decine di persone incrociate sul web che si proclamano scrittori e che appiccicano ovunque, in modo quasi ossessivo, le copertine dei loro libri e le loro opere. Personalmente è una cosa che ho sempre trovato fastidiosa. L’autocelebrazione e l’imposizione ottengono, a mio parere, l’effetto opposto a quello desiderato. Sì, credo che fastidio sia il termine giusto. E credo sia anche una questione di credibilità. Le persone non sono stupide. Ciò che davvero ha valore sei tu come persona. Ed è su quello che bisogna puntare, sempre. Non l’apparenza. Mio padre mi ha insegnato quanto sia importante mantenere sempre un profilo basso. L’umiltà e l’onestà fanno la differenza. Se le persone imparano a conoscerti e ad avere stima di te, saranno incuriosite dal tuo lavoro perché sapranno che le due cose sono inscindibili. Quindi no, non credo che i social network possano fare davvero la differenza. La differenza la fai tu come persona.
Come a dire, “Con il fascino potete cavarvela per un quarto d’ora. Poi è meglio che sappiate qualcosa.”
H. Jackson Brown




Articolo scritto per iltempolastoria.it

giovedì 18 luglio 2013

Librerie Creative: la Serendipity editoriale tra Toronto e New York

Mancanza di idee, incapacità di rinnovarsi, vane speranze.
Un libraio deve rimanere un libraio e non essere un commesso di un supermercato (come ha detto lo scrittore Alfredo Colitto), ma deve saper sfruttare la sua fantasia, deve spremerla per attirare la curiosità di lettori e di passanti (possibili lettori). 


Per capire quanto i canadesi siano avanti con la cultura e con le idee oggi vi parlo delBiblio-Mat che una nota libreria di TorontoThe Monkeys Paw, specializzata in libri rari, in testi d’antiquariato, libri fuori commercio, effimeri, stampe e cartoline, ha posto all’interno del negozio.
Si devono inserire 2$ (canadesi) ed il distributore si mette in funzione. Si sentono rumori di ingranaggi, scampanellii, e come per magia compare un libro a sorpresa! Si perché il libro non si può scegliere. Non sai cosa ti arriverà per questo definiscono questo Biblio-Mat una sorta di Serendipity, il destino sceglierà per te!
Anziché mettere i libri in saldo sui soliti, ormai monotoni banchi in bella vista, hanno pensato di mettere questo distributore ideato da Stephen Fowler con la collaborazione di Craig Small, proprietario della libreria.
The Monkey Paw, nel suo sito spiega: “Nella nostra vetrina su Dundas St. West, ci sforziamo di spaventare i passanti con una diversità improbabile di manufatti stampati. Per i bibliofili che non possono farci visita settimanale, abbiamo creato questo sito: un campionario del nostro magazzino, con particolare attenzione per l’insolito e la recente acquisizione”.
E l’idea originaria di Stephen Fowler era davvero “spaventosa” visto che voleva collocare uno dei suoi assistenti all’interno del distributore per far cadere il libro dopo l’inserimento della moneta.
Craig Small, animatore designer e regista, prima di fondare il proprio studio, The Juggernaut, ha collaborato con i migliori creativi internazionali tra cui David Carson,Paul Sych ed altri.
Ma non solo i canadesi amano la cultura!
Negli USA, invece, e più precisamente nella Metropolitan Avenue, alla fermata di Brooklyn, nell’incrocio con la metro L e G newyorchese, tre giovani attratti dall’editoria, hanno trasformato un lugubre sotterraneo della metro in una rivendita di riviste, libri, fumetti indipendenti e di installazioni artistiche di artisti locali, il tutto rigorosamente underground!Un’idea fantastica per attirare visibilità, curiosità e per colorare, ancora per poco, un angolo della metro.
Questo spazio è temporaneo, durerà fino al 20 luglio, ma dà voce alle molte librerie indipendenti di New York ed agli artisti, di cui si possono acquistare i lavori, che hanno collaborato con i tre ragazzi!

Tante idee creative per far emergere la cultura, per urlare al mondo che esiste e che fa crescere il paese!
Tanti giovani che credono in questo, purtroppo non sono italiani!
In Italia le librerie indipendenti hanno un problema rispetto alle grandi catene (asettiche e prive di fantasia), i prezzi.
La grande distribuzione (ipermercati) può applicare sconti altissimi  (perché acquista libri dal fornitore con sconti fino al 50%), le grandi catene possono scontare fino al 40%, le librerie indipendenti possono arrivare al 30%.
Naturalmente si vedono sconti minori di questi, ma le librerie indipendenti in questo modo vengono già tagliate fuori, se poi i librai non mettono in moto gli ingranaggi della creatività per creare idee nuove, rimane solo la chiusura, come soluzione finale prima del tracollo.

Articolo scritto per iltempolastoria.it

sabato 13 luglio 2013

Quando il libro viaggia on the road



Aprire una libreria mentre imperversa la crisi dell’editoria, un’impresa che pochi potrebbero intraprendere. Un’impresa che porta avanti solo chi crede veramente nel lavoro che sta per avviare.
E questo è successo a Montesilvano (Pe).
Due sorelle hanno deciso di aprire una libreria indipendente, diversa dalle altre!
Sul sito abruzzo24ore dichiarano: “Avrete l’opportunità di conoscere, attraverso i libri le culture e i popoli che vorrete visitare, e a chi non desidera o non può uscire dal proprio contesto geografico, la libreria On the road Interno4 propone un’ampia gamma di letture, in grado di trasportare il lettore in realtà molto lontane o diverse.”
E mantengono le loro promesse.
Ho posto loro delle domande per mettere in evidenza gli eventi e le loro idee nuove per andare avanti respingendo la crisi.
Come funziona l’iniziativa “Quest’estate te li portiamo noi i libri in spiaggia?”. E’ curiosissima, e davvero innovativa!
Quest’iniziativa è rivolta a tutti coloro che vogliono leggere un libro al mare ma non hanno modo o tempo di venire in libreria. Basta contattarci per telefono e indicarci il libro che si desidera o anche il genere che si vorrebbe leggere, e noi porteremo in bici e presso lo stabilimento balneare indicatoci dal cliente una rosa di titoli sull'argomento indicato.



Si sono inventate il book da asporto. Un’idea davvero originale!
E’ la seconda edizione del book on the beach!Penso sia fantastico presentare dei libri in uno stabilimento!Potete parlarmi di quest’altra iniziativa creativa?
Book on the beach, è un progetto nato lo scorso anno in collaborazione con Alessio Romano del comune di Montesilvano.
Ogni domenica presentiamo un libro diverso in uno stabilimento diverso di Montesilvano, spesso la presentazione viene arricchita dall’accompagnamento musicale di Christian Carano (artista locale), e la mostra di opere d’arte e di artigianato.
Come promuovere la propria attività inserendo l’arte musicale, pittorica, artigianale, mettendo in rilievo gli artisti locali!
Purtroppo la crisi si fa sentire soprattutto nel settore editoriale, voi ne risentite anche se siete sempre attivi?
In merito alla crisi, la nostra attività ha poco più di 1 anno e mezzo di vita è nata nella crisi, ma non per una crisi lavorativa. Io e la mia socia nonché mia sorella abbiamo inseguito il sogno/progetto di una vita, nonostante la crisi e le previsioni, il nostro è stato un cambiamento radicale, abbandono di un lavoro certo per un salto nel buio. Tutto questo per dire che non ci aspettavamo molto più di quanto è la realtà dei fatti. In merito alle nostre iniziative le facciamo principalmente perché crediamo profondamente che siano parte integrante del nostro lavoro, che non deve e non può ridursi a fare il commerciante.
Resta il fatto che quello che stiamo vivendo è un periodo molto difficile e noi con difficoltà andiamo avanti, ma in questi momenti bisogna puntare sul risveglio delle coscienze, porre la cultura al primo posto, la conoscenza permette il risveglio di un pensiero critico e quindi di poter compiere delle scelte ragionate e non permettere che qualcuno pensi al posto nostro!
Ed i lettori ci sono ancora?Sono cambiati?
Il nostro zoccolo duro, come suol dirsi si è mostrato da subito, sono pochi ma tenaci curiosi, molti amano spaziare tra i generi, altri sono radicati nel loro gusto. In un primo momento è stato difficile ottenere la loro fiducia, far in modo che accettassero un consiglio di lettura ma con il tempo questo è successo ora sanno che possono fidarsi di un nostro giudizio.
Certo la tv anche in questo ambito la fa da padrone, il lettore casuale cerca il libro presentato da…o del quale ha parlato tizio nella nota trasmissione tv. Noi proviamo ad opporci a questa strada a senso unico, i soliti nomi le solite case editrici, da noi si favorisce molto la piccola editoria indipendente e cerchiamo di proporre qualcosa di diverso rispetto ai 10 libri in classifica!
“Prima di volgere lo sguardo verso l’esterno, la libreria On the road Interno4 intende favorire la scoperta e riscoperta del territorio, attraverso artisti,scrittori e poeti abruzzesi, nonché luoghi di cultura dai quali partire per apprezzare al meglio le indiscutibili bellezze naturali e culturali che la regione offre.
Intento della libreria è di concedere ampio spazio all’editoria locale e alla piccola e media editoria in generale, oltre a una vasta scelta di opere della letteratura italiana ed internazionale; vi sarà anche uno spazio dedicato ai testi in lingua originale. Incontri a tema, presentazioni di libri con l’autore, pomeriggi dedicati ai bambini, viaggi di fantasia e altre numerose iniziative saranno un punto cardine dell’attività di On the Road.”
Cosa dire?Rispecchiano in pieno l’idea del vecchio libraio che ha Alfredo Colitto, in chiave aggiornata!Alle due socie, nonché sorelle c’è solo da fare i complimenti!
Come hanno detto sul sito abruzzo24ore, riportando una frase di Jack Kerouac, “Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati. Dove andiamo? Non lo so, ma dobbiamo andare.”
Da parte mia hanno piena ammirazione, per il coraggio di affrontare questa passione e portarla avanti, con tutti gli ostacoli che ci sono.
Sono davvero contenta di avere a pochi chilometri dal mio paese la loro fantastica libreria!


Articolo scritto per iltempolastoria.it

mercoledì 10 luglio 2013

Libri in vacanza...In vacanza con i libri

E’ arrivata l’estate, o quasi, ma anche se il tempo fa i capricci, il caldo c’è quindi tutti al mare!
E cosa si mette dentro una borsa da mare, oltre all'asciugamano, alla protezione solare, alle cuffie per sentire la musica attraverso il cellulare (o l’ipod) e ad altre cose personali che possono servire?Ma naturalmente un libro!!!
Non tutti portano un libro questo è ormai assodato, ma chi lo vuole portare deve scegliere tra titoli freschi che non generano noia altrimenti è finita!

Al mare fa caldo, il sole è forte, la sabbia scotta, ci si rifugia sotto l’ombrellone nelle ore più calde, ma non si può dormire sempre ed allora si legge.
I più tecnologici potrebbero dire “l’ebook sotto l’ombrellone”, ma meglio di no, meglio portare il caro vecchio libro cartaceo. L’ebook è a rischio furto, chi vuoi che rubi invece un libro cartaceo?
Inoltre l’ebook può surriscaldarsi con quel caldo, il libro no ed ancora l’ebook si scarica ed il libro no!!!
Visto che d’estate tutti diventano sportivi, si può fare lo sforzo di portare nella borsa il peso di un volumetto.
Non tutti i libri sono buoni, nel senso che non si devono comprare per forza quelli poveri di contenuto!
Per la serie, libri leggeri si, ma non così tanto!
Si fa una strana associazione in questo periodo dell’anno. Libri in vacanza = libri privi di corposità.
Naturalmente non porto sotto l’ombrellone Il nome della rosa di Umberto Eco (solo perché magari la concentrazione, al mare, non è al top, anche se non è per tutti così), ma non si devono portare neanche libri considerati tali solo perché sono impaginati così!
A me piace tantissimo leggere al mare, è rilassante, nelle pause tra una giocata a pallavolo ed una nuotata!
Visto che tutti consigliano le letture allora anch'io vi do il mio parere.
Se volete leggere libri gialli (sto parlando del genere giallo classico) allora vi consiglio di spulciare titoli tra quelli di Agatha Christie (giallista per eccellenza); tra i thriller (visto che oggigiorno non ci sono quasi più i gialli di una volta, ma i thriller) vi consiglio di leggere quelli di James Patterson (badate bene, non prendete un libro che fa parte di una saga perché altrimenti capireste poco), o Jeffery Deaver (ma quelli vecchi, perché andando avanti col tempo si è perso per strada), anche Fabio Delizzos della Newton Compton va bene (i libri costano poco, ma almeno lui scrive bene); per ciò che concerne i romanzi storici (ma non fatevi impressionare dal nome del genere) consiglio vivamente i libri di Alfredo Colitto (ti cattura con il suo linguaggio semplice e scorrevole), ma anche Martigli, Falcones, Zafon; se gradite la narrativa sociale allora consiglio Erri De Luca, Stefano Benni, o Daniel Pennac. C’è anche il libro dell’estate della Newton, che continua a sfornare libri di Marcello Simoni, diventato cartaceo dall'ebook che era.
Sono molti i generi di lettura e darei consigli per ognuno di essi, come ho già fatto a voce, ma non finirei più!
Alcuni libri di autori sopra citati sono datati (nel senso che l’ultimo è uscito lo scorso anno o due anni fa), quindi il loro prezzo è basso ed invoglia l’acquisto!
Questo è molto importante, soprattutto in questo periodo di crisi!

In caso di dubbio chiedete consiglio al libraio, ma visto che non c’è più il libraio di una volta (è raro, una specie in via di estinzione) dovrete informarvi su internet, guardare i commenti nei forum, le recensioni di chi l’ha già letto e poi andare a comprarlo!
Non preoccupatevi, si trovano molti blog o siti che parlano di libri!
Buone vacanze librose!!!




Articolo scritto per iltempolastoria.it

martedì 9 luglio 2013

La nuova stazione galattica!!!

Cosa si fa in una calda, caldissima giornata di luglio? Si va a vedere la libreria Borri Books situata nella stazione Tiburtina a Roma. Avevo tempo prima di riprendere il pullman, quindi io e il mio compagno abbiamo girato in lungo e largo la suddetta stazione, seguendo le mille indicazioni, per ritrovare la bellissima (da quello che avevo già visto alla stazione Termini)libreria Borri Books, vicino alla biglietteria della metro. L'interno della stazione, decisamente rinnovata dopo l'incendio di due anni fa, è davvero avveniristica con delle arche spaziali che sembrano sospese nell'aria, tempestata di scale mobili, di scale. Magari il bar è un po' piccolo per la mole di gente che entra, ma lo scorrimento delle persone è veloce come il treno che ospita sui binari: Italo!
Si sale, si scende, si va a destra, a sinistra, ovunque, fino a quando non si sale all'ultimo piano, dove si vedono dei cantieri in corso (comunque se ci si guarda intorno attentamente, scrollando di dosso l'euforia iniziale, si può notare che la stazione è un grande cantiere, visto che nulla è pronto) e si incontra una guardia di sicurezza che ci viene incontro sorridendo e chiedendo se può essere utile!
Naturalmente le battute si sprecano, i romani sono così, simpaticissimi e noi scherziamo con lui, fino a quando non notiamo che manca qualcosa in quella struttura arditamente futuristica per essere una stazione secondaria (la Termini è la stazione principale)!
Cosa manca?I passaggi per i diversamente abili!!!
Dopo un giro allucinante con gli ascensori che non sono tanto a portata di mano, anzi, si può osservare come un diversamente abile arriva fino all'inizio delle scale della struttura ad arca, ma non può accedervi!
E non c'è nessun passaggio!
Inoltre i bagni chiudono alle 20:00!!!
I diversamente abili e gli incontinenti devono necessariamente prendere metro e treni alla stazione Termini, perché alla stazione Tiburtina dovete rimanere fuori, per la serie: Voi non potete entrare!O comunque non siete ben accetti.
Inoltre la libreria Borri Books che avvisa la gentile clientela dell'indisposizione del suo sito, anziché scrivere su internet “Le librerie Borri Books situate presso le stazioni ferroviarie di Roma Termini e Tiburtina offrono il loro vasto catalogo di libri in vendita anche online...”, dovrebbe scrivere che la libreria sita nella stazione Tiburtina non ha neanche il pavimento!!!
Una vera e propria delusione!!!
Rinata dopo il bruttissimo incendio, come la fenice rinasce dalle sue ceneri, futuristica nei suoi interni, deludente per i suoi negozi mancanti, per gli inesistenti passaggi per disabili e per la chiusura dei bagni pubblici in anticipo rispetto all'ultimo treno che come ha detto la guardia pare esserci alle 23:30 diretto a Reggio Calabria!!!
E cosa si fa invece?Si chiude il piazzale antistante la stazione dei pullman a Tiburtina (comodo per chi viaggia, per chi accompagna e per chi viene a riprendere) in attesa di non so quali lavori!!!
Ed inoltre, guarda caso, dopo le elezioni, tutti e ribadisco tutti diventano dei veri menefreghisti!!!


Io credo che i bagni chiudano dopo l'ultima pulizia, naturalmente senza senso, visto che la stazione è frequentata fino all'arrivo o alla partenza dell'ultimo treno!!!






E' futurismo?Nel senso che pensano a dei diversamente abili volanti?Forse si sono immedesimati un po' troppo con questa architettura spaziale!!!!!







Evviva la civiltà!!!

Cosa deve fare un cittadino che vede andare a rotoli almeno una parte del suo paese? Si rivolge alle autorità. Ai vigili, al sindaco, ma le risposte, quando arrivano perché nei piani “alti” di solito non rispondono (forse l'altezza non è facilmente raggiungibile), sono sempre le stesse “Cosa possiamo fare?” Ah non lo so!Voi siete, anzi rappresentate la cosiddetta autorità, io saprei come farmi giustizia da sola!!!
E' inutile rispondere con la voglia che ha il bradipo di alzarsi e raggiungere l'acqua per bere!Chi ha consigliato a queste persone di indossare una divisa?Potevano fare molti (forse) altri mestieri, se non sanno operare per il bene comune!
Spero per loro che l'ignoranza che regna sovrana, non faccia capire loro le domande, perché le risposte che danno non possono essere ascoltate!!!
Nel frattempo che continuano a fare le loro cose, a bere gli innumerevoli caffè in servizio a chiacchierare con tutti quelli che conoscono, a fare la spesa ed a fare shopping (Quest'ultima non è una parolaccia!Meglio specificare!)quando non sono in servizio (voglio sperare!!!), gli abitanti del quartiere (molto esteso) dell'Annunziata, fanno i conti con gli zingari (ai quali non hanno dato una casa come agli altri!Strano!!!), i rumeni e i vu cumprà (asiatici o africani settentrionali). Ma non sono solo i cittadini a fare i conti con loro, anche e soprattutto, la natura subisce le loro angherie!
“Ma cosa possiamo fare?” dicono coloro che dovrebbero difendere il territorio!
Naturalmente la spazzatura è buttata nell'erba, e visto com'era alta l'ultima volta che sono stata lì (un mesetto fa), credo che anche la CIA abbia buttato dei documenti top secret!!!
I cestini sono colmi, non entra neanche uno stuzzicadenti lì dentro, ma perché svuotarli?Meglio fare in modo che mosche, mosconi ed altri insetti campeggino intorno a ciò che considerano un lauto banchetto!
Effettivamente si fanno campagne per salvare i cani, i gatti, i leoni, le tigri e tutti gli altri animali e nessuno pensa alle mosche!!!Ma qualcuno ci pensa!Il comune di Giulianova!E non si dica che il comune è menefreghista!
Naturalmente questi campeggiatori abusivi lavano i loro panni nella fontanella che c'è nel parco!
Ma quella fontanella dà da bere anche ai cani che poi si sentono male. Va bene che nell'acqua c'è l'arsenico, il bario ed altri veleni chimici, ma l'avvelenamento da candeggina ha un effetto immediato!
Ed a questi non si può neanche dire “Per favore andate a lavare i vostri panni da un'altra parte” perché non capiscono la lingua. Parlano solo il rumeno. Non so se invidiarli per il loro coraggio!
Io che sto pensando di andare fuori dal mio paese, mi sto preoccupando di imparare bene la lingua parlata nello stato dove vorrei andare a vivere, invece questi entrano e basta!
Gli zingari si comportano alla stessa maniera, forse però riescono a dire due parole in italiano, ma magari non sono parole che possono servire per comunicare.
Questi rumeni bivaccano nel parco ascoltando la loro (rumena) musica ad alto volume (alla faccia dell'art. 844 del codice civile che recita così: Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi (890, Cod. Pen. 674).
Nell'applicare questa norma l'autorità giudiziaria deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà. Può tener conto della priorità di un determinato uso.

Ma se superano la normale tollerabilità il cittadino dev'essere tutelato...capito?)
L'ambiente è altamente deturpato da queste presenze, ed i cittadini che possono e devono sfruttare un luogo ricreativo fatto per loro che pagano le tasse, non si avvicinano perché hanno paura delle reazioni violente di queste persone!
Se si pensa che uno di questi che stava mangiando un panino, ha spinto il cane di una mia amica che si era avvicinato sia per ricevere attenzioni (come fanno di solito certi cani amiconi) che per ottenere, magari, un pezzetto di panino, cosa potrebbero fare con altri cani un po' più curiosi o giocherelloni?E con i bambini?
Mi dispiace ma la sicurezza del cittadino (che paga per averla) dev'essere rispettata e se un cittadino chiama i vigili, questi devono recarsi nel luogo in pochi minuti!Non sono pagati per non fare un cavolo o per fare multe a chi non conoscono (perché quelli che conoscono si salvano e tante volte ho assistito a questa scena deplorevole).
La verità fa male?Certamente fa male a chi non la rispetta!A chi si crede di essere un dio indossando una camicia e un paio di pantaloni che chiamano divisa!
Inoltre, il sindaco (primo cittadino che si pone a capo degli altri per guidarli e difenderli) deve assolutamente ascoltare le lamentele di coloro che l'hanno eletto e di quelli che non l'hanno fatto.
Anche perché questi devono subire i mille bla bla, di certi candidati quando arriva il periodo delle elezioni!
Basta bla bla!Si devono fare i fatti!
Visto che alla politica si dedica chi ha già una professione (di solito i medici si buttano in politica, ma anche gli avvocati e gli ingegneri), consiglio vivamente di optare per la prima professione scelta e per la quale hanno studiato (dove forse sono bravi, sempre se non son giunti alla laurea attraverso le raccomandazioni, che stanno rovinando la cultura e l'Italia).



                                                        Tutti i cestini sono ridotti così!!!






In fondo, nella foto sotto, si possono vedere i campeggiatori (anzi, solo una parte di essi) che rimangono lì la mattina, il pomeriggio, la sera...la mattina successiva, il pomeriggio successivo, la sera successiva...e via trascorrendo!!!Non sapevo che la discarica di questo paese fosse sita in un parco pubblico!!!Benvenuti turisti, guardate lo scempio!



Nel frattempo che vi comportate come Ponzio Pilato, fate aumentare l'odio nei confronti di certi stranieri (che già si alimenta da solo, quando si ascoltano i fatti di cronaca sui tg, o si leggono sui giornali).
Questo comportamento non ha un briciolo di serietà, di educazione, di civiltà e di dignità!!!
                                                     


domenica 7 luglio 2013

Cultura, questo "pericoloso" nemico!

Leggo molti libri, scelti tra romanzi storici, gialli, thriller, fantasy, fantascienza (oggi c’è da distinguere anche tra urban fantasy e paranormal romance che farebbe accapponare la pelle a Edgar Allan Poe, a Le Fanu, a Stoker e ad altri grandi scrittori di libri horror)libri di poesie e saggi.
Ultimamente ho dedicato la mia lettura al libro La cultura si mangia di Bruno Arpaia e Pietro Greco.
Gradirei, volentieri, avere per colazione la pubblicazione di un libro di un bravo scrittore, per pranzo una mostra pittorica con pensieri allegati e per cena un’esposizione fotografica allestita in un locale con graffiti sulle pareti. Come spuntini (che nella dieta mediterranea sono necessariamente due) delle invenzioni creative, il tutto accompagnato da una sana musica in sottofondo, mentre guardo una rappresentazione teatrale.
Ed invece, in Italia, si fa dieta di cultura, grazie a Tremonti che ha aperto le danze ai tagli!!!Perché secondo il commercialista di Sondrio, quand’era ministro dell’Economia, “Con la cultura non si mangia…Di cultura non si vive, vado alla buvette a farmi un panino alla cultura e comincio dalla Divina Commedia”. Se questa era un battuta a me non ha fatto ridere!
E pensare che c’è molta gente che la pensa alla stessa maniera, solo perché la pigrizia incombe su di loro…ma anche l’ignoranza!
Ed infatti poi dobbiamo sentire le assurdità dei molti ignoranti che compongono il Parlamento italiano, come Amalia Schirru, del Partito Democratico (teoricamente laureata in Pedagogia, ma molto teoricamente) che alla domanda di Sabrina Nobile delle iene, “Cos’è una sinagoga”, risponde “E’ il luogo di culto che le donne musulmane…frequentano per pregare il loro Dio”, “E che Dio si prega in sinagoga” continua la Nobile, “Maometto oppure Allah…”, “E dove si trova Gerusalemme? E’ capitale di quale stato?” “Palestina”, afferma la dottissima deputata (tratto dal libo La cultura si mangia! di Bruno Arpaia e Pietro Greco). E che dire dell’onorevole Marialuisa Gnecchi, sempre del PD, con maturità classica, che alla domanda della Nobile, “Chi è Netanyahu?”, risponde “Rappresenta l’Iran…”, ed alla domanda “Chi era Mao?”, “Mao è stato il presidente della Cina e quindi ha avuto un ruolo in termini significativi nella storia del mondo”.
Ma stare zitti anziché parlare no?!?
E la cultura non serve?Siete sicuri?
Nel libro (La cultura si mangia) si sottolinea che nel “Parlamento della scorsa legislatura” (visto che il libro è di quest’anno, 2013, la scorsa era la XVI e cioè il governo Monti)”c’erano meno laureati che in quello post-unitario e del primo Novecento. All’Assemblea Costituente, nonostante la guerra avesse ostacolato la frequenza all’università, era laureato il novantadue per cento dei parlamentari: fino allo scorso febbraio la quota si era inabissata al sessantaquattro per cento.
Leggendo questo libro ho capito molte cose ed in me si è formata una grande delusione, nei confronti della maggior parte del popolo italiano, nei confronti di chi non reputa la cultura necessaria, nei confronti di chi non legge liquidando colui che domanda “come mai?”, con un “non ho tempo”!
Delusione che non viene ripagata dai tanti che invece, nonostante il lavoro, la famiglia, decide di dedicare un po’ del tempo libero alla lettura (e non alla televisione diseducativa), perché le persone che lavorano (o vorrebbero lavorare) con la cultura non hanno spazio in Italia.
Ecco giustificata la fuga di cervelli all’estero!!!
Bruno e Pietro scrivono, “Prendiamo un caso concreto, un nostro amico italiano che abita a Parigi da quasi trent’anni e che, come molti di noi, vive mettendo insieme i pezzi di lavoro intellettuale:collabora con riviste e quotidiani italiani e francesi, traduce saggi e romanzi, scrive libri, è consulente di case editrici, magari fa qualche ora di lezione nelle università. Se vivesse in Italia, l’unico beneficio fiscale e previdenziale di cui usufruirebbe sarebbe quello di pagare le tasse sul 75 per cento dell’imponibile nei casi in cui lavora a “diritto d’autore”. In Francia, invece, il nostro amico, può accedere a “residenze” per autori e traduttori, a numerosissime borse di studio e di lavoro per creativi di ogni tipo e specie, usufruisce di aiuti alla traduzione o alla messa in scena di opere teatrali o cinematografiche, e di interventi coordinati da un ministero della Cultura che non viene affatto considerato di serie B. Se scrive un articolo per un giornale francese, riceverà la sua quota di tredicesima, di ferie e di contributi previdenziali e assicurativi versati automaticamente dal committente.”

In Francia i creativi sono trattati bene, come lo sarebbero nei paesi cosiddetti BRICS (e cioè in Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), nei nuovi paesi emergenti che stanno investendo in cultura!Tra questi c’è anche la Corea del Sud.
L’Inghilterra, la Francia, la Spagna, la Germania, gli Stati Uniti ed il Giappone tentano di recuperare investendo di più!E l’Italia?…E’ ferma!!!
La cultura è conoscenza!!!La cultura stimola la creatività!Come pensate siano stati inventati la televisione o il cellulare, ad esempio?
La fantasia dalla quale deriva la creatività è colore ed invece si vedono sempre più persone di un grigio sbiadito!Non ci si sforza più. La fantasia è stata esiliata, quasi fosse un male, ed invece è la chiave della felicità, del benessere, ma in pochi ormai lo capiscono!
Si dev’essere creativi davvero, non tanto per dire e per esserlo veramente ci si deve distinguere, non solo cambiare una virgola a quello che già c’è o che già è stato fatto da altri in passato!!!
E, cosa importante, si devono sostenere questi creativi e non farseli scappare!!!

Marianna Di Felice



Articolo scritto per iltempolastoria.it

ARTICOLO 9 della COSTITUZIONE ITALIANA

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica [cfr. artt. 3334].
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.



Articolo defunto!!!!!!!!

L'evidenza della crisi culturale

Notando una crisi del settore culturale (che comunque esiste da molto tempo), pongo la domanda «Come fronteggiate la crisi del settore?», a due librerie molto diverse tra loro: alla Libreria Spagnola di Roma e alla Libreria Antica Roma di Lecce.
Sono due librerie indipendenti, la prima ha anche un carattere particolare, perché non è una normale libreria ma ha una libreria a tema. Patrizia della Libreria Spagnola mi risponde così: «Certamente anche una libreria specializzata come la nostra in libri in lingua spagnola, risente della crisi, perché gli studenti (che sono il nostro pubblico di referenza), comprano meno e comprano su internet. Certo, poi tornano quando internet non soddisfa le loro richieste. Facciamo iniziative per combattere questo momento di difficoltà e ci colleghiamo con tutte le istituzioni del mondo hispanoamericano».
Il libraio della Libreria Antica Roma di Lecce mi risponde così: «Ci muoviamo con eventi e presentazioni su tutto il territorio leccese, partecipiamo a Fiere del Libro e ci spostiamo nelle marine salentine con dei gazebo-libri, dove riusciamo a catturare tantissimi lettori e gente comune che non ha mai frequentato librerie. L’handicap è dato dalle autorizzazioni di tutti i Comuni e gli Uffici demani e commercio che ci trattano come dei veri e propri venditori di panini e noccioline! Vogliamo smaltire il nostro nemico più pericoloso, la burocrazia!».
Praticamente internet e la burocrazia son diventati nemici della cultura!
Il primo se non viene utlizzato bene, è un acerrimo nemico! Ma qual è il problema?!? Ormai si fa fatica anche ad arrivare fino alla Libreria e camminare tra i suoi scaffali? Internet non ha tutto, quindi alla fine si perde anche tempo nel cercare ciò che poi si deve andare a trovare nella libreria (spagnola, in questo caso)!
Nel secondo caso, lo Stato è contro la cultura e la burocrazia fa parte dello Stato, quindi la burocrazia è contro la cultura! Assioma perfetto!!!
Mentre ragionavo sulle risposte dei gestori di queste due librerie, sono uscita per fare due passi ed andare in una Libreria indipendente di Teramo. Sono arrivata, ho dato uno sguardo alla piccola vetrina, ma ciò che c’era dentro non mi è piaciuto affatto. Sono entrata e gli scaffali erano vuoti o con pochi libri, pensavo ad un inventario ed invece la signora che mi ha accolto mi ha detto che chiudevano!
«La chiusura è definitiva» mi dice la signora con la tristezza negli occhi. «Dopo quarant’anni». Fa delle pause, «non ho più parole» o forse ne ha troppe, ma negative (come quelle che circolano nei miei pensieri), «fammi stare zitta» continua. «Abbiamo fatto di tutto» dice mentre torna ad impacchettare mestamente i libri rimasti, mentre io do uno sguardo. Trovo due libri che sono al 50%, praticamente li pago 6 euro!! Io sono sempre più sconcertata! «Si sono accorti che esistiamo ora che stiamo chiudendo, ma prima tutte queste persone indignate dov’erano?» E continua «Questo Paese» le chiedo… l’Italia?, «Si perché Teramo è proprio ottuso, ma l’Italia è persa».
E’ inutile dire che sono pienamente d’accordo (su entrambi i giudizi).
«Le mamme vengono qui e dicono, ‘Anche la lettura estiva gli danno’ (all’alunno che dovrebbe divorare libri per far crescere la massa cerebrale), ma ti rendi conto?». I genitori dovrebbero stimolare i loro figli verso la lettura, per far crescere la loro fantasia ed invece i pargoli rimangono privi di aperture mentali e soli con la loro play station, o xbox o nintendo o smart-tv, o internet (che dovrebbe essere interdetto ai minori di anni 18) o con i loro telefonini intelligenti… almeno c’è qualcosa di intelligente!!!
«I franchising stanno uccidendo le librerie indipendenti!» La signora definisce questi mostri (e sappiamo bene chi sono) «supermercati del libro», ed ha ragione, anche perché vi lavorano commessi (nella stragrande maggioranza dei casi) che non hanno la minima adorazione per quello che stanno facendo (e si vede), che non leggono, (e si nota), e che non s’informano (basta chiedere un parere sul libro che si desidera acquistare)!!!
Ascoltando la signora mi sono chiesta cosa si pensa quando si DEVE (l’uso della maiuscola è necessario) chiudere dopo 40 anni di attività svolta con amore… non riesco a trovare una risposta che non sia dolorosa!
In Canada i negozi di dischi e video chiudono per trasformarsi in librerie, perché in quel paese la cultura è importante! Nel nostro paese librerie come la Libreria Spagnola (specializzata in libri in lingua) e la Libreria Antica Roma di Lecce, devono inventarsi sempre cose nuove per andare avanti.
Ma purtroppo, non tutti riescono a vincere.

Marianna Di Felice

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