lunedì 21 agosto 2017

Final Girls. Le sopravvissute: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it





http://thrillernord.it/final-girls/


Autore: Riley Sager
Editore: Giunti
Traduttore: Leonardo Taiuti
Pagine: 432
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2017



Tre ragazze molto diverse, che hanno una sola cosa in comune: sono le uniche sopravvissute a tre orribili massacri.
Si chiamano Quincy, Samantha e Lisa. Non si sono mai incontrate, ma la stampa le ha riunite sotto lo stesso nome: Final Girls. Sono passati dieci anni da quel weekend a Pine Cottage, dove Quincy e i suoi amici avrebbero festeggiato il compleanno di Janelle. Finché la vacanza non si è trasformata in un film horror: un uomo fa irruzione nella baita e ammazza tutti i presenti.
Tutti tranne Quincy, che con il vestito rosso di sangue riesce miracolosamente a fuggire tra gli alberi, incrociando i fari dell’auto di un poliziotto.
Adesso Quincy ha una vita normale, un fidanzato, un blog di cucina, ma soffre ancora di attacchi di panico e non ricorda quasi niente di quella notte, nemmeno la faccia del killer. Samantha invece si è nascosta chissà dove per sfuggire alla pressione dei media, mentre Lisa, vivace e brillante, ha scritto un libro, e la sua faccia compare su tutti i social.
Così, quando la ragazza viene ritrovata con le vene tagliate, Quincy non può credere che si sia uccisa.
E i dubbi aumentano quando alla sua porta ricompare all’improvviso Samantha: a cosa mira e cosa ha fatto in tutto questo tempo?
Può veramente fidarsi di lei?
Adesso sono rimaste soltanto in due, e qualcuno sembra intenzionato a portare a termine ciò che ha iniziato molto tempo prima…
Il movimento le procura un dolore atroce alla spalla, e insieme al dolore arriva un ricordo. No, non un ricordo, una certezza. Ed è così terribile che deve per forza essere reale.
È rimasta solo lei.
Gli altri sono tutti morti.
Lei è l’unica sopravvissuta.”

Sei sopravvissuta Quincy, ma sicura di dire il vero quando ammetti di non ricordare?
L’ultima sopravvissuta ha qualcosa da nascondere, qualcosa che deve sbloccare per capire cos’è successo davvero in quel bosco, ai suoi amici e a lei.
Lisa e Samantha hanno ancora presente ciò che è accaduto sotto i loro occhi, Quincy invece ha rimosso.

Ha deciso di condurre una vita tranquilla, ma può davvero stare tranquilla e non pensare più al passato?
A quel passato?
Direi proprio di no, perché qualcuno vuole scoprire cos’è successo davvero a Pine Cottage.
Un primo libro decisamente entusiasmante quello di Riley Sager.
È impossibile non chiedersi cosa succederà se lo si posa per fare una pausa o semplicemente per andare a dormire, il pensiero rimane lì tra quelle pagine.
La storia coinvolge il lettore fin dall’inizio grazie alla scrittura scorrevole e alla trama che può far riaffiorare alla mente fatti di cronaca realmente accaduti.
Le final girls sono infatti ragazze sopravvissute ad una strage compiuta da una persona instabile.
Più si va avanti nella lettura e più si mescolano informazioni che portano a elaborare varie ipotesi riguardo al finale. E l’autore è abile nel mantenere la giusta dose di confusione fino alla fine, quando ci si ritrova davanti ad una inaspettata soluzione!

È più forte di qualsiasi resistenza la voglia di scoprire cos’è successo a Quincy, cosa è successo tra le mura di Pine Cottage, tra quei boschi sporchi del sangue di persone innocenti…
E allora buona lettura!





L’AUTORE – Riley Sager vive a Princeton, New Jersey. Prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura ha lavorato come editor e graphic designer. Final Girls è in corso di traduzione in 14 Paesi.






Recensione scritta per www.thrillernord.it




mercoledì 16 agosto 2017

Fino alla morte: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it





http://thrillernord.it/fino-alla-morte/


Autore: Ed McBain
Editore: Einaudi
Traduttore: Andreina Negretti
Pagine: 214
Genere: Poliziesco
Anno di Pubblicazione: 2017



Angela, la sorella del detective Steve Carella, sta per sposare Tommy Giordano. Il giorno previsto per le nozze, qualcuno minaccia Tommy di ucciderlo. Tommy si rivolge a Steve e questi invita i suoi colleghi dell’87° al ricevimento, nella speranza di riuscire a mettere le mani sull’assassino prima che colpisca. Ma come si fa a trovare un colpevole tra centinaia di invitati? Potrebbe essere chiunque: il testimone di Tommy, per esempio, che se Tommy dovesse morire erediterebbe tutte le sue sostanze. Oppure Ben Darcy, ancora innamorato di Angela e disposto a fare di tutto per riaverla. O l’ex soldato che ha giurato di vendicarsi di uno sgarbo fattogli da Tommy in passato. Ben presto la festa si trasforma in una gigantesca battuta di caccia. Il posto giusto per i ragazzi dell’87°
Con prefazione di Maurizio De Giovanni

Ed McBain in “Fino alla morte” utilizza una quantità limitata di parole creando una trama accattivante senza perdersi in fronzoli che potrebbero essere ricondotti a una logica commerciale e risultare troppo pesanti per il lettore. L’autore descrive infatti le semplici e crude indagini della squadra di polizia dell’87° distretto.
Anche se il colpevole è noto dall’inizio, McBain ha il potere di trascinarti nella storia per seguire le indagini della squadra, di un’intera squadra, non di un solo poliziotto super forte. Il lettore si ritrova a gioire con i poliziotti per una scoperta fatta o a provare ansia perché le indagini corrono sul filo di un rasoio, o in questo caso, sul filo della canna di un fucile!
Il matrimonio della sorella del detective Carella fa da sfondo alle mosse degli agenti, la squadra deve individuare e fermare due minacce prima che sia troppo tardi.
Seguiamo le varie fasi dell’indagine che si svolge in tre ambientazioni diverse e rimaniamo senza fiato fino a quando la squadra…
Non posso dirvi cosa fa la squadra a quel punto, dovete leggere il libro!
Una lettura piacevole che dura poco perché McBain è chiaro e conciso e i suoi poliziotti sono risoluti e operativi, ma che vale la pena di essere letta!





Ed McBain 
(New York 1926 – Weston, Connecticut 2005) narratore statunitense. Ha debuttato con il nome di Evan Hunter pubblicando romanzi di denuncia sociale (Il seme della violenza, The black-board jungle, 1954), a cui è seguita una serie di romanzi polizieschi che narrano le vicende di un immaginario 87º distretto di polizia newyorkese: L’assassino ha lasciato la firma (Cop hater, 1956), Lo spettacolo è finito (See them die, 1960), 87ºdistretto: tutti presenti (Hail, hail, the gang’s all here!, 1971), Veleno per l’87° distretto (Poison, 1987). Ha scritto inoltre alcuni romanzi che hanno per protagonista l’avvocato Matthew Hope (tra i quali, Cenerentola, Cinderella, 1986). Come Evan Hunter ha firmato le sceneggiature di celebri film di Hitchcock (Gli uccelli) e di Kurosawa (Anatomia di un rapimento). Tra i più recenti romanzi della serie «87° distretto», giunta a 50 titoli, Vedove (Widows, 1991), Kiss (1992), Romance (1995), Nocturne (1997), Il rapporto scomparso (Fat Ollie’s book, 2002); le avventure dell’avvocato Matthew Hope sono proseguite con Mary Mary (1992), Gladly, l’orsacchiotto strabico (Glady the cross-eyes bear, 1996), Ultima speranza (The last best hope, 1998); come E. Hunter ha pubblicato La trappola del gatto (Privileged conversation, 1996), Hitch e io (Me and Hitch, 1997) in cui racconta la sua esperienza di collaborazione con A. Hitchcock, Candyland (2001), Quando se n’è andata (The moment she was gone, 2002).



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domenica 13 agosto 2017

L'enigma del libro dei morti: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it





http://thrillernord.it/lenigma-del-libro-dei-morti/

L’enigma del libro dei morti. Prophetiae Saga
Autore: Martin Rua
Editore: Newton Compton
Pagine: 336
Genere: Thriller storico
Anno di Pubblicazione: 2017




LINGUADOCA, 1548.
Nei dintorni di Montségur si è diffusa una terribile epidemia. I rimedi del dottor Étienne Domergue non sembrano funzionare. In un ultimo, disperato tentativo di fermare l’ecatombe e porre un freno ai deliri apocalittici di un gruppo religioso, il dottore invia il suo allievo Gaston Arrau in Provenza per chiedere aiuto al più grande esperto di peste in circolazione: Michel Nostradamus.

FRANCIA, PRIMAVERA DEL 2004.
A Rennes-le-Château una spedizione guidata dall’archeologo Yves Charpentier porta alla luce una parte del tesoro perduto dei catari, ma i finanziatori dello scavo sequestrano i reperti occultando la scoperta al mondo.

PARIGI, OGGI.
La Francia è costretta a fronteggiare una drammatica emergenza sanitaria: una malattia simile alla peste, creduta ormai debellata da secoli, sta mettendo in ginocchio il Paese. Il governo sospetta un attacco batteriologico di matrice terroristica e affida il caso all’unità speciale Horus. Eppure, nonostante gli sforzi, la squadra del capitano Khadija Moreau brancola nel buio. Se solo potessero ancora contare sull’aiuto di Luc Ravel, alias Gabriel Nostradamus…


Dalla persecuzione e scomparsa dei Catari al segreto di Rennes-le-Chateau, dall’uso della peste come arma biologica alla guerra in Siria.
Attraverso temi attuali (come il Medio Oriente nei nostri giorni e il mondo fatto di segreti e tesori di attualità tra ricercatori, archeologi, collezionisti e curiosi) il romanzo storico di Martin Rua racconta di misteri tramandati ed estorti che da secoli affascinano gli studiosi.
Alcuni Cavalieri Templari dissidenti, un gruppo di Assassini opportunisti e i Catari concludono un’alleanza per portare avanti un piano dannoso nei confronti della popolazione di Montségur.
Un morbo spaventoso inizia a decimare le persone.
Michel de Nostredame viene chiamato in causa per cercare di salvare la gente attraverso una cura miracolosa.
Lo stesso scenario si ripete ai giorni nostri in Francia grazie ad un gruppo di esperti che, reclutati da un finanziatore anonimo, riportano alla luce uno scrigno dov’è contenuto il male puro.
L’artiglio del diavolo infligge un solco profondo duro da guarire.

Il romanzo di Martin Rua è pieno di riferimenti storici che interessano i tanti curiosi del mondo dei Cavalieri Templari o dei Catari o della setta degli Assassini. L’autore è sempre attento a riportare i fatti con cura dei particolari. La lettura è scorrevole e immerge il lettore negli avvenimenti del Medioevo, del Rinascimento e dei nostri giorni. Il fascino di seguire dei personaggi che hanno destato la curiosità di molti, come Michel de Nostredame o Bérenger Saunière e i suoi avi, dà modo alla fantasia del lettore di vagare per le stesse strade o cripte come se fosse lì al loro fianco.
Concludo qui, altrimenti dico troppo e vi auguro una buona lettura!




L’AUTORE: Martin Rua è nato a Napoli dove si è laureato in Scienze Politiche con una tesi in Storia delle religioni. I suoi studi si sono concentrati su massoneria e alchimia. Con la Newton Compton ha pubblicato con grande successo la Parthenope Trilogy (Le nove chiavi dell’antiquarioLa cattedrale dei nove specchiI nove custodi del sepolcro), La profezia del libro perduto L’enigma del libro dei morti (primi capitoli della Prophetiae Saga), l’ebook La fratellanza del Graal, la guida insolita Napoli esoterica e misteriosa. È anche uno degli autori della raccolta di racconti Sette delitti sotto la neve.





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lunedì 7 agosto 2017

Che i cadaveri si abbronzino: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it






http://thrillernord.it/che-i-cadaveri-si-abbronzino/


Autore: Jean-Patrick Manchette e Jean-Pierre Bastid
Traduzione: Roberto Marro
Editore: Edizioni del Capricorno
Pagine: 192
Genere: Noir
Anno di Pubblicazione: 2017


Un piccolo villaggio sperduto spazzato dal sole a picco, nel profondo Sud della Francia. Luce, l’eccentrica proprietaria del villaggio, cinquantenne pittrice anarcoide, alcolizzata, ricchissima, ci passa le vacanze coltivando con cura il proprio rimpianto per la giovinezza perduta. Per allontanare i turbamenti dell’anima (e della mezza età), ospita liberamente amici, amici degli amici, nuovi e vecchi amanti e tutti coloro che si presentano nel villaggio. Senza fare troppe domande. Neppure quando, a 10 chilometri da lì, 250 chili d’oro scompaiono durante un sanguinoso assalto a un furgone portavalori. Sì, certo, i nuovi arrivati non hanno proprio nulla di convenzionale, ma che importa? E quando un’ignara coppia di gendarmi sale fino al villaggio, tutta la sua gioiosa e bizzarra popolazione si ritrova coinvolta in un’orgia di violenza, alla fine della quale non resterà che contare i cadaveri.

Mi aspettavo dei numeri che separassero i capitoli, ma andavo avanti nella lettura e questi non arrivavano, poi mi son dimenticata dei numeri e dei capitoli perché la storia mi ha assorbita del tutto.
All’inizio, nel film mentale che il lettore si fa mentre legge, si possono vedere dei personaggi che arrivano in un villaggio a sud della Francia, dove il sole attacca in modo impietoso la terra che si spacca per la siccità, e nel quale Luce, una pittrice annoiata, alcolizzata e allucinata ospita, nelle proprietà che aveva acquistato, amici, ex amanti, amici di amici per cercare di rimanere sempre giovane e ricordare i vecchi tempi.
Tra questi amici di amici ce ne sono tre che non hanno in mente un semplice soggiorno per sballarsi e divertirsi, ma hanno un piano preciso per fare una rapina ad un portavalori a pochi chilometri dal villaggio. Tra i malviventi c’è anche una conoscenza di Luce.
É incredibile come dalla rapina in poi, il lettore sia catturato dagli eventi che non lasciano respirare. Ad un certo punto la morte diventa protagonista, e viene accompagnata da un filo di suspense che basta a tenere incollati gli occhi sulle righe delle pagine.
Mentre le ore passano e la scia di sangue che i rapinatori lasciano sembra aumentare, chi legge crede che il romanzo possa concludersi in un certo modo, pensando che non sia giusto, ma traendo un sospiro di sollievo perché la morte si è presa una pausa, e invece…
Naturalmente dovete leggere il libro per sapere cosa succede e come va a finire; a me non resta che fare i complimenti ai due autori per come hanno scritto il loro romanzo di esordio.


Jean-Patrick Manchette (Marsiglia 1942 – Parigi 1995), scrittore, critico letterario, jazzista, è stato il più importante autore del noir contemporaneo francese. Con una dozzina di romanzi, scritti tra il 1971 e il 1981, ha ridefinito per sempre il concetto stesso di genere letterario. I suoi testi sono spesso violenti, duri, costruiti intorno a uno stile diretto ma raffinato, scandito da un ritmo implacabile, inconfondibile, di chiara ispirazione jazzistica. I suoi romanzi sono stati tradotti in Italia da Einaudi: Posizione di tiro (1998, 2004 e 2015), Nada (2000), Piccolo blues (2002), Un mucchio di cadaveri (2003), Piovono morti (2004), Pazza da uccidere (2005), Il caso N’Gustro (2006), Fatale (1998, 2007), Principessa di sangue (2007).
Jean-Pierre Bastid (Montreuil, 1937) è scrittore, sceneggiatore e regista cinematografico. È stato assistente di Jean Cocteau per Il testamento di Orfeo e ha all’attivo numerosi lungometraggi e cortometraggi per il cinema e la televisione, oltre a una cinquantina di romanzi pubblicati.



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giovedì 3 agosto 2017

Odio gli sbirri: recensione

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http://thrillernord.it/odio-gli-sbirri/


Autore: Ed McBain
Editore: Einaudi
Traduttore: Andreina Negretti
Pagine: 246
Genere: Poliziesco
Anno di Pubblicazione: 2017



Un assassino misterioso uccide i poliziotti dell’87°. Colpisce quando sono piú indifesi, a casa, fuori dal lavoro, alla fine del turno. Quando, insomma, sono uomini come tutti. Il primo romanzo dell’87° distretto.
Lí dove tutto è iniziato, cambiando per sempre le regole del poliziesco. Durante l’ondata di caldo che colpisce la città nel luglio del 1956, il detective Mike Reardon viene ucciso poco prima di iniziare il turno di notte.
Ad abbatterlo è stato un colpo di calibro .45 alla schiena. Steve Carella e gli altri detective dell’87° distretto, incaricati di trovare l’assassino del loro collega e amico, non sanno di trovarsi di fronte al primo di una serie di omicidi di poliziotti. La vittima successiva è David Foster, ammazzato sulla soglia del suo appartamento.
Questa volta, però, il killer ha lasciato un’impronta. La caccia si avvicina alla fine? Qualche sera più tardi, però, l’assassino aggredisce lo stesso detective Bush.
Questi reagisce e ferisce il suo aggressore, prima di cadere sotto i suoi colpi. Carella ha paura di essere il prossimo. E in effetti l’assassino proverà a intrufolarsi nella sua vita privata, minacciando ciò che Steve ha di più caro al mondo.
Per l’87° distretto le serate, di solito, si concludono con un cambio turno e se va bene a casa, ma ultimamente certi poliziotti a casa non riescono a tornare perché un killer nell’ombra li aspetta.
Mentre leggevo il libro non dovevo immaginare il caldo descritto, sudavo copiosamente insieme ai poliziotti visto che sembrava di stare nella situazione climatica attuale!
Sinceramente mi sarei aspettata più suspense e più azione, invece la storia si dipana tra indagini veloci e finale in anticipo rispetto ad altri polizieschi, noir o thriller.
Se da una parte è stato un piacere non scontrarsi con indagini melmose dalle quali non si riesce più ad emergere a causa del fondo buio nel quale si finisce una volta che ci si addentra, dall’altra sarebbe stato piacevole essere stuzzicati da qualche inchiesta in più e da una maggiore suspense in modo da essere spinti a riflettere, o per incuriosirsi di più.
Ma, nonostante la velocità con la quale si svolgono gli eventi, il libro merita di essere letto.
Tra descrizioni di vita reale a tratti raccontate usando parole che innescano l’immaginazione, tra indagini e omicidi, si sente la paura di coloro che prima di essere poliziotti sono uomini, perseguitati e uccisi da qualcuno che muove tranquillamente i fili dalla sua stanza.





L’autore: Ed McBain (New York 1926 – Weston, Connecticut 2005) narratore statunitense. Ha debuttato con il nome di Evan Hunter pubblicando romanzi di denuncia sociale (Il seme della violenza, The black-board jungle, 1954), a cui è seguita una serie di romanzi polizieschi che narrano le vicende di un immaginario 87º distretto di polizia newyorkese: L’assassino ha lasciato la firma (Cop hater, 1956), Lo spettacolo è finito (See them die, 1960), 87ºdistretto: tutti presenti (Hail, hail, the gang’s all here!, 1971), Veleno per l’87° distretto (Poison, 1987). Ha scritto inoltre alcuni romanzi che hanno per protagonista l’avvocato Matthew Hope (tra i quali, Cenerentola, Cinderella, 1986). Come Evan Hunter ha firmato le sceneggiature di celebri film di Hitchcock (Gli uccelli) e di Kurosawa (Anatomia di un rapimento). Tra i più recenti romanzi della serie «87° distretto», giunta a 50 titoli, Vedove (Widows, 1991), Kiss (1992), Romance (1995), Nocturne (1997), Il rapporto scomparso (Fat Ollie’s book, 2002); le avventure dell’avvocato Matthew Hope sono proseguite con Mary Mary (1992), Gladly, l’orsacchiotto strabico (Glady the cross-eyes bear, 1996), Ultima speranza (The last best hope, 1998); come E. Hunter ha pubblicato La trappola del gatto (Privileged conversation, 1996), Hitch e io (Me and Hitch, 1997) in cui racconta la sua esperienza di collaborazione con A. Hitchcock, Candyland (2001), Quando se n’è andata (The moment she was gone, 2002).


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venerdì 21 luglio 2017

I 444 scalini: recensione



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http://thrillernord.it/i-444-scalini/


Autore: Mario Mazzanti
Editore: Newton Compton
Pagine: 353
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2017


Il Cerro de Santa Ana è uno dei più affascinanti luoghi di Guayaquil, in Ecuador. Dal faro posto alla sua sommità, si può ammirare un panorama mozzafiato sulla città e il fiume che la attraversa. Ma per arrivarci bisogna salire ben 444 scalini, tutti numerati. È in corrispondenza dello scalino 382 che Sheila Ross, una giovane turista americana in viaggio con un’amica, sparisce senza lasciare alcuna traccia. Unico indizio: un italiano con cui Sheila avrebbe parlato la mattina. Sono pochissimi e fragili gli elementi a disposizione degli inquirenti, ma sufficienti a convincere Claps, rinomato profiler, ad attraversare l’oceano. Perché c’è qualcosa di strano in quel caso, qualcosa che lo riporta al suo incubo: Giacomo Riondino, uno spietato omicida sfuggito all’arresto in Italia due anni prima, dopo aver lasciato una lunga scia di sangue dietro di sé. Da allora Claps è ossessionato dall’idea di catturarlo. Una volta in Ecuador, scoprirà che la Ross non è l’unica ragazza scomparsa e che la presenza di Riondino in quel Paese è sempre più probabile. Trovarlo sarà come cercare un ago nel pagliaio. E Riondino è un ago con cui si rischia di morire…

Quanto può essere frustrante per un famoso profiler rimanere dietro di un passo ad un uomo con ben dieci personalità che lascia cadaveri sul suo cammino. Claps è costretto a vedere gli effetti della pazzia di Giacomo Riondino senza riuscire ad acciuffarlo e a seguirlo al di là dell’oceano convinto che abbia tra le mani Sheila Ross, membro di una importante famiglia americana, scomparsa da qualche giorno da Guayaquil (Ecuador).
Claps ha vivido nella mente il ricordo dei corpi delle donne che Riondino ha lasciato dietro di sé, compreso quello di Greta, quindi vuole prenderlo più di chiunque altro.
Sembra dura ma due delle personalità di Riondino, il Furbo e Jack, commettono un errore…far arrabbiare Giulia che risveglia il Piccolo…
Pare incredibile anche agli esperti, ma il famoso Riondino ha delle personalità che interagiscono e riescono a confinare le altre.

…Sei coniglietti andarono a spasso, uno di loro morì contro un sasso…Cinque conigli andarono al mare, uno di loro fu visto affogare…Quattro coniglietti andarono in un prato e uno di loro non si è più trovato…Tre coniglietti videro un bue, uno morì e rimasero in due…Due coniglietti andarono all’ovile, un cacciator gli sparò col fucile…Un coniglietto che aveva buon cuore, rimasto solo morì di dolore…
Così si scatena la rabbia di Jack, el demonio va a caccia di una preda che già conosce, braccato dal cacciatore che è sulle sue tracce, solo un passo indietro.
Claps non può permettere che Riondino riesca a scappare di nuovo e per sempre, per questo diventa un segugio che fiuta le sue tracce, rischiando quasi di finire in una trappola ossessiva.

Un thriller entusiasmante che ti porta con sé tra le strade dell’Ecuador prima e dell’Italia poi, all’inseguimento di un pericoloso seriale, e dal quale non si riesce a staccarsi sino alla fine. Di solito una suspense del genere si può trovare in una serie tv (fatta bene naturalmente), invece, grazie all’autore, chi legge può sentire la stessa tensione tra le pagine de I 444 scalini.
La noia non risiede nella storia di Mazzanti che, con una scrittura scorrevole, cattura il lettore che vorrebbe arrivare subito alla fine, guidato dalla curiosità che si viene a creare pagina dopo pagina; ma l’autore, da buon giocatore di scacchi, centellina il tempo e, con calma, conduce al finale.





Mario Mazzanti, toscano d’origine, è cresciuto a Milano, dove ha compiuto gli studi di Medicina e dove ora lavora. Vive attualmente nella provincia di Bergamo, in compagnia della moglie, quattro figli e tre amici a quattro zampe. È appassionato di cinema, letteratura, opera e scacchi. Con la Newton Compton ha pubblicato Un giorno perfetto per uccidere e Non uccidere, raccolti poi, insieme a un racconto, in Tre casi scottanti, e I 444 scalini.






Recensione scritta per www.thrillernord.it

venerdì 30 giugno 2017

L'eredità dell'abate nero: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it





Autore: Marcello Simoni
Editore: Newton Compton
Pagine: 384
Genere: Thriller storico
Anno di Pubblicazione: 2017


Firenze, 21 febbraio 1459
Il banchiere Giannotto Bruni viene ucciso in circostanze misteriose nella cripta dell’abbazia di Santa Trìnita. L’unico testimone è Tigrinus, un giovane ladro di origini ignote, dai capelli neri striati di bianco, che paga caro l’avere assistito al delitto: immediatamente arrestato con l’accusa di omicidio, solo l’inspiegabile intervento di un uomo molto influente riesce a sottrarlo alla morte. Ma a quale prezzo? Da quel momento in poi Tigrinus sarà braccato e costretto a fronteggiare i tentativi di vendetta di Angelo e Bianca, il figlio e la nipote della vittima, convinti che meriti la forca. Mentre cerca di sfuggire ai parenti di Giannotto, il ladro scopre però qualcosa di decisivo per il proprio destino: la morte del banchiere è legata a un tesoro che si trova su una nave proveniente dall’Oriente. Per aver salva la vita, Tigrinus dovrà stringere un patto con il potente Cosimo de’ Medici e affrontare un incredibile viaggio per mare, alla ricerca di un uomo sfuggente e imprevedibile. Un uomo che pare conoscere tutto sul suo misterioso passato… Un uomo chiamato l’abate nero.



Come al solito, non si fa in tempo a immergersi nell’atmosfera medievale descritta dall’autore che arriva, purtroppo, la fine e si torna nel mondo reale!
Mentre scorrono le pagine del nuovo romanzo di Marcello Simoni, ci si perde per le vie di una Firenze caratterizzata da affari e intrighi, banchieri e mercanti, prepotenti e assassini e si incontrano ladri ribelli e famiglie potenti.
La storia si intreccia in un susseguirsi di eventi che vede protagonisti Tigrinus, un ladro furbo e ingovernabile, Cosimo De’ Medici, signore di Firenze con fame di conoscenze alchemiche, e i Bruni, una famiglia di mercanti in crisi. Ma non ci sono solo loro, altri personaggi si incastrano con le vicende dei protagonisti.
Un libro che Cosimo desidera ardentemente porterà Tigrinus davanti all’abate nero a miglia di distanza da Firenze, riuscendo a far luce su molte domande che il ladro si era posto da tempo.
In questo romanzo non c’è un ostacolo che riesca a ridurre la velocità di lettura, per questo un lettore famelico deve cercare di rallentare per stare ancora in compagnia del ladro Tigrinus e delle sue vicissitudini.
L’attenta ma scorrevole scrittura dell’autore permette di abbuffarsi di pagine senza sentire alcuna pesantezza.
Immergetevi nella lettura e lasciate spaziare la mente tra navi di mercanti, di pirati e navi turche nemiche, tra donne che fanno battere il cuore e donne al soldo del signore di Firenze, tra imbrogli, falsità, delitti e scritti ermetici nel nuovo romanzo, un avvincente giallo storico, di Marcello Simoni.


Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato La biblioteca perduta dell’alchimista, Il labirinto ai confini del mondo, secondo e terzo capitolo della trilogia del famoso mercante; L’isola dei monaci senza nome, con il quale ha vinto il Premio Lizza d’Oro 2013, e La cattedrale dei morti. Nel 2014 è uscito L’abbazia dei cento peccati, primo capitolo di una nuova trilogia, a cui seguono L’abbazia dei cento delitti e L’abbazia dei cento inganni.




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Final Girls. Le sopravvissute: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it http://thrillernord.it/final-girls/ Autore: Riley Sager Editore: Giunti Traduttore: Leon...

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