lunedì 11 settembre 2017

Intervista a Martin Rua

Intervista fatta per www.thrillernord.it





http://thrillernord.it/intervista-a-martin-rua/


A tu per tu con l’autore



A tu per tu incontra per i lettori di Thrillernord, Martin Rua, un giovane autore che ha già alle spalle, tra gli altri lavori, una trilogia completa, la Parthenope Trilogy e una in corso di pubblicazione, la Prophetiae Saga, di cui L’enigma del libro dei morti costituisce il secondo capitolo. E’ un piacere per noi poterti rivolgere qualche domanda.


1)  Ne “L’enigma del libro dei morti” hai riportato l’attenzione su dei siti e su personaggi che hanno avuto il riflettore puntato qualche anno fa, ma che poi son finiti nel silenzio parlo di Rennes-le-Château Bérenger Saunière e la fine dei Catari con il collegamento ai Cavalieri del Tempio. Quanta passione hai per gli argomenti esoterici? E come mai ti sei appassionato proprio a questi argomenti?
In realtà l’attenzione non è mai calata del tutto su quella faccenda di Rennes-le-Château. Anzi, libri come Il santo Graal non hanno fatto altro che dare la stura a tutto un filone di ricerche e romanzi che continuano ad affollare le nostre librerie, magari con un po’ più di discrezione. È una storia ricca di mistificazioni e sciocchezze, ma che cela qua e là dei frammenti di verità che vale la pena continuare a investigare. La passione per tutto ciò che riguarda l’aspetto più discreto della conoscenza – quello che chiamiamo comunemente esoterismo – è ancora forte in me e nasce dal mio interesse per tutto ciò che non è manifesto nell’immediato e soprattutto che è considerato, diciamo così, eretico.


2)  Risulta interessante il collegamento tra eventi passati con reperti adeguatamente nascosti ed eventi attuali che riprendono la loro validità in paesi del Medio Oriente dove ci furono scambi tra oriente e occidente, soprattutto a livello scientifico, attraverso Cavalieri del Tempio e cultura araba. Nel tuo romanzo lo riprendi come un argomento dei giorni nostri che continua la serie di intrighi iniziata tanti anni fa. Ciò che accade oggi è una derivazione deviata di rapporti malsani avviati tanto tempo fa e perpetuati fino ai nostri giorni?


Non bisogna dimenticare che nel tracciare la trama di L’enigma del libro dei morti ho sì riportato ipotesi scientifico-storiche, ma ho anche usato una buona dose di fantasia. I rapporti tra cristiani e cultura araba all’epoca delle crociate può avere condotto, per esempio, alla nascita di fenomeni come la costruzione delle cattedrali gotiche (pare che l’arco ogivale sia stato mutuato dagli archi arabi), ma dubito che possa aver dato vita a qualcosa di simile alla mia Ligue. Quel che si può dire, però, è che quel che stiamo vivendo oggi è il risultato di azioni scellerate condotte dall’Occidente in quell’Oriente che ci siamo illusi di controllare e tenere sotto scacco con la forza.


3) Paragonarti a Dan Brown per me è poco perché ho notato l’approfondimento degli argomenti con il quale crei la storia del tuo libro e da questo si evince una trama tutt’altro che leggera, ma pregna di significato. Ti lasci ispirare da scrittori di romanzi o da scrittori come Louis Charpentier, ad esempio?
L’idea dell’editore di paragonarmi a Dan Brown nasce dalla vicinanza di alcuni temi da me trattati a quelli presenti nei romanzi del papà di Robert Langdon e anche dal fatto che evocare il suo nome significa ancora far pensare a libri di grande successo. E sia io che la Newton vogliamo avere successo! Scherzi a parte, cerco di tessere la trama attorno ad argomenti forti e su cui mi documento al meglio possibile. Fondamentale è confrontarsi con altri grandi, per cui James Rollins, Steve Berry, Glenn Cooper, ma anche italiani come il mio amico G.L. Barone sono per me punti di riferimento, insieme, naturalmente, agli studiosi più vari che di volta in volta mi aiutano con la parte scientifica del mio lavoro. Louis Charpentier, da te citato, è uno di quelli che ho consultato, per esempio, quando ho scritto La cattedrale dei nove specchi, dove Chartres aveva un ruolo centrale, mentre per la Prophetiae Saga ho consultato soprattutto studiosi di Nostradamus come il professor Brind’Amour.


4)  Ne L’enigma del libro dei morti a quale personaggio di avvicini? Ti senti un agente speciale con discendenze famose, un politico corrotto, un amministratore di un’azienda farmaceutica pronto a tutto pur di guadagnare, un Nostradamus o un medico che cerca di salvare milioni di vite?
Escludendo i personaggi negativi (mi ritengo una brava e onesta persona…), direi che mi identifico un po’ in tutti, anche se non ho lo stesso coraggio di un Gabriel o di qualche altro agente della Horus. Di sicuro mi sento più vicino a quelle caratteristiche esoteriche rinvenibili in alcuni personaggi… e alla passione per la buona tavola e la birra di François Ozouf!


5)  Adesso parliamo un pò delle tue letture e dei tuoi gusti in fatto di libri: quale (o quali) hai sul comodino? Qual è il genere che preferisci?


Anche se per necessità leggo molti libri inerenti al mio genere, sono abbastanza onnivoro. Ho da poco terminato la lettura di La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi e di L’ultima battaglia del mio amico Fabio Sorrentino, un libro meraviglioso ambientato all’epoca della guerra di Troia, ma sul comodino ho un saggio di alchimia di Basilio Valentino, L’amica geniale di Elena Ferrante – che mi sono finalmente deciso a leggere – e il saggio Programming The Universe: A Quantum Computer Scientist Takes on the Cosmos di Seth Lloyd, un libro sulla fisica quantistica e le sue applicazioni all’informatica. Un argomento che sarà l’ossatura dell’ultimo capitolo della Prophetiae Saga.


6) Domanda di rito per Thrillernord: che ne pensi del thriller nordico?
Ne penso un gran bene. Ho adorato la serie Millennium di Stieg Larsson e credo che Jo Nesbø sia un maestro assoluto.
Martin Rua
(a cura di Marianna Di Felice)




Intervista fatta per www.thrillernord.it

giovedì 7 settembre 2017

Ricomincio dall'inferno: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it




http://thrillernord.it/ricomincio-dallinferno/


Autore: Lorena Lusetti
Editore: Damster
Pagine: 150
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2017




A volte devi passare attraverso l’inferno per andare in paradiso.
Dean Karnazes

Un nuovo romanzo giallo per Lorena Lusetti, che abbandona temporaneamente l’investigatrice Stella Spada per immergersi però ancora una volta nel cuore della sua città, Bologna, con una storia ricca di mistero.
La protagonista del racconto, Federica, è stata lontano da Bologna per diversi anni e quasi si è dimenticata della sua città, ma la morte del marito la induce a ritornare qui dove ha la sua famiglia, per provare a ripartire da capo.
Non torna in casa con i genitori però, l’abitudine all’autonomia la induce ad affittare una camera in un appartamento del centro con una coinquilina.
Nello stesso periodo succedono strani crimini tra le mura Petroniane, persone uccise in modo terribile nei loro appartamenti chiusi dall’interno. Federica vorrebbe pensare solo a ricostruire la sua vita, nonostante ciò verrà coinvolta suo malgrado in queste vicende di sangue, fino a trovare lei stessa la soluzione del mistero.
“Non ho paura del buio fuori. È il buio dentro le case che non mi piace”
Shelagh Delaney
Federica torna nella sua Bologna dopo tanti anni trascorsi a Roma. Nella Capitale viveva felice con suo marito Luca fino a che non è morto e da quel momento a Federica è mancato tutto, perfino l’aria. Non era più il caso di rimanere lì.
E allora dove poteva andare se non nella sua Bologna?
Ma non dai suoi…non ancora, meglio una casa in affitto. Lei credeva di trovare tutto come prima, forse pensava che nella sua città il tempo si fosse fermato, mentre Roma andava avanti.
Una volta tornata non riesce più a riconoscere i luoghi della sua infanzia e adolescenza, ma piano piano Bologna si scopre e allora Federica ritrova i posti che aveva frequentato e alcune persone che conosceva e che, rispetto a lei, sono notevolmente cambiate.
E poi una doccia ghiacciata le arriva addosso e infrange il suo sogno della Bologna dell’adolescenza riportandola nella realtà macchiata di rosso del sangue delle vittime che un serial killer sta uccidendo nelle proprie case.
Un mistero che le autorità non riescono a risolvere, fino a quando Federica non capisce tutto.
La storia passa tra le vie strette della città e scivola attraverso cunicoli sotterranei; la suspense viene mantenuta sempre alta e si resta senza fiato.
La scrittura semplice, chiara e scorrevole dà al lettore il modo di rimanere concentrato sulla storia, senza deviare da essa.
Le persone non sono tutte buone, non si conoscono davvero, e quelle più vicine possono rivelarsi…
Buona lettura!



L’AUTORE – Lorena Lusetti. Sono nata e vivo a Bologna, città che amo e che metto spesso nei miei romanzi. Dalla vita di ogni giorno traggo gli spunti per tratteggiare i personaggi. Scrivo soprattutto storie di genere giallo e noir, ma non solo. Le vicende criminose sono in gran parte ispirate a fatti di cronaca. Nel 2006 ho pubblicato “Una serata tranquilla” www.ilmiolibro.it Romanzo giallo che ha per protagonista Rosa Moretti, un’improbabile commercialista investigatrice. Nel 2008 ho pubblicato “FerieFobia” Giraldi editore. Genere giallo. Una nuova avventura per Rosa Moretti, già protagonista del primo romanzo. Nel 2012: “L’Ombra della Stella” Damster editore. Romanzo Noir, il primo nel quale appare la nuova protagonista Stella Spada. Nel 2013: “Terra alla Terra” Damster editore. Romanzo noir. Una nuova avventura per Stella Spada Premio speciale “Profumo d’Autrice” al concorso Internazionale Città di Cattolica 2014 Nel 2014: “Grigio come il sangue”, (Damster). Romanzo noir. Torna Stella Spada con la sua terza avventura. “Attestato di Merito” al Premio Letterario Internazionale Città di Cattolica 2015 Nel 2015: “Pensieri e Parole”, Giraldi editore. “Premio Targa Paris” al Premio Letterario Internazionale Itinerante World Literary Prize 2015. Diploma d’Onore come finalista al Premio Letterario Nazione Giovane Holden 2015 Dicembre 2015, in uscita: “L’Orecchio del diavolo” (Damster). Quarta avventura dell’investigatrice Stella Spada.




Recensione scritta per www.thrillernord.it





lunedì 4 settembre 2017

Cascina smorta: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it





http://thrillernord.it/cascina-smorta/



Autore: Antonio Zamberletti
Editore: Runa Editrice
Pagine: 326
Genere: Giallo
Anno di Pubblicazione: 2015



Un gruppo di amici gravita attorno a Cascina Smorta, un casolare abbandonato ai margini della brughiera, dove passano buona parte del tempo libero. La loro è una classica amicizia tra adolescenti, fatta di grandi progetti, illusioni, delusioni e vicende quotidiane destinate a tornare in maniera prepotente.
La svolta della loro vita avviene in una sera d’estate quando si addentrano nella brughiera, luogo che invece avrebbero dovuto evitare.
Trascorsi molti anni, Andrea Modica torna nella sua città a comandare la Squadra Mobile. Il suo ritorno sembra fare da catalizzatore a vecchi fatti rimasti in sospeso dal 1977 e che lui ora deve ricomporre, come i tasselli di un complesso puzzle, con un paziente lavoro di indagine, quando alcuni corpi vengono trovati nei boschi circostanti Cascina Smorta.
In un susseguirsi di flash-back, Modica, dovrà fare i conti con il suo passato per scoprire la vera identità del serial killer a cui sta dando la caccia.



Una storia che risucchia il lettore in un’atmosfera che, a tratti, assume sfumature noir o gotiche perché ambientata in luoghi oscuri, in una brughiera che fa immaginare atti nefasti e misteriosi coperti alla vista dei più, dove sorge una cascina, luogo di ritrovo di giovani ragazzi, tra i quali Andrea Modica e i suoi compagni di classe nonché amici, che ha visto passare uomini poco raccomandabili, ha visto realizzarsi storie furtive e arrivare corpi senza vita trascinati e buttati nella terra durante le notti rischiarate dalla luna o coperte dalla nebbia.
Scene descritte in modo vivo, tanto da vederle più che immaginarle mentre le si legge.
Un seriale impunito perché coperto da qualcuno che era considerato ribelle, ma onesto.

Non si conoscono mai le persone fino in fondo…o forse si?
Dubbi, sospetti e ricordi che il capo della mobile, Andrea Modica, usa per riuscire a districarsi tra boschi e prati dai quali tornano alla luce cadaveri.
Modica dovrà ricostruire le vite di persone che ha conosciuto in passato, ora che è tornato nel suo paese. Dovrà stanare dei rapinatori e scagionare un caro amico, “un fratello di sangue”, da facili accuse o semplici sospetti derivanti dalle sue origini.
Un’indagine ben sviluppata e ben scritta che cattura il lettore, d’altronde l’autore sa cosa scrive per via del suo primo lavoro. Una storia coinvolgente raccontata nei minimi particolari tra presente e passato.

Le descrizioni sembrano reali e trascinano il lettore nello stesso luogo dove si trovano Modica e i suoi colleghi. Pare quasi di sentire la nebbiolina invernale della brughiera sulle proprie spalle!
Una lettura che ho concluso con dispiacere perché avrei voluto che non finisse mai.




L’AUTORE
Antonio Zamberletti, nato a Varese nel 1963, dopo aver prestato servizio per alcuni anni in un reparto operativo della Polizia di Stato, si è occupato di consulenze nel settore della security aziendale e personale.
Da circa quattro anni collabora in pianta stabile con la Sergio Bonelli Editore come soggettista e sceneggiatore sulle testate di Zagor, Dampyr e Nathan Never.
Per la Todaro Editore ha pubblicato i romanzi I morti non pagano, I duri non piangono – selezionati tra i dieci semifinalisti al Premio Scerbanenco – e Silenziosi nella notte, oltre al racconto Buono da morire, ristampato da Segretissimo.
Il giallo Codice Tunguska (2015) è stato pubblicato da Mondadori nella collana Segretissimo.
Cascina Smorta (2015) per Runa Editrice, è il suo ultimo giallo poliziesco.





Recensione scritta per www.thrillernord.it

venerdì 1 settembre 2017

Fiore di tuono: recensione




Autore: Jean Teulé
Traduttore: Sara Puggioni
Editore: Neri Pozza
Pagine: 201
Genere: Noir storico
Anno di Pubblicazione: 2014





“Non risparmierò nessuno.
Né papi né cardinali.
Né re, né regine. Né i loro principi o principesse.
Non risparmierò preti, borghesi, giudici, medici né mercanti, né parimenti mendicanti.”





Hélène Jégado è una ragazza adorabile. Ha occhi cerulei e curiosi che si perdono tra le onde dell'Atlantico e lunghi capelli biondi nascosti sotto un tradizionale copricapo bretone. Inoltre è intelligente, servizievole e bella come i "fiori di tuono" che raccoglie nei campi di fronte a casa. Com'è possibile allora che, solo pochi anni dopo, nel 1851, la polizia la bracchi ritenendola la serial killer più spietata che la Francia abbia mai conosciuto? La spiegazione risiede in un'antica e macabra leggenda celtica che un giorno la madre di Hélène racconta alla figlia: secondo la credenza, la Morte era solita servirsi di "un operaio" di nome Ankou, uno spirito maligno che si incarnava nelle persone e le costringeva a mietere più vittime possibile. Al pari di tutti gli abitanti della Bretagna del Sud, anche Hélène crede ciecamente a quella leggenda. Lo fa perché non ha cultura, certo, ma anche perché quello è l'unico modo che conosce per esorcizzare la paura e giustificare la profonda miseria in cui è costretta a vivere. Così, quando sull'altare di una chiesa in rovina scopre una piccola statua di Ankou e un'incisione - "Non risparmierò nessuno. Né papi né cardinali. Né re né regine" - si sente possedere da una forza nuova, incontenibile, e non ha più dubbi: il Dio del massacro è entrato in lei. Appresi dalla madre tutti i trucchi del mestiere di cuoca, Hélène inizia a girare la Francia...






Un romanzo che sconvolge il lettore per la tranquillità attraverso la quale l'assassina compie i suoi omicidi. Sono come storia già scritta. Non si stupisce, non si emoziona riguardo le vittime. Il lettore segue il suo percorso rimanendo allibito da tanta pacatezza e dal suo distacco quasi innaturale!
Un caso di cronaca nera bretone del 1800 viene raccontato da Jean Teulé, un caso buio che si avvicina al gotico per il mistero che aleggia sulle morti. Da piccola Fiore di tuono era rimasta incantata dalla storia dell'Ankou, che andava a trovare nella cappella maledetta di Caqueux e rimaneva ore e ore da sola a fianco ai Menhir, pietre megalitiche scelte per culti celtici, a pensare o ad idealizzare l'Ankou tanto che, alla fine, credeva di essere lei l'Ankou, perché la morte si serve di persone per compiere i suoi doveri.
Tra superstizioni e riti barbari ancora in uso in quella terra di Bretagna, la mente di una bambina che non vede una luce a rischiarare il suo cammino può piombare nel nero profondo senza riuscire a riemergere. Anche se...Fiore di tuono aveva forse trovato un appiglio, che abbandona per continuare la sua missione. Lui, rimasto vedovo, provava per lei una forte emozione tanto da portarlo a difendere la morte davanti a delle persone allibite.






Jean Teulé è nato a Saint-Lo, Manche, il 26 febbraio 1953. Ha scritto per la televisione, il teatro e il cinema. È autore di numerosi romanzi, tra cui Io, François Villon (2007), Il marchese di Montespan (2009) e Vita breve di un giovane gentiluomo (2011), pubblicati da Neri Pozza. Vive a Parigi con l'attrice Miou-Miou.









lunedì 28 agosto 2017

Omicidi in si minore: recensione


Recensione scritta per www.thrillernord.it



                                                      



http://thrillernord.it/omicidi-in-si-minore/




Autore: Davide Bottiglieri
Editore: Les Flâneurs Edizioni
Pagine: 280
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2017



Cluj, dicembre 1780. In una fredda e sinistra giornata d’inverno, piazza Unirii è stracolma per assistere all’ennesimo spettacolo di morte. Ad alzare il sipario su questa nuova esecuzione, è stato il neo ispettore Ljudevit Alecsandri, il cui nome è sulla bocca di tutti i cittadini per le vicende che l’hanno visto protagonista nei mesi precedenti a quel momento. La vita apparentemente tranquilla di un remoto paese della Transilvania sta per conoscere terribili vicende. Le sue vie e le sue genti, intrise di superstizione e mistero, saranno invase da un’ombra oscura che porta con sé una scia di paura e morte. Sarà il giovane ispettore a dover far fronte a questa situazione che, però, nasconde una terribile minaccia: riuscirà il suo lato oscuro, quel secondo Ljudevit Alecsandri, a non riemergere ed essere associato lui stesso al demone che abita Cluj?

“Il tuo errore è evidente: mi cerchi nel luogo sbagliato, ti concentri sul presente ma la chiave è nel passato. Cade del Tempio il pilastro più forte. Dubiteranno della colonna migliore: linea sottile tra la vita e la morte…aspetta dell’alba il rosso chiarore”.

La durezza dei membri del Plotone fa sì che abbiano cattiva fama tra la popolazione di Cluj, piccolo centro dell’impero di Ungheria perso tra le sue superstizioni. Tra i membri del Plotone spicca Lujdevit, l’arguto segugio che riesce a stanare tutti gli assassini attirando invidie e odio. Ma è arrivato in paese un assassino talmente furbo che riesce a dargli filo da torcere. Un assassino che riesce ad essere sempre passi avanti all’ispettore al quale tende delle trappole mirate ad indebolirlo per preparare la stoccata finale attraverso la quale gli farà perdere l’anima.
Un rivale temibile indebolito da un assassino parimenti pericoloso. Un uomo che manteneva ancora la sua anima nonostante i delitti legali di cui si macchiava, un uomo che cercava di redimersi, costretto a far uscire il suo lato oscuro.
Il percorso compiuto dall’assassino e il suo gioco con l’ispettore sono notevoli: in questo modo l’autore mantiene sulle spine il lettore che non vede l’ora di giungere alla soluzione del caso.


Una fine che è decisamente strana perché ci si aspetta qualcosa di diverso. Ma l’autore potrebbe aver chiuso in quel modo perché forse immagina un seguito?
Sarebbe giusto e appassionante, soprattutto se l’autore riuscisse a mantenere la stessa inquietudine che si percepisce in questo libro.

Un linguaggio pregiato si mescola ad una scrittura gotica tra il romantico e il tenebroso, e accompagna il lettore tra buio e luce a fianco dell’assassino e dell’inseguitore.


“Hai visto, figlio d’uomo? È forse poca cosa per la casa di Giuda commettere le abominazioni che commette qui, perché debba anche riempire il paese di violenza, e tornare sempre a provocare la mia ira? Ecco che s’accostano il ramo al naso. Anch’io agirò con furore; il mio occhio sarà senza pietà; io non avrò misericordia; per quanto gridino ad alta voce ai miei orecchi, io non darò loro ascolto”.
(Ezechiele 8, 17-18)





L’AUTORE –  Davide Bottiglieri (Salerno, 1992). Nel 2015 pubblica con Les Flâneurs Edizioni, attraverso pseudonimo, una raccolta di racconti fantasy per ragazzi dal titolo Le Cronache di Teseo. È vincitore del Premio Letteratura Italiana Contemporanea 2014 e del Premio Adriana Paulon 2016 (Sezione Giovani del Premio Letterario Internazionale “Un Solo Mondo”; 2016). Il suo romanzo d’esordio Dio suona il pianoforte del Diavolo si qualifica finalista del concorso Lampi di Giallo 2016. Nello stesso anno gli viene affidata la gestione della rubrica letteraria del web magazine «L’Espressione».




Recensione scritta per www.thrillernord.it

venerdì 25 agosto 2017

Un respiro nell'ombra: recensione

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http://thrillernord.it/un-respiro-nellombra/


Autore: Christian Carayon
Editore: Sperling & Kupfer
Traduttore: Margherita Belardetti
Pagine: 420
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2017



1980, in una cittadina del Sudovest della Francia. Sul lago, i membri del locale yatch-club stanno celebrando la fine dell’estate. Giochi nautici, balli, un fuoco, il picnic hanno animato allegramente un sabato sera già particolarmente bello. Nel clima disteso della festa, quattro ragazzini ottengono facilmente il permesso di fare campeggio sull’isolotto di Bois-Obscurs, una ricompensa per essere andati bene a scuola. Così, nella luce dorata del crepuscolo, prendono le loro canoe e si dirigono verso il centro del lago. Ma, la domenica mattina, i ragazzi si fanno aspettare. Allora uno dei genitori, molto arrabbiato, decide di raggiungere l’isola a nuoto. E scopre l’entità del massacro. Nell’isola della paura, innocenza e ferocia si sono mescolate nella più tragica delle storie. Trent’anni più tardi, uno dei bambini che sono stati testimoni della tragedia, Marc-Edouard Peiresoles, dieci anni all’epoca del delitto e ora stimato professore di storia, decide di tornare sul luogo del massacro. Per lui è un modo di esorcizzare, finalmente, antiche paure, ma anche di allontanarsi da nuove trappole sentimentali. Non appena mette piede nel vecchio paesino dove tutto è successo, però, si ritrova immerso in un passato fatto di ombre, quelle di indagini poco chiare, e di silenzi, quelli delle persone che hanno vissuto gli eventi. Con il passare dei giorni, davanti agli occhi di Marc-Edouard riprende vita il paese della sua infanzia, e lui si trova inevitabilmente a incontrare chi è rimasto, per ricostruire il mostruoso delitto. E trovare il vero colpevole.
”Non sono più in collera con te”…”Credevo che d’inverno la giostra fosse chiusa”…
In un paesino della Francia le giornate scorrevano tranquille; i ragazzi del posto si conoscevano, chi più chi meno, perché frequentavano la stessa scuola, e molti di essi, compresi alcuni genitori, frequentavano il club che sorgeva sulla spiaggia dei Crozes. Durante la festa estiva Justine, Florie, Guillaume e Emmanuel richiesero di poter dormire sull’isolotto che distava 300 metri dalla spiaggia. I genitori acconsentirono e così persero ogni possibilità di rivedere i loro figli…vivi!
La tragedia si consumò nella notte e il giorno dopo la scena era alquanto raccapricciante. Tutti rimasero sconvolti dall’accaduto. Justine era una ragazza stupenda, era l’anima del paese, una ragazza talmente bella da fare gola a tutti. Gli altri erano invidiati perché sull’isolotto potevano stare con lei. Invidie, gelosie, vendette…possibile scatenare tutta quella violenza su dei corpi?
In molti furono accusati del massacro, finché venne individuato come responsabile un pregiudicato. Ma molti non erano convinti della sua colpevolezza, come non lo era Marc-Edouard Peiresoles, che una volta faceva parte di quella comunità dolorosamente colpita.

È lui che anni più tardi decide di riesumare il caso.
Ormai professore nel Dipartimento di Storia dell’Università di Tolosa, inizia a indagare per conto suo avvicinandosi ad un giornalista in possesso di un baule di documenti riguardanti il triplice omicidio. Ritorna a vivere sull’isola, nella casa dei nonni e, spinto dal disperato bisogno di fuggire da una vita difficile da gestire tra sfera privata e professionale, decide di riprendere le ricerche sul caso di Basse-Misére. Ma giungerà alla scoperta di una verità sconvolgente davanti alla quale…

Un romanzo che appassiona mano a mano che si va avanti con la lettura. La gravità dell’evento narrato è tale che chi legge riesce a percepire lo sconvolgimento e il dolore delle persone all’indomani del triplice omicidio. E si avverte anche la paura che accompagna il lettore fino alla fine, quando la consapevolezza di ciò che accaduto lo porterà a mostrare durezza così come succede ai protagonisti.
La storia si dipana in un crescendo di scoperte, che si alternano però al racconto da parte del protagonista di episodi della sua vita, in modo da dare un po’ di respiro alla narrazione e non appesantire la lettura.

Come sempre vi auguro buona lettura!





Christian Carayon, originario del Sud-Ovest della Francia, insegna storia e geografia nel liceo da più di 15 anni. Vive attualmente nella Sarthe (dipartimento francese della Loira). Appassionato di letteratura, ha iniziato a scrivere nel 2012 e ha pubblicato “Il diavolo sulle spalle” (“Le diable sur les épaules, Les Nouveaux Auteurs 2012), un thriller storico ambientato nel Tarn (dipartimento francese nella regione Linguadoca-Rossiglione, sud della Francia) finalista del premio di giuria del Polar della rivista “Ça m’intéresse-Histoire”. “Les naufragés hurleurs” è il suo secondo romanzo che riprende il personaggio del criminologo Martian de la Boissière. Il suo ultimo libro “Un souffle, une ombre” (Un respiro nell’ombra) è stato già venduto in diversi paesi prima della pubblicazione francese.




Recensione scritta per www.thrillernord.it

lunedì 21 agosto 2017

Final Girls. Le sopravvissute: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it





http://thrillernord.it/final-girls/


Autore: Riley Sager
Editore: Giunti
Traduttore: Leonardo Taiuti
Pagine: 432
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2017



Tre ragazze molto diverse, che hanno una sola cosa in comune: sono le uniche sopravvissute a tre orribili massacri.
Si chiamano Quincy, Samantha e Lisa. Non si sono mai incontrate, ma la stampa le ha riunite sotto lo stesso nome: Final Girls. Sono passati dieci anni da quel weekend a Pine Cottage, dove Quincy e i suoi amici avrebbero festeggiato il compleanno di Janelle. Finché la vacanza non si è trasformata in un film horror: un uomo fa irruzione nella baita e ammazza tutti i presenti.
Tutti tranne Quincy, che con il vestito rosso di sangue riesce miracolosamente a fuggire tra gli alberi, incrociando i fari dell’auto di un poliziotto.
Adesso Quincy ha una vita normale, un fidanzato, un blog di cucina, ma soffre ancora di attacchi di panico e non ricorda quasi niente di quella notte, nemmeno la faccia del killer. Samantha invece si è nascosta chissà dove per sfuggire alla pressione dei media, mentre Lisa, vivace e brillante, ha scritto un libro, e la sua faccia compare su tutti i social.
Così, quando la ragazza viene ritrovata con le vene tagliate, Quincy non può credere che si sia uccisa.
E i dubbi aumentano quando alla sua porta ricompare all’improvviso Samantha: a cosa mira e cosa ha fatto in tutto questo tempo?
Può veramente fidarsi di lei?
Adesso sono rimaste soltanto in due, e qualcuno sembra intenzionato a portare a termine ciò che ha iniziato molto tempo prima…
Il movimento le procura un dolore atroce alla spalla, e insieme al dolore arriva un ricordo. No, non un ricordo, una certezza. Ed è così terribile che deve per forza essere reale.
È rimasta solo lei.
Gli altri sono tutti morti.
Lei è l’unica sopravvissuta.”

Sei sopravvissuta Quincy, ma sicura di dire il vero quando ammetti di non ricordare?
L’ultima sopravvissuta ha qualcosa da nascondere, qualcosa che deve sbloccare per capire cos’è successo davvero in quel bosco, ai suoi amici e a lei.
Lisa e Samantha hanno ancora presente ciò che è accaduto sotto i loro occhi, Quincy invece ha rimosso.

Ha deciso di condurre una vita tranquilla, ma può davvero stare tranquilla e non pensare più al passato?
A quel passato?
Direi proprio di no, perché qualcuno vuole scoprire cos’è successo davvero a Pine Cottage.
Un primo libro decisamente entusiasmante quello di Riley Sager.
È impossibile non chiedersi cosa succederà se lo si posa per fare una pausa o semplicemente per andare a dormire, il pensiero rimane lì tra quelle pagine.
La storia coinvolge il lettore fin dall’inizio grazie alla scrittura scorrevole e alla trama che può far riaffiorare alla mente fatti di cronaca realmente accaduti.
Le final girls sono infatti ragazze sopravvissute ad una strage compiuta da una persona instabile.
Più si va avanti nella lettura e più si mescolano informazioni che portano a elaborare varie ipotesi riguardo al finale. E l’autore è abile nel mantenere la giusta dose di confusione fino alla fine, quando ci si ritrova davanti ad una inaspettata soluzione!

È più forte di qualsiasi resistenza la voglia di scoprire cos’è successo a Quincy, cosa è successo tra le mura di Pine Cottage, tra quei boschi sporchi del sangue di persone innocenti…
E allora buona lettura!





L’AUTORE – Riley Sager vive a Princeton, New Jersey. Prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura ha lavorato come editor e graphic designer. Final Girls è in corso di traduzione in 14 Paesi.






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