giovedì 19 ottobre 2017

L'isola dei cadaveri: recensione


Recensione scritta per www.thrillernord.it




http://thrillernord.it/lisola-dei-cadaveri/


Autore: Ann Cleeves
Traduttore: A. D. Alberto
Editore: Newton Compton
Pagine: 330
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2017




Sinossi
A Whalsay, una piccola isola delle Shetland, nel mare del nord, in cui si alternano lunghi mesi di buio e mesi in cui il sole splende anche a mezzanotte, vive una comunità chiusa e gelosa dei propri segreti. Quando una giovane archeologa, nel corso di uno scavo, rinviene dei resti umani, gli abitanti sono sconvolti: si tratta di reperti antichi o della prova di un crimine più recente? Poco tempo dopo il ritrovamento, nel cuore della notte, un’anziana signora viene uccisa in casa sua. A indagare sul caso è l’ispettore Jimmy Perez. Il paesaggio desolato e la dura vita di mare però hanno reso gli abitanti dell’isola sospettosi e riservati, e per l’ispettore si rivela molto difficile ottenere informazioni. Scavando nella vita della vittima, una donna solitaria e orgogliosa, Perez scopre una faida tra famiglie che va avanti da generazioni. Mentre una fitta nebbia annuncia l’arrivo della primavera, Jimmy deve portare alla luce segreti rimasti sepolti per troppo tempo, se vuole impedire all’assassino di uccidere ancora.


Recensione
Nell’isola di Whalsay, che fa parte dell’arcipelago delle Shetland (appartenente alla Scozia), una comunità di pescatori e agricoltori vive tranquilla, tra duro lavoro e relax serale davanti a delle pinte di birra.
L’atmosfera serena viene però interrotta dal ritrovamento di alcune ossa umane da parte di due universitarie durante gli scavi nella proprietà di Mima Wilson.
Da questo momento vecchie questioni, spazzate via dal vento del nord e nascoste dalla terra umida, tornano a galla e destano l’attenzione di qualcuno che ha dei segreti da nascondere e deve coprire i suoi misfatti. Meglio zittire chi potrebbe far luce sulla vicenda e rischiare di mandare in fumo tutto ciò che è stato costruito con silenzi, inganni e omicidi.
L’ispettore Perez, con il suo collega Sandy Wilson, inesperto e coinvolto, indaga sempre più a fondo scavando nella storia delle famiglie dell’isola fino a trovare la causa che lega le due recenti morti…
Il thriller è decisamente coinvolgente e porta il lettore su quell’isola dove di notte la vista si perde tra le migliaia di stelle e di giorno nel Mare del Nord, dove l’odore dell’acqua salmastra penetra nelle narici e una sottile nebbiolina imperla i capelli.
Con una scrittura decisa, si viene guidati nella storia, affiancando l’assassino senza notarlo, se non verso la fine.
Tra fiumi di birra e whisky, tra legami algidi (tipicamente inglesi) e apparenze che nascondono veri sentimenti, tra segreti e omicidi, gli abitanti delle Shetland aspettano di raccontarvi la loro storia, e a me non rimane che augurarvi una buona lettura!







Ann Cleeves vive nel West Yorkshire con il marito e i due figli. Come membro della Murder Squad, Ann collabora con altri scrittori per promuovere la crime fiction. È autrice di moltissimi thriller e del ciclo di romanzi incentrati sulle indagini dell’ispettore Perez (la Newton Compton ha pubblicato in Italia La maledizione del corvo nero e Gli occhi della notte), a cui è ispirata la serie TV Shetland. Ha vinto il prestigioso Premio Duncan Lawrie Dagger come miglior thriller dell’anno.





Recensione scritta per www.thrillernord.it



domenica 15 ottobre 2017

Tempo da elfi: recensione





Autore: Francesco Guccini – Loriano Macchiavelli
Editore: Giunti
Pagine: 312
Genere: Giallo
Anno di Pubblicazione: 2017




Due spari nel bosco. Le impronte di un lupo. Una ragazza selvatica. Nemmeno in montagna si può mai stare tranquilli… 




Sinossi:


Le stagioni si avvicendano sempre uguali a Casedisopra, fra la tabaccheria della Nerina e le due caserme - dei Carabinieri e della Forestale - che invano vigilano sulla trattoria-bar di Benito, dove anche quando la stagione della caccia è chiusa il maiale servito in tavola ha un curioso retrogusto di cinghiale...
Eppure ultimamente qualcosa sta cambiando. In paese compaiono ragazzi e ragazze dagli abiti colorati, calzano sandali di cuoio intrecciati a mano e vendono i prodotti del bosco e della pastorizia: sono gli Elfi, che vivono in piccole comunità isolate sulla montagna, senza elettricità, praticando il baratto e ospitando chiunque bussi alla loro porta senza porre domande.
Forse potranno essere loro a prendersi cura del territorio appenninico, sempre più trascurato e spopolato, mentre sul corpo della Forestale incombe il destino di venire assorbito nell'Arma dei Carabinieri?
Marco Gherardini, detto Poiana, ispettore della Forestale, non fa in tempo a immalinconirsi con questi pensieri che ecco, nell'aria risuonano due spari proprio quando nemmeno i cacciatori avrebbero licenza di esploderli. E di lì a poco, ai piedi di un dirupo viene trovato un cadavere: proprio un giovane elfo, si direbbe.
Inizia per Poiana l'indagine più difficile della sua carriera. Perché potrebbe essere l'ultima, ma non solo: perché si troverà a sospettare degli amici più cari, perché dovrà ammettere che l'intuito femminile può essere imbattibile, perché per trovare la direzione giusta dovrà essere pronto a perdersi nel bosco...










Recensione:


Non si può raccontare questo libro con parole e pensieri superficiali perché si occupa di argomenti con risvolti attuali e per certi versi complessi.
In un’epoca di mode e di cambiamenti dove molti credono di ritrovare la natura e vivere nei borghi abbandonati, e pochi lo fanno davvero, e dove un corpo che controllava le zone montane dei parchi viene smantellato, va avanti la vita di paesani e gendarmi.
Il Corpo Forestale conduce una vita tranquilla con normali controlli nei borghi montani occupati da elfi, che sono i cosiddetti hippy o figli dei fiori che vivono in case quasi spoglie e arredate alla bell’è meglio, che si lavano nei ruscelli, che lavorano a mano delle cose da vendere in paese o che cantano per racimolare spiccioli per mangiare.
Gli hippy sono persone che rifiutano e sono contrari ai consumi delle masse ma alla fine di soldi hanno bisogno!
I Forestali li controllano per evitare che i loro comportamenti anticonformisti non siano contrari al buon costume e soprattutto controllano che non si faccia largo uso di droghe!
Naturalmente la divisa (qualunque essa sia) è malvista da quelle parti proprio perché la stessa limita la loro vita libera. Il problema è che vogliono vivere liberi in un Paese che ha delle leggi…scritte almeno!
Occupano case che sono abbandonate dai proprietari che si sono trasferiti a vivere in città o che hanno finito la loro vita lì senza eredi. La difficile vita che iniziano gli elfi è la stessa che hanno vissuto i precedenti abitanti prima che il progresso li isolasse e li costringesse a seguire una vita cittadina per non morire di stenti.

Nei vari borghi vicino Casedisopra gli elfi stanno organizzando i preparativi de La festa dell’arcobaleno e nel mentre accade un omicidio!
Per Marco Gherardini, ispettore della Forestale, inizia un inseguimento all’assassino.
Incontra varie difficoltà nelle sue indagini, sia reticenze da parte degli elfi sia dai suoi superiori che cercano di coprire il fattaccio accaduto in mezzo al bosco, sotto un dirupo.
Scoprirà che c’è un’operazione in atto per la quale non è importante un omicidio che volevano quasi coprire per il bene di un’attività più importante che alla fine era legata all’assassinio!
Questo caso, il trattamento ricevuto, il legame nato all’improvviso con una giovane elfa e il passaggio, che sarà reso presto reale, all’arma dei Carabinieri fanno riflettere Marco, detto Poiana da tutti, sul proseguimento della sua vita, sulla possibilità di vivere fuori (ma non troppo) da Casedisopra in una cascina con dei servizi (ai quali non può rinunciare).
Leggere questo libro è un piacere per la semplicità e la chiarezza della scrittura. Il lettore sente la frustrazione dell’ispettore che corre contro il tempo e contro i suoi superiori dai quali viene ostacolato; la delusione di finire nell’Arma nella quale non si sente ciò che davvero è…un Forestale; la bellezza dei posti che attraversa con lo zaino in spalla rimanendo a contatto con la natura regalando agli occhi un bel panorama di giorno e un panorama fantastico di notte senza inquinamento luminoso (che magari possono capire solo le persone che conoscono davvero la montagna e non quelle che usano la macchina fino a dove possono andare) che trasmette felicità!
Molti sono tornati alla terra abbandonando i posti di lavoro attraverso i quali si sentivano oppressi, ma stare a contatto con la natura e rispettarla davvero significa fare sacrifici e si fanno solo con la volontà di farli e non per moda!



Gli autori:
Loriano Macchiavelli
, bolognese, è un maestro riconosciuto del noir italiano e il creatore di Sarti Antonio, uno dei più popolari poliziotti della nostra narrativa. Ha all'attivo più di trenta romanzi, oltre a opere teatrali e sceneggiature per il cinema e la tv.

Francesco Guccini è nato a Mo­dena nel 1940. Cantautore-poeta e scrittore di assoluta originalità, è un mito per generazioni di italiani. Esordisce nel 1989 con Cròniche Epafániche per pubblicare poi: Vacca d’un cane (1993), Racconti d’inverno (1993; con Giorgio Celli e Valerio Massimo Manfredi), La legge del bar e altre comiche (1996), Cittanòva blues (2003), Icaro (2008), i due volumi del Dizionario delle cose perdute (2012 e 2014), e Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto (2015) che – così come il disco L’ultima Thule con cui ha concluso la sua carriera musicale – hanno avuto uno straordinario successo di pubblico.

sabato 14 ottobre 2017

Il ponte dei delitti: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it





http://thrillernord.it/il-ponte-dei-delitti/




Autore: Philip Gwynne Jones
Traduttore: M. Bisanti
Editore: Newton Compton
Pagine: 319
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2017

Sinossi
Un antico libro di preghiere. Un patto misterioso. Una città piena di ombre. Nathan Sutherland, console inglese a Venezia, ha il compito di risolvere i problemi dei suoi connazionali in visita nella città lagunare. Un lavoro di solito noioso, ripetitivo, almeno fino a quando a Nathan non capita un’occasione singolare: gli viene offerta una grossa somma di denaro per custodire un piccolo pacchetto. All’interno è contenuto un libro di preghiere illustrato dal maestro veneziano Giovanni Bellini. La proposta è allettante, per Nathan può voler dire cambiare vita e dedicarsi ai suoi passatempi preferiti. Ma suo malgrado si troverà al centro di una disputa pericolosa, un business mortale, iniziato vent’anni prima dai gemelli Domenico e Angelo Moro, che ruota intorna un furto misterioso…


Recensione
Si può mettere a repentaglio la vita per un gioco?
Certi ricchi non pensano alle conseguenze, a loro piace divertirsi e interessa vincere, come se stessero giocando una partita a scacchi e buttassero giù una pedina, senza nessuna preoccupazione.

L’autore guida il lettore nella storia senza perdersi in particolari noiosi; la sua scrittura è stringata, ma non troppo, e descrive ciò che è necessario per capire cosa sta accadendo al protagonista.
Alla descrizione degli avvenimenti seguono un po’ di informazioni sull’arte, tra una pagina e l’altra, rivolte a chi segue la storia per dare più informazioni e dissipare eventuali nebulose riguardo l’argomento.
Poi ecco che la suspence cresce e tiene in tensione il lettore, la cui attenzione rimane sempre costante, perché non viene mai disturbato e appesantito nella lettura da troppe nozioni.
Perfetta la città scelta per il thriller, perché Venezia rende ancora più enigmatica l’intera storia, grazie alle sue ombrose calli o alle sue opere artistiche che possono ingannare la vista e far apparire le cose diverse da come sono realmente.




Philip Gwynne Jones, è nato nel Galles del Sud nel 1966. Ha vissuto e lavorato in diversi Paesi europei prima di stabilirsi in Scozia nel 1990. È venuto in Italia per la prima volta nel 1994, lavorando per qualche tempo presso la sede di Frascati dell’Agenzia Spaziale Europea. Oggi è insegnante, scrittore e traduttore, e vive a Venezia.




Recensione scritta per www.thrillernord.it 

giovedì 28 settembre 2017

La colonna di fuoco: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it






http://thrillernord.it/la-colonna-di-fuoco/

Autore: Ken Follett
Traduttori: Annamaria Raffo e Roberta Scarabelli
Editore: Mondadori
Pagine: 912
Genere: Storico
Anno di Pubblicazione: 2017



Sinossi
Gennaio 1558, Kingsbridge.
Quando il giovane Ned Willard fa ritorno a casa si rende conto che il suo mondo sta per cambiare radicalmente. Solo la vecchia cattedrale sopravvive immutata, testimone di una città lacerata dal conflitto religioso.
Tutti i principi di lealtà, amicizia e amore verranno sovvertiti. Figlio di un ricco mercante protestante, Ned vorrebbe sposare Margery Fitzgerald, figlia del sindaco cattolico della città, ma il loro amore non basta a superare le barriere degli opposti schieramenti religiosi. Costretto a lasciare Kingsbridge, Ned viene ingaggiato da Sir William Cecil, il consigliere di Elisabetta Tudor, futura regina di Inghilterra.
Dopo la sua incoronazione, la giovane e determinata Elisabetta I vede tutta l’Europa cattolica rivoltarsi contro di lei, prima tra tutti Maria Stuarda, regina di Scozia. Decide per questo di creare una rete di spionaggio per proteggersi dai numerosi attacchi dei nemici decisi a eliminarla e contrastare i tentativi di ribellione e invasione del suo regno.
Il giovane Ned diventa così uno degli uomini chiave del primo servizio segreto britannico della storia. Per quasi mezzo secolo il suo amore per Margery sembra condannato, mentre gli estremisti religiosi seminano violenza ovunque.
In gioco, allora come oggi, non sono certo le diverse convinzioni religiose, ma gli interessi dei tiranni che vogliono imporre a qualunque costo il loro potere su tutti coloro che credono invece nella tolleranza e nel compromesso…



Recensione
Dopo I pilastri della terra che raccontano della costruzione della cattedrale di Kingsbridge, dove tutto ha inizio e dove il lettore vive, pagina dopo pagina, le cattiverie e le invidie del XII secolo, tra rivalità e peccati di vescovi, conti e costruttori; dopo Mondo senza fine ambientato duecento anni dopo il primo capolavoro, tra la guerra dei Cento anni e l’arrivo della peste nera con i discendenti di Tom e di Jack, due tra gli artefici della cattedrale, che dovranno cavarsela tra segreti, persecuzioni e malattie; dopo i primi due grandi successi, Ken Follett torna in libreria con il terzo episodio della saga e stavolta il lettore si ritrova ad affrontare l’epoca violenta delle guerre di religione.
Una lotta tra cattolici e protestanti che sembra non avere fine.
Grandi protagoniste del periodo furono: Maria Tudor, detta la Sanguinaria per aver ucciso tanti protestanti; Elisabetta I sua sorella ed erede al trono di Inghilterra che dovette difendere la precarietà del suo regno dall’attacco dei cattolici; Maria Stuart, cugina di Elisabetta I, che rivendicava il trono come legittima erede; Caterina de’ Medici, regina reggente del trono di Francia che come Elisabetta I cercava di mitigare gli animi delle due fazioni in lotta.
I cattolici cercavano di uccidere quanti più protestanti potevano, ma il gioco al massacro era guidato da persone infide e avide come i componenti della famiglia Guisa che tramavano nell’ombra e distribuivano il loro odio anche fuori dallo stato francese. Il Papa appoggiava le incursioni cattoliche perché temeva di perdere il suo potere e il re Filippo II era un alleato sempre alla ricerca di ricchezze e di potere da estendere al di fuori dei suoi domini.
In questa epoca precaria e pericolosa per chi non si uniformava ai dogmi stabiliti, Ken Follett narra le vicende di Ned Willard, protestante, figlio di mercanti di Kingsbridge che si trasformerà in un importante sostegno per la regina Elisabetta e Margery Fitzgerald, cattolica, figlia del sindaco di Kingsbridge, le cui vite si mescolano a quelle di altri personaggi che con le loro azioni cambiano le sorti di due vite predestinate, nel male e nel bene. Inglesi e francesi si legano e si mischiano tra tradimenti, complotti, spionaggio e amori.
Profumi e odori si amalgamano tra le pagine dell’ultimo capolavoro di Follett...dall’odore del ferro in Spagna, al profumo del rum nel Nuovo Mondo, dal profumo dell’erba inglese bagnata agli odori della stamperia francese.
Tutto questo riporta indietro nel tempo il lettore che si ritrova a fianco dei protagonisti del romanzo vivendo insieme ad essi il periodo storico narrato.
Si ritrova a camminare sulla fredda pietra del castello di Shiring e subito dopo sulle assi che costituiscono il ponte di una nave in mezzo ad una ciurma di pirati capitanata dal Francis Drake!
Ho sempre provato una forte adorazione per questo periodo storico, soprattutto nei confronti della regina Elisabetta, e ritrovarlo descritto tra le pagine de La colonna di fuoco, con la superba scrittura dell’autore, è stata un’emozione unica.
Nonostante il libro conti 907 pagine effettive, la lettura risulta fluida.
Follett fa vivere appieno l’epoca scelta per il suo romanzo a tal punto che il lettore si ritrova a seguire impeccabili personaggi come se avesse potuto utilizzare una macchina del tempo per tornare nel passato.






Ken Follett è nato a Cardiff nel 1949 e vive a Londra con la moglie Barbara. Laureatosi in Filosofia all’University College di Londra, ha lavorato come giornalista. Negli ultimi quarantatré anni ha pubblicato trentun romanzi, iniziando la sua straordinaria carriera di scrittore nel 1978 con La cruna dell’ago. Uguale successo mondiale hanno poi ottenuto i successivi romanzi, tra i quali: Triplo, Il codice Rebecca, L’uomo di Pietroburgo, Sulle ali delle aquile, Un letto di leoni, Notte sull’acqua, Una fortuna pericolosa, Un luogo chiamato libertà, Il terzo gemello, Il martello dell’Eden, Codice a zero, Le gazze ladre, Il volo del calabrone, Nel bianco e la trilogia “The Century” (La caduta dei giganti, L’inverno del mondo, I giorni dell’eternità) che sono stati a lungo al primo posto nelle principali classifiche.
Dopo l’immenso successo de I pilastri della terra e Mondo senza fine che hanno dato inizio alla saga di Kingsbridge, La colonna di fuoco rappresenta il terzo capitolo.
In Italia tutti i suoi romanzi sono pubblicati da Mondadori.





Recensione scritta per www.thrillernord.it

martedì 26 settembre 2017

4 brutti delitti da risolvere: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it




http://thrillernord.it/4-brutti-delitti-da-risolvere/


Autore: Letizia Triches
Editore: NewtonCompton
Pagine: 542
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2016




Il giudice Lapo Treschi è nei guai. Firenze è turbata da una serie di misteriosi delitti tra i quali non ci sono legami precisi. L’assassino non lascia tracce. Un caso indecifrabile, all’apparenza. È per questo che Lapo si rivolge all’esperto d’arte Giuliano Neri, suo amico di vecchia data. Neri è un restauratore, famoso per la sua abilità nel ritrovare nelle tele indizi anche minuscoli. E proprio davanti al restauro di un quadro attribuito a Rosso Fiorentino, che nasconde un enigma da svelare, i due si troveranno intrappolati in un labirinto da cui sarà difficile uscire…
Dopo quella vicenda, Giuliano Neri si stabilisce per un paio di mesi a Roma. Si dedicherà al restauro di un affresco conservato nella chiesa di Sant’Angelo in Porta Paradisi, vicino a Campo de’ Fiori. L’autore è Matteo Baltusi, morto in un tragico incidente d’auto nel 1972. Proprio mentre è impegnato nel restauro, Giuliano è artefice di una macabra scoperta: quella del corpo di Arianna, la figlia di Baltusi, scomparsa quasi venti anni prima. Che cosa accadde davvero in quel lontano pomeriggio di marzo, quando si persero le tracce di Arianna?
Nei racconti che accompagnano questi due romanzi, due efferati delitti vengono compiuti: nel gelo del Gran Sasso e in una fredda notte di Capodanno.

Recensione.
Due romanzi che hanno come protagonista Giuliano Neri, un restauratore toscano, e due racconti farciti da morti crudeli e assassini disumani.
Il mondo dell’arte, come il mondo degli affari, è un ambiente dove rivalità e invidie la fanno da padrone, dove alcuni artisti e imprenditori per primeggiare farebbero di tutto. Arrivare al potere è come aprire la porta del male e Giuliano mai poteva pensare che si potesse arrivare a tanto pur di assecondare una sorta di appagamento interiore.
Da un assassino seriale ad uno che aspettava nell’ombra da vent’anni, Giuliano Neri si districa nelle sordide storie, ambientate a Firenze e a Roma, come un segugio che ha fiutato la traccia e non la lascia fino a quando non porta alla luce la preda!
L’autrice, nei due romanzi che vedono protagonista il restauratore, descrive minuziosamente le indagini e coinvolge il lettore inducendolo a riflettere per far sì che indaghi sui possibili assassini.
Ma la caccia non è semplice e si potrebbero accusare degli innocenti!
I racconti, al contrario dei romanzi, arrivano alla conclusione in un modo più diretto e crudo tanto da far rimanere a bocca asciutta, dal punto di vista investigativo, il lettore.
Gli assassini sono davanti agli occhi del lettore e non si scompongono minimamente per ciò che hanno fatto o per ciò che continueranno a fare.
I brividi che si possono sentire non sono dovuti al clima delle storie, una ambientata a Capodanno e l’altra alle pendici del Gran Sasso, ma alla freddezza dei delitti!






Letizia Triches è nata e vive a Roma. Docente e storico dell’arte, ha pubblicato numerosi saggi sulle riviste «Prometeo» e «Cahiers d’art». Autrice di vari racconti e romanzi di genere giallo-noir, ha vinto la prima edizione del Premio Chiara, sezione inediti, ed è stata semi‑finalista al Premio Scerbanenco. La Newton Compton ha pubblicato Il giallo di Ponte Vecchio, Quel brutto delitto di Campo de’ Fiori e I delitti della laguna.




Recensione scritta per www.thrillernord.it

lunedì 25 settembre 2017

Il silenzio dell'alchimista: recensione








Autore:  Nerea Riesco
Traduttore: Claudia Marseguerra
Editore: Garzanti
Pagine: 403
Genere: Narrativa straniera
Anno di Pubblicazione: 2017






A Cambridge è venerdì. I corridoi dell’università sono deserti e il silenzio avvolge ogni cosa in un’atmosfera irreale. Il professor Leonard Green, luminare della cattedra di matematica, giace nel suo studio brutalmente assassinato. Sul corpo le stesse ferite della moglie, morta otto mesi prima in circostanze altrettanto misteriose. Per Daniela, figlia diciassettenne di Leonard, la storia si ripete. E il dolore è sempre più grande. Un dolore che soltanto la verità può attenuare. Per trovarla ha in mano solo una strana formula, l’unica eredità del padre professore: un messaggio cifrato, pieno di numeri che non è in grado di interpretare. Quando uno studente di Leonard, Richard Chanfray, la avvicina e le fa sapere che anche lei è in grave pericolo, Daniela non può far altro che fidarsi di lui. Forse quel ragazzo custodisce la chiave per scoprire a cosa stava lavorando suo padre. Forse potrà aiutarla a decifrare quella formula che non riesce a togliersi dalla testa e che sembra ricongiungersi a un segreto oscuro perso nelle nebbie di un passato molto lontano. Un segreto che sta minacciando l’incolumità di un gruppo di persone disposte a tutto per difendersi e per difendere il mistero di una tradizione secolare che dalle arti degli antichi alchimisti arriva fino alle più avanzate scoperte scientifiche. Un segreto che potrebbe riscrivere la storia dell’umanità. E allora una lotta senza esclusione di colpi attende Richard e Daniela, chiamati a risolvere l’enigma lasciato da Leonard prima che finisca nelle mani sbagliate. Dopo il successo internazionale de La ragazza e l’inquisitore, che ha venduto migliaia di copie in tutto il mondo conquistando pubblico e critica, Nerea Riesco ritorna con un’avventura mozzafiato dove solo sfidando il tempo si può rimediare agli errori del passato e cambiare il corso del futuro. Perché i segreti non sono eterni, se abbiamo il coraggio di andare oltre l’apparenza e guardare là dove nessuno ha mai osato spingersi.




Ma quanto vive l’uomo?
Vive mille anni o uno solo?
Una settimana o più secoli?
Per quanto tempo muore l’uomo?
Che vuol dire per sempre?

                              
                              Pablo Neruda





Cosa succede a manipolare il tempo? Cosa potrebbe succedere se qualcuno con la fissazione dell'immortalità scoprisse la sua formula e la regalasse ad altri tre personaggi tra i quali spicca una visionaria sanguinaria che durante la sua eterna vita continua ad uccidere donne che risultano essere importanti per placare la sua incurabile ossessione? Non si può giocare a fare Dio!
Se l'immortalità non è un dono umano c'è un motivo e Richard Chanfrey lo capisce, dopo tanto tempo e dopo aver visto fatti sconcertanti, e cerca di rimediare dichiarandosi contrario a ciò che Nicolas, un fissato di studi alchemici, aveva fatto.
Insofferente davanti ai tormenti che molti umani dovevano subire per colpa di Liz, una dei pupilli di Nicolas usata per evitare problemi e non far scoprire il loro segreto, Richard si ribella soprattutto dopo aver conosciuto una delicata creatura mortale figlia del professore di Cambridge che lo stava aiutando a trovare una soluzione.
Le sofferenze di colei che si accorge di amare, lo dilaniano fino al punto di rimediare ai danni fatti, fino a distruggere i mostri che sfidavano le leggi di natura e far tornare tutto alla normalità.
Nerea Riesco riesce a mischiare storia antica, moderna e contemporanea collegandole alla magia che ricopre il mistero alchemico della pietra filosofale e facendola finire in una scientifica soluzione finale che ossessiona molte menti.
Dal Erzsébet Bathory al Conte di Saint-Germain e al Conte di Cagliostro; da Jack lo squartatore a Nikola Tesla; dalle antiche mura del College di Cambridge alla più moderna struttura del CERN.
Scritto in modo scorrevole il romanzo ha un finale diverso da quello che si può immaginare attraverso il quale si potrebbero creare più finali con la fantasia.








L'autrice: Nerea Riesco è nata a Bilbao, è cresciuta a Valladolid e abita a Siviglia, dove si è laureata in giornalismo e oggi insegna scrittura creativa all'università, oltre a collaborare con “El Paìs” e altri giornali. Dopo aver vinto il Premio Ateneo Joven de Novela con il romanzo
Il vento che sa di miele e cannella, ha raggiunto il successo internazionale con La ragazza e l'inquisitore, edito in dieci paesi. Con Garzanti ha pubblicato anche All'ombra della cattedrale.











lunedì 11 settembre 2017

Intervista a Martin Rua

Intervista fatta per www.thrillernord.it





http://thrillernord.it/intervista-a-martin-rua/


A tu per tu con l’autore



A tu per tu incontra per i lettori di Thrillernord, Martin Rua, un giovane autore che ha già alle spalle, tra gli altri lavori, una trilogia completa, la Parthenope Trilogy e una in corso di pubblicazione, la Prophetiae Saga, di cui L’enigma del libro dei morti costituisce il secondo capitolo. E’ un piacere per noi poterti rivolgere qualche domanda.


1)  Ne “L’enigma del libro dei morti” hai riportato l’attenzione su dei siti e su personaggi che hanno avuto il riflettore puntato qualche anno fa, ma che poi son finiti nel silenzio parlo di Rennes-le-Château Bérenger Saunière e la fine dei Catari con il collegamento ai Cavalieri del Tempio. Quanta passione hai per gli argomenti esoterici? E come mai ti sei appassionato proprio a questi argomenti?
In realtà l’attenzione non è mai calata del tutto su quella faccenda di Rennes-le-Château. Anzi, libri come Il santo Graal non hanno fatto altro che dare la stura a tutto un filone di ricerche e romanzi che continuano ad affollare le nostre librerie, magari con un po’ più di discrezione. È una storia ricca di mistificazioni e sciocchezze, ma che cela qua e là dei frammenti di verità che vale la pena continuare a investigare. La passione per tutto ciò che riguarda l’aspetto più discreto della conoscenza – quello che chiamiamo comunemente esoterismo – è ancora forte in me e nasce dal mio interesse per tutto ciò che non è manifesto nell’immediato e soprattutto che è considerato, diciamo così, eretico.


2)  Risulta interessante il collegamento tra eventi passati con reperti adeguatamente nascosti ed eventi attuali che riprendono la loro validità in paesi del Medio Oriente dove ci furono scambi tra oriente e occidente, soprattutto a livello scientifico, attraverso Cavalieri del Tempio e cultura araba. Nel tuo romanzo lo riprendi come un argomento dei giorni nostri che continua la serie di intrighi iniziata tanti anni fa. Ciò che accade oggi è una derivazione deviata di rapporti malsani avviati tanto tempo fa e perpetuati fino ai nostri giorni?


Non bisogna dimenticare che nel tracciare la trama di L’enigma del libro dei morti ho sì riportato ipotesi scientifico-storiche, ma ho anche usato una buona dose di fantasia. I rapporti tra cristiani e cultura araba all’epoca delle crociate può avere condotto, per esempio, alla nascita di fenomeni come la costruzione delle cattedrali gotiche (pare che l’arco ogivale sia stato mutuato dagli archi arabi), ma dubito che possa aver dato vita a qualcosa di simile alla mia Ligue. Quel che si può dire, però, è che quel che stiamo vivendo oggi è il risultato di azioni scellerate condotte dall’Occidente in quell’Oriente che ci siamo illusi di controllare e tenere sotto scacco con la forza.


3) Paragonarti a Dan Brown per me è poco perché ho notato l’approfondimento degli argomenti con il quale crei la storia del tuo libro e da questo si evince una trama tutt’altro che leggera, ma pregna di significato. Ti lasci ispirare da scrittori di romanzi o da scrittori come Louis Charpentier, ad esempio?
L’idea dell’editore di paragonarmi a Dan Brown nasce dalla vicinanza di alcuni temi da me trattati a quelli presenti nei romanzi del papà di Robert Langdon e anche dal fatto che evocare il suo nome significa ancora far pensare a libri di grande successo. E sia io che la Newton vogliamo avere successo! Scherzi a parte, cerco di tessere la trama attorno ad argomenti forti e su cui mi documento al meglio possibile. Fondamentale è confrontarsi con altri grandi, per cui James Rollins, Steve Berry, Glenn Cooper, ma anche italiani come il mio amico G.L. Barone sono per me punti di riferimento, insieme, naturalmente, agli studiosi più vari che di volta in volta mi aiutano con la parte scientifica del mio lavoro. Louis Charpentier, da te citato, è uno di quelli che ho consultato, per esempio, quando ho scritto La cattedrale dei nove specchi, dove Chartres aveva un ruolo centrale, mentre per la Prophetiae Saga ho consultato soprattutto studiosi di Nostradamus come il professor Brind’Amour.


4)  Ne L’enigma del libro dei morti a quale personaggio di avvicini? Ti senti un agente speciale con discendenze famose, un politico corrotto, un amministratore di un’azienda farmaceutica pronto a tutto pur di guadagnare, un Nostradamus o un medico che cerca di salvare milioni di vite?
Escludendo i personaggi negativi (mi ritengo una brava e onesta persona…), direi che mi identifico un po’ in tutti, anche se non ho lo stesso coraggio di un Gabriel o di qualche altro agente della Horus. Di sicuro mi sento più vicino a quelle caratteristiche esoteriche rinvenibili in alcuni personaggi… e alla passione per la buona tavola e la birra di François Ozouf!


5)  Adesso parliamo un pò delle tue letture e dei tuoi gusti in fatto di libri: quale (o quali) hai sul comodino? Qual è il genere che preferisci?


Anche se per necessità leggo molti libri inerenti al mio genere, sono abbastanza onnivoro. Ho da poco terminato la lettura di La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi e di L’ultima battaglia del mio amico Fabio Sorrentino, un libro meraviglioso ambientato all’epoca della guerra di Troia, ma sul comodino ho un saggio di alchimia di Basilio Valentino, L’amica geniale di Elena Ferrante – che mi sono finalmente deciso a leggere – e il saggio Programming The Universe: A Quantum Computer Scientist Takes on the Cosmos di Seth Lloyd, un libro sulla fisica quantistica e le sue applicazioni all’informatica. Un argomento che sarà l’ossatura dell’ultimo capitolo della Prophetiae Saga.


6) Domanda di rito per Thrillernord: che ne pensi del thriller nordico?
Ne penso un gran bene. Ho adorato la serie Millennium di Stieg Larsson e credo che Jo Nesbø sia un maestro assoluto.
Martin Rua
(a cura di Marianna Di Felice)




Intervista fatta per www.thrillernord.it

Post in evidenza

L'isola dei cadaveri: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it http://thrillernord.it/lisola-dei-cadaveri/ Autore: Ann Cleeves Traduttore: A. D. Alberto ...

Post più popolari