venerdì 21 luglio 2017

I 444 scalini: recensione



Recensione scritta per www.thrillernord.it




http://thrillernord.it/i-444-scalini/


Autore: Mario Mazzanti
Editore: Newton Compton
Pagine: 353
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2017


Il Cerro de Santa Ana è uno dei più affascinanti luoghi di Guayaquil, in Ecuador. Dal faro posto alla sua sommità, si può ammirare un panorama mozzafiato sulla città e il fiume che la attraversa. Ma per arrivarci bisogna salire ben 444 scalini, tutti numerati. È in corrispondenza dello scalino 382 che Sheila Ross, una giovane turista americana in viaggio con un’amica, sparisce senza lasciare alcuna traccia. Unico indizio: un italiano con cui Sheila avrebbe parlato la mattina. Sono pochissimi e fragili gli elementi a disposizione degli inquirenti, ma sufficienti a convincere Claps, rinomato profiler, ad attraversare l’oceano. Perché c’è qualcosa di strano in quel caso, qualcosa che lo riporta al suo incubo: Giacomo Riondino, uno spietato omicida sfuggito all’arresto in Italia due anni prima, dopo aver lasciato una lunga scia di sangue dietro di sé. Da allora Claps è ossessionato dall’idea di catturarlo. Una volta in Ecuador, scoprirà che la Ross non è l’unica ragazza scomparsa e che la presenza di Riondino in quel Paese è sempre più probabile. Trovarlo sarà come cercare un ago nel pagliaio. E Riondino è un ago con cui si rischia di morire…

Quanto può essere frustrante per un famoso profiler rimanere dietro di un passo ad un uomo con ben dieci personalità che lascia cadaveri sul suo cammino. Claps è costretto a vedere gli effetti della pazzia di Giacomo Riondino senza riuscire ad acciuffarlo e a seguirlo al di là dell’oceano convinto che abbia tra le mani Sheila Ross, membro di una importante famiglia americana, scomparsa da qualche giorno da Guayaquil (Ecuador).
Claps ha vivido nella mente il ricordo dei corpi delle donne che Riondino ha lasciato dietro di sé, compreso quello di Greta, quindi vuole prenderlo più di chiunque altro.
Sembra dura ma due delle personalità di Riondino, il Furbo e Jack, commettono un errore…far arrabbiare Giulia che risveglia il Piccolo…
Pare incredibile anche agli esperti, ma il famoso Riondino ha delle personalità che interagiscono e riescono a confinare le altre.

…Sei coniglietti andarono a spasso, uno di loro morì contro un sasso…Cinque conigli andarono al mare, uno di loro fu visto affogare…Quattro coniglietti andarono in un prato e uno di loro non si è più trovato…Tre coniglietti videro un bue, uno morì e rimasero in due…Due coniglietti andarono all’ovile, un cacciator gli sparò col fucile…Un coniglietto che aveva buon cuore, rimasto solo morì di dolore…
Così si scatena la rabbia di Jack, el demonio va a caccia di una preda che già conosce, braccato dal cacciatore che è sulle sue tracce, solo un passo indietro.
Claps non può permettere che Riondino riesca a scappare di nuovo e per sempre, per questo diventa un segugio che fiuta le sue tracce, rischiando quasi di finire in una trappola ossessiva.

Un thriller entusiasmante che ti porta con sé tra le strade dell’Ecuador prima e dell’Italia poi, all’inseguimento di un pericoloso seriale, e dal quale non si riesce a staccarsi sino alla fine. Di solito una suspense del genere si può trovare in una serie tv (fatta bene naturalmente), invece, grazie all’autore, chi legge può sentire la stessa tensione tra le pagine de I 444 scalini.
La noia non risiede nella storia di Mazzanti che, con una scrittura scorrevole, cattura il lettore che vorrebbe arrivare subito alla fine, guidato dalla curiosità che si viene a creare pagina dopo pagina; ma l’autore, da buon giocatore di scacchi, centellina il tempo e, con calma, conduce al finale.





Mario Mazzanti, toscano d’origine, è cresciuto a Milano, dove ha compiuto gli studi di Medicina e dove ora lavora. Vive attualmente nella provincia di Bergamo, in compagnia della moglie, quattro figli e tre amici a quattro zampe. È appassionato di cinema, letteratura, opera e scacchi. Con la Newton Compton ha pubblicato Un giorno perfetto per uccidere e Non uccidere, raccolti poi, insieme a un racconto, in Tre casi scottanti, e I 444 scalini.






Recensione scritta per www.thrillernord.it

venerdì 30 giugno 2017

L'eredità dell'abate nero: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it





Autore: Marcello Simoni
Editore: Newton Compton
Pagine: 384
Genere: Thriller storico
Anno di Pubblicazione: 2017


Firenze, 21 febbraio 1459
Il banchiere Giannotto Bruni viene ucciso in circostanze misteriose nella cripta dell’abbazia di Santa Trìnita. L’unico testimone è Tigrinus, un giovane ladro di origini ignote, dai capelli neri striati di bianco, che paga caro l’avere assistito al delitto: immediatamente arrestato con l’accusa di omicidio, solo l’inspiegabile intervento di un uomo molto influente riesce a sottrarlo alla morte. Ma a quale prezzo? Da quel momento in poi Tigrinus sarà braccato e costretto a fronteggiare i tentativi di vendetta di Angelo e Bianca, il figlio e la nipote della vittima, convinti che meriti la forca. Mentre cerca di sfuggire ai parenti di Giannotto, il ladro scopre però qualcosa di decisivo per il proprio destino: la morte del banchiere è legata a un tesoro che si trova su una nave proveniente dall’Oriente. Per aver salva la vita, Tigrinus dovrà stringere un patto con il potente Cosimo de’ Medici e affrontare un incredibile viaggio per mare, alla ricerca di un uomo sfuggente e imprevedibile. Un uomo che pare conoscere tutto sul suo misterioso passato… Un uomo chiamato l’abate nero.



Come al solito, non si fa in tempo a immergersi nell’atmosfera medievale descritta dall’autore che arriva, purtroppo, la fine e si torna nel mondo reale!
Mentre scorrono le pagine del nuovo romanzo di Marcello Simoni, ci si perde per le vie di una Firenze caratterizzata da affari e intrighi, banchieri e mercanti, prepotenti e assassini e si incontrano ladri ribelli e famiglie potenti.
La storia si intreccia in un susseguirsi di eventi che vede protagonisti Tigrinus, un ladro furbo e ingovernabile, Cosimo De’ Medici, signore di Firenze con fame di conoscenze alchemiche, e i Bruni, una famiglia di mercanti in crisi. Ma non ci sono solo loro, altri personaggi si incastrano con le vicende dei protagonisti.
Un libro che Cosimo desidera ardentemente porterà Tigrinus davanti all’abate nero a miglia di distanza da Firenze, riuscendo a far luce su molte domande che il ladro si era posto da tempo.
In questo romanzo non c’è un ostacolo che riesca a ridurre la velocità di lettura, per questo un lettore famelico deve cercare di rallentare per stare ancora in compagnia del ladro Tigrinus e delle sue vicissitudini.
L’attenta ma scorrevole scrittura dell’autore permette di abbuffarsi di pagine senza sentire alcuna pesantezza.
Immergetevi nella lettura e lasciate spaziare la mente tra navi di mercanti, di pirati e navi turche nemiche, tra donne che fanno battere il cuore e donne al soldo del signore di Firenze, tra imbrogli, falsità, delitti e scritti ermetici nel nuovo romanzo, un avvincente giallo storico, di Marcello Simoni.


Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato La biblioteca perduta dell’alchimista, Il labirinto ai confini del mondo, secondo e terzo capitolo della trilogia del famoso mercante; L’isola dei monaci senza nome, con il quale ha vinto il Premio Lizza d’Oro 2013, e La cattedrale dei morti. Nel 2014 è uscito L’abbazia dei cento peccati, primo capitolo di una nuova trilogia, a cui seguono L’abbazia dei cento delitti e L’abbazia dei cento inganni.




Recensione scritta per www.thrillernord.it

lunedì 19 giugno 2017

Piuttosto il diavolo: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it




http://thrillernord.it/piuttosto-il-diavolo/

Autore: Ian Rankin
Editore: Longanesi
Traduzione: Alberto Pezzotta
Pagine: 386
Genere: Giallo
Anno di Pubblicazione: 2017


Anche se in pensione un detective rimane sempre un detective.

Si sa, un caso irrisolto lascia sempre l’amaro in bocca, e per questo John Rebus, detective in pensione, anche dopo tanti anni, non ha mai mollato la presa sul caso della morte di Maria Turquand. L’indagine, era stata riaperta 8 anni prima, grazie ad una giornalista di casi criminali, Maxine Dromgoole, che sfruttò la fama del momento pubblicando un libro sul caso, aiutata dall’ex poliziotto Chatham.
Questa vicenda sembra intrecciarsi ad un nuovo caso che impegna l’unità di Edimburgo e quella di Gartcosh. Due boss si contendono una città, tra traffici di droga, scommesse e riciclaggio di denaro. Uno è giovane e vuole diventare il numero uno; l’altro non vuole andare in pensione e, anche se è stato lui stesso a tirare su la nuova leva che preme per spodestarlo, cerca di tenerla a bada.
Il giovane boss, Darryl Christie viene pestato nella sua proprietà, dove vive con la sua famiglia.
Da questo pestaggio iniziano le indagini della polizia con Rebus che si trova sempre un passo avanti agli altri.
I poliziotti si ritrovano così a fare da scorta ad un criminale cercando di capire chi lo vuole morto, e nel frattempo un omicidio richiama l’attenzione dei detective che si ritrovano in mezzo ad una matassa da sbrogliare nella quale ci sono più casi collegati e indizi che riconducono in qualche modo all’omicidio di Maria Turquand.

Sir Magnus rivelò ai nipoti un segreto che aveva nascosto per tanto tempo un omicidio perché voleva che i nipoti diventassero spietati come lui, che pensassero solo ai soldi e che capissero come “certa gente se la cava sempre”
Questo poliziesco è ricco di suspense e colpi di scena tanto da non annoiare mai il lettore con delle semplici indagini di polizia. Il ritmo è veloce e la scrittura scorrevole. Rebus emerge come protagonista anche se ormai è un civile e non più un poliziotto. I suoi dialoghi con il boss Cafferty sono divertenti e stemperano la tensione fino a quel momento accumulata attraverso omicidi, pestaggi e indagini. Non ho gradito tanto la fine perché, secondo me, chiude troppo in fretta alcune questioni.



Ian Rankin – È il primo della sua famiglia a frequentare le scuole superiori. Molto apprezzato dal suo insegnante di lingua inglese, già al liceo Rankin inizia a scrivere le prime poesie e numerosi racconti e, incoraggiato ad ampliare i suoi interessi letterari, si iscrive all’Università di Edimburgo, dove consegue la laurea in Letteratura inglese, nonché specializzato in Letteratura americana e scozzese. Lo scrittore James Ellroy lo ha definito “Il re incontrastato del giallo scozzese”, parte del Tartan Noir. Vince l’Edgar Award nel 2004 per il romanzo Casi sepolti. Nel 1997 vince il Macallan Gold Dagger per Morte grezza. Vive a Edimburgo, in Scozia, con moglie e due figli.



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giovedì 8 giugno 2017

Il vampiro di Venezia: recensione


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http://thrillernord.it/il-vampiro-di-venezia/

Autore: Giada Trebeschi
Editore: Oakmond Publishing
Pagine: 254
Genere: Thriller storico
Anno di Pubblicazione: 2017



Nel Lazzaretto Nuovo, a Venezia, fu rinvenuto lo scheletro di una donna che aveva un mattone in bocca a bloccarle la mascella, quindi la masticazione.
Nel 1600 tra le tante superstizioni che vagavano da orecchio a orecchio e che occupavano la mente della popolazione, vi era quella dei Nachzehrer, cioè dei masticatori di sudario. Quelli che, masticando il sudario e masticando i cadaveri di fianco, riuscivano a tornare sulla terra per bere il sangue dei vivi.
Questo particolare vampiro apparve per la prima volta in Polonia nel XII secolo.
La superstizione a quei tempi attecchiva facilmente, soprattutto quando il paese o la città stava subendo l’orrore della peste nera.

Sembrava che Venezia avesse cittadini con una mentalità più aperta, perché popolata da commercianti, patrizi, mercanti, bottegai che davano una grande dinamicità alla città grazie agli scambi commerciali con altre parti del mondo; invece la peste e i rimasugli della chiusura mentale del passato giovarono a scatenare una forte paura nei confronti dei Nachzehrer.
Inoltre, la società veneziana, considerata di così larghe vedute, in realtà nascondeva tante perversioni (a Venezia avevano terreno facile) che venivano soddisfatte con dei traffici notturni mascherati dal perbenismo diurno.

È in questo contesto che avvengono crimini sanguinosi, densi di significati simbolici e fortemente legati alle credenze nei masticatori di sudari. E Orso Maria Pisani, Signore di notte di Dorsoduro, e Nane Zenon, medico botanico, ma anche alchimista interessato all’occulto, cercano di scoprire la verità nascosta dietro a una serie di crimini efferati la cui matrice sembra in bilico fra il reale e l’aldilà.
Avevo letto del Vampiro di Venezia su una rivista di archeologia, quindi capirete la mia curiosità quando ho visto questo titolo nella lista dei thriller.
E ora, a lettura conclusa, consiglio di leggere Il vampiro di Venezia perché trascina il lettore verso l’ultima pagina mantenendolo in uno stato di tensione che si rilassa solo alla fine.
Inoltre, la storia che l’autrice ha fatto nascere attorno al periodo storico è decisamente affascinante e azzeccata.



Giada Trebeschinasce nel 1973 e cresce a Bologna. È autore di romanzi, racconti brevi, saggi, sceneggiature e pièces teatrali che porta spesso in scena lei stessa. Due lauree, un dottorato in Storia, lavora all’università come storico di professione per quasi dieci anni poi si dedica completamente alla scrittura. Nel 2012 esce in spagnolo il romanzo “La Dama Roja” per i tipi di Boveda, Algaida seguito nel 2014 dalla versione italiana “La Dama Rossa”, Mondadori. Parla cinque lingue, ha vissuto a lungo in Svizzera, in Spagna e attualmente vive e lavora in Germania.



Recensione scritta per www.thrillernord.it


giovedì 1 giugno 2017

La donna di ghiaccio: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it





http://thrillernord.it/la-donna-di-ghiaccio/


Autore: Robert Bryndza
Editore: Newton Compton Editori
Traduzione: Sandro Ristori
Pagine: 374
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2017

 
Il corpo congelato. Occhi spalancati e labbra socchiuse. Come se fosse morta mentre era sul punto di parlare…
Quando un ragazzo scopre il cadavere di una donna sotto una spessa lastra di ghiaccio in un parco di Londra, la detective Erika Foster viene subito incaricata dell’indagine sull’omicidio. La vittima, giovane, ricca e molto conosciuta negli ambienti della Londra bene, sembrava condurre una vita perfetta. Ma quando Erika comincia a scavare più a fondo tra le pieghe nascoste della sua esistenza, trova degli strani punti di collegamento tra quell’omicidio e l’uccisione di tre prostitute, assassinate secondo un macabro e preciso rituale. Ma chi era veramente la ragazza nel ghiaccio? Quali segreti nascondeva? Il ritratto che ne dà la famiglia corrisponde alla verità? Erika ha l’impressione che tutti gli elementi a cui si aggrappa nel corso delle ricerche le scivolino via dalle dita, ma è cocciuta, determinata e disposta a qualunque cosa pur di arrivare a capire che cosa si cela dietro quella morte violenta…

“La donna di ghiaccio” pone al centro della narrazione l’omicidio di Andrea, ragazza amante delle feste, appartenente a una famiglia di spicco della società inglese, la famiglia Douglas-Brown.
Erede di un impero tecnologico, la vittima, diversamente dai suoi fratelli tranquilli e riservati, conduceva una vita movimentata, dando sfogo ai suoi vizi (insospettabili agli occhi della gente comune) grazie ai soldi del papà.
A indagare sulla vicenda, Erika Foster, detective con un passato (recente) difficile, che cerca di portare avanti le indagini nonostante gli ostacoli che trova sulla sua strada man mano che si avvicina alla verità. Peterson e Moss, investigatori vicini ad Erika, cercano di proteggerla.
Il romanzo si legge in poco tempo grazie, alla velocità delle azioni e alla suspense incalzante dalla quale il lettore non può sfuggire. È quasi impossibile posare il libro per riaprirlo il giorno dopo, perché chi legge si pone delle domande che fanno crescere la curiosità a dismisura, tanto da non vedere l’ora di scoprire la fine.

Una protagonista, Erika Foster, che non si impressiona e che incassa i brutti colpi senza piagnucolare; una donna forte che, senza perdersi in chiacchiere, discorsi emancipatori o inutili protagonismi, riesce ad andare avanti fino alla soluzione del caso, rischiando per due volte la vita. Effettivamente la detective Foster mi è piaciuta.
Complimenti all’autore, visto che questo è il suo primo romanzo!

Non mi rimane che dire…buona lettura!




Robert Bryndza Dopo anni dedicati alla scrittura, si è conquistato una fama incredibile con il suo thriller d’esordio, “La donna di ghiaccio”, che in pochi mesi ha venduto oltre 1 milione di copie ed è in corso di traduzione in 27 Paesi. È inglese e vive in Slovacchia con suo marito Jàn. Potete seguirlo su Facebook e sul sito robertbryndza.com




Recensione scritta per www.thrillernord.it

martedì 30 maggio 2017

Aurora nel buio: recensione





Autrice: Barbara Baraldi
Editore: Giunti
Pagine: 528
Prezzo: 16,90
Anno di Pubblicazione: 2017




Sembra confonderti la mente questo libro, forse perché ti fa entrare fin troppo bene nei panni di Aurora e degli altri personaggi. Si rimane “vittima” della storia e si è dentro essa fin quando non finisce. Non si riesce a lasciare le indagini di Aurora che insegue un serial killer. I fantasmi di Aurora inseguono lei in un vorticare di ricordi. Ricordi che fanno male, che rimembrano quello che è accaduto a Torino prima della sua degenza e del conseguente trasferimento a Sparvara in Emilia.
Ma Aurora è una brava profiler e non riesce a rimanere in un angolo se c'è un cattivo da cacciare. Lei è operativa e come tale deve agire.
Al suo fianco Bruno Colasanti un ex militare della Folgore che cerca di guidarla nel nuovo territorio con le nuove persone che si trova davanti.
Entrambi hanno dei fantasmi che li avvolgono nella nebbia e li riportano indietro nel tempo. I ricordi che fanno male ritornano sempre a galla.
Ma la caccia al serial killer è più forte e Aurora deve prenderlo.

Tu non farai alcun male

Troppo sangue è stato versato. Quelli che ritornano, i Revenants, devono essere fermati e il seriale dev'essere catturato. 
I Revenants venivano fermati attraverso un macabro rituale. Le superstizioni servono a scacciare i demoni, ma questi tornano lo stesso.


La lettura è decisamente senza respiro. Il libro si legge in pochissimo tempo tra un crescere di suspense che cattura il lettore. Mi sembra, però, che la storia abbia uno stile americano per ciò che riguarda le azioni di polizia, ma questo è un mio pensiero. Ma questo non cambia la sostanza.
Ho letto il libro in tre giorni (solo perché in uno dei giorni ho avuto da fare) e se il libro non merita non riesco a finirlo in così poco tempo!




Sinossi: Aurora Scalviati era la migliore, fino al giorno di quel conflitto a fuoco, quando quel proiettile ha raggiunto la sua testa. Da allora, la più brava profiler della polizia italiana soffre di un disturbo bipolare che cerca di dominare attraverso i farmaci e le sedute clandestine di una terapia da molti considerata barbara: l'elettroshock. Quando per motivi disciplinari Aurora viene trasferita in una tranquilla cittadina dell'Emilia, si trova di fronte a uno scenario diverso da come lo immaginava. Una donna viene uccisa proprio la notte del suo arrivo, il marito è scomparso e l'assassino ha rapito la loro bambina, Aprile, di nove anni. Su una parete della casa, una scritta tracciata col sangue della vittima: "Tu non farai alcun male". Aurora è certa che si tratti dell'opera di un killer che ha già ucciso in passato e che quella scritta sia un indizio che può condurre alla bimba, una specie di ultimatum. Ma nessuno la ascolta. Presto Aurora capirà di essere costretta ad agire al di fuori delle regole, perché solo fidandosi del proprio intuito potrà dissipare la coltre di nebbia che avvolge ogni cosa. Solo affrontando i demoni della propria mente potrà salvare la piccola Aprile ed evitare nuove morti...





L'autrice: Originaria della Bassa Emiliana, è autrice di thriller, romanzi per ragazzi e sceneggiature di fumetti per la serie “Dylan Dog”. Il suo esordio nella letteratura poliziesca avviene sulle pagine de “Il Giallo Mondadori” con La bambola di cristallo. In contemporanea con l'uscita del romanzo in Inghilterra e negli Stati Uniti, viene scelta dalla BBC tra i protagonisti del documentario Italian Noir sul giallo italiano.




mercoledì 24 maggio 2017

#Maggiodeilibri2017 #Recensioni L'arte di morire di Anna Grue





Autore: Anna Grue
Editore: Marsilio
Pagine: 464
Genere: Thriller
Anno di pubblicazione: 2017
Prezzo: ebook 9,90 – cartaceo 18,50




Ormai sono diventata una lettrice seriale di
thriller!
Se la si vede dalla parte della criminologia, diventa interessante capire la mente del killer, il perché compie atti macabri nei confronti di altre persone, la reazione del detective nei confronti dell'assassino anche perché molti di questi casi sono ispirati da eventi realmente accaduti nel mondo (basti vedere
Nightmare next door uno dei programmi di Giallo sul digitale). Quindi per l'ultimo appuntamento del #Maggiodeilibri2017, #recensioni,  propongo la recensione, appunto, dell'ultimo thriller di Anna Grue che corrisponde al terzo episodio della serie tv del Detective Calvo (gli altri due episodi corrispondono ai due libri: Nessuno conosce il mio nome e Il bacio del traditore).
Quindi come sempre vi auguro una buona lettura e ricordate che si deve dedicare sempre del tempo alla lettura, non solo a maggio!




Nel mondo della cultura esistono figure dure, ruvide, che non si preoccupano affatto dei loro giudizi nei confronti di chi si affaccia con la sua arte in questa realtà. I giudizi effettivamente devono essere negativi se l'arte risulta essere elementare o priva di senso. Ma chi decide il senso delle emozioni? Perché si danno giudizi personali su opere dove solo l'artista ne conosce il concetto? Il mondo culturale diventa in questo modo una stretta cerchia che vieta l'ingresso ad artisti acerbi che potrebbero essere stimolati.
Come Mads che viene offeso con quel linguaggio feroce da Ingegerd Clausen che stronca la sua possibile carriera sul nascere.
Questi eventi sono stati rimossi dal tempo passato.
Kamille Schwerin trova la madre morta nello studio di casa, dove creava le sue opere che ritrova distrutte attorno al corpo di Ingegerd Clausen. Durante le indagini spuntano lettere minatorie e capitano incidenti nei confronti della scultrice Kamille. L'ispettore Flemming ha una teoria che poco si sposa con le idee di Kamille per questo viene allontanato dal marito Lorenz Birch, noto milionario protagonista della scena artistica europea.
All'ispettore si ripresenta l'opportunità di scoprire qualcosa durante le riprese di un reality, Caccia all'assassino, su un'isola danese dove parteciperanno Kamille e il suo vecchio amico Dan. Deve solo riprendere i rapporti interrotti per uno screzio con il suo amico.
La caccia all'assassino si trasforma in realtà. Da vari intrecci si riuscirà ad arrivare ad un'amara verità che ha radici nascoste.
L'autrice spiega bene i suoi personaggi e fa bene a soffermarsi su di essi perché in questo modo si può svelare la trama che li lega. Se qualcuno ha pensato che fosse pesante si può rispondere dicendo che non si può buttare giù dei nomi e svolgere una trama senza significato. La suspense inizia ad essere attiva dopo il secondo omicidio, ma la complessità della storia fa di essa un bel thriller e non un romanzetto qualunque.



Sinossi: Rientrando in casa, la scultrice Kamille Schwerin – artista di successo e moglie di uno degli uomini più ricchi e influenti del paese – trova il suo atelier devastato: decine e decine di sculture, pronte per una mostra, sono state distrutte, sbriciolate a colpi di martello. E al centro delle macerie c’è il corpo senza vita di sua madre. Poco dopo, Kamille comincia a ricevere lettere di minaccia e a subire misteriosi incidenti, e la polizia si convince che il vero obiettivo dell’assassino era lei. L’ispettore Flemming Torp, da parte sua, ha molti dubbi sul comportamento della donna e della sua potente cerchia, e di fronte a un’assoluta mancanza di prove è costretto a interrompere le indagini. Un anno dopo, quando Dan Sommerdahl, meglio conosciuto nella tranquilla cittadina di Christianssund come il Detective Calvo, si fa coinvolgere in un reality show al quale parteciperà anche l’artista, Flemming Torp intravede una nuova possibilità di risolvere il mistero. Prima, però, deve riconciliarsi con il suo vecchio amico Dan, superando l’orgoglio e le incomprensioni dell’ultima indagine alla quale hanno collaborato. E il compito sembra essere più difficile del previsto. Intanto Dan si trova su un’idilliaca isoletta, circondato da donne affascinanti, sotto gli occhi delle telecamere e quelli ben più critici di suo figlio, assistente di produzione del programma Caccia all’assassino. Ma nell’ex ospedale psichiatrico sulla suggestiva Isola dei Sospiri, dove i partecipanti sono rinchiusi, gli avvenimenti prendono una piega inattesa, e ben presto la finzione arriva un po’ troppo vicino alla realtà.



L'autrice: Anna Grue (1957) è la più nota autrice di genere danese. Giornalista e scrittrice, ha raggiunto il successo con il personaggio del Detective Calvo, diventato un beniamino del pubblico, celebrato dalla stampa per la sua arguzia e il suo calore; la serie che lo vede protagonista è stata nominata tra l'altro al Prix SNCF du Polar in Francia. Anna Grue ha tre figli e vive con il marito non lontano da Copenaghen.




Vi ricordo gli appuntamenti passati:

Lunedì 22 mattina Elena Tamborrino http://exlibris20102012.blogspot.it/

Martedì 23 mattina Simona Scravaglieri http://letturesconclusionate.blogspot.it/

e quelli che devono arrivare:

Giovedì 25 mattina Paola C. Sabatini http://letturesconclusionate.blogspot.it/

Giovedì 25 pomeriggio Angela Cannucciari del canale https://www.youtube.com/channel/UC6mptX4tWb3OBRoMe113Jvg

Venerdì 26 pomeriggio Daniela Mionetto di http://appuntidiunalettrice.blogspot.it/

Sabato 27 mattina Natascia Mameli http://letturesconclusionate.blogspot.it/

Sabato 27 pomeriggio Barbara Porretta di  https://librinvaligia.blogspot.it/

Domenica 28 mattina Giada del https://www.youtube.com/channel/UC_9AC8RBl8pIviG2jY-EbAQ



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I 444 scalini: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it http://thrillernord.it/i-444-scalini/ Autore: Mario Mazzanti Editore: Newton Compton Pag...

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