martedì 10 aprile 2018

L'uomo dei dubbi: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it






http://thrillernord.it/luomo-dei-dubbi/

Prefazione di Maurizio De Giovanni

Autore: Ed McBain

Traduttore: Andreina Negretti
Editore: Einaudi
Pagine: 198
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2018




Sinossi: Roger Broome è arrivato nella metropoli per incrementare la modesta attività che conduce in una piccoa località vicina insieme alla madre, «l’unica donna bella dalla quale sia mai stato amato».Alla vigilia della partenza, euforico per il buon esito degli affari, si concede un giro per bar, ed è cosí che conosce Molly, aspirante segretaria bruttina ma disponibile. Dopo un giro di drink, i due si spostano nella camera di lui. Quella notte succede qualcosa di terribile, tanto che al mattino l’unico pensiero di Roger è cercare la piú vicina di stazione di polizia. Eppure, nel corso di una gelida giornata di febbraio, sullo sfondo della metropoli immaginaria che «non è New York ma non potrebbe esserlo di piú», tutto concorre a tenerlo lontano dall’87° distretto. Il misterioso furto di un frigorifero ai danni della padrona di casa, un mefistofelico vicino di stanza, e, soprattutto, l’incontro con la giovane Amelia, che lo seduce con i modi spigliati e la scura pelle di velluto. Con L’uomo deidubbi, Ed McBain rivoluziona la serie dell’87° distretto regalandoci un Norman Bates pieno di fragilità e rovelli, e per questo ancora piú pericoloso dell’originale.

Recensione:
Leggendo un libro di McBain si potrebbe pensare che è un autore sbrigativo, che è impaziente di chiudere un racconto, già ristretto per definizione, o che non ha voglia di sprecare parole per intrattenere i suoi lettori più del dovuto, e invece, quando si leggono altri suoi libri, si cambia idea! Leggere dei casi dell’87° distretto è come leggere di amici che svolgono un lavoro pesante e pericoloso, amici che hanno i loro problemi quotidiani, che si arrabbiano e si sfogano; è come se gli uomini che compongono l’87° distretto fossero persone vicine al lettore. McBain crea un legame con quegli uomini e il lettore si affeziona agli stessi mano a mano che legge i loro casi.
In questo libro, però, la presenza dell’87° è marginale. Non sono loro i protagonisti e nemmeno le loro beghe familiari o i loro problemi giornalieri. Il protagonista è Roger Broome, un artigiano che da Carey va a vendere i propri manufatti nella città dove ha sede l’87° distretto. Roger è un ragazzo che lavora il legno insieme al fratello, che ha un negozietto nel suo paese e che cerca di mandare avanti la famiglia, visto che dopo la morte del padre tocca a lui, con quel lavoro. Un ragazzo che vive con la madre e il fratello e che non conosce i vizi della città. Un ragazzo che tiene molto al giudizio della madre che guida le sue azioni, ma anche un ragazzo che nasconde un brutto segreto!
McBain nell’Uomo dei dubbi si supera e, anche se non rende protagonisti i suoi soliti personaggi, non perde carisma, anzi, lo raddoppia; il lettore quasi dimentica l’87° perché la sua attenzione è rivolta tutta alla tensione creata magistralmente dal dubbio di Roger, dal suo voler parlare con dei membri della squadra e dal suo ritirarsi per tempo. Il lettore rimane “intrappolato” in un sottile gioco di suspense dal quale viene liberato solo alla fine. La curiosità fa creare domande al lettore attraverso le quali potrebbe anche capire cosa succede, ma potrà esserne sicuro solo alla fine.
Quindi buona lettura!






Ed McBain (New York 1926 – Weston, Connecticut 2005) narratore statunitense. Ha debuttato con il nome di Evan Hunter pubblicando romanzi di denuncia sociale (Il seme della violenza, The black-board jungle, 1954), a cui è seguita una serie di romanzi polizieschi che narrano le vicende di un immaginario 87º distretto di polizia newyorkese.

mercoledì 14 marzo 2018

Il monastero delle ombre perdute: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it






http://thrillernord.it/il-monastero-delle-ombre-perdute/



Autore: Marcello Simoni

Editore: Einaudi
Pagine: 336
Genere: Thriller storico
Anno di Pubblicazione: 2018


Sinossi: Roma, giugno 1625. La giovane Leonora Baroni entra con uno spasimante nelle catacombe di Domitilla, ma qui s’imbatte nel cadavere di un uomo e, con uguale orrore, in una donna dalla faccia di capra. Due giorni dopo l’inquisitore fra’ Girolamo Svampa, in esilio in Toscana, riceve la visita di padre Francesco Capiferro, segretario dell’Indice, che ha l’incarico di riportarlo nell’Urbe per far luce sul delitto. Nominato commissarius nonostante l’opposizione di Gabriele da Saluzzo, suo storico nemico, lo Svampa, aiutato dal fedele Cagnolo Alfieri, inizia l’inchiesta prendendo contatti con la famiglia di Leonora, e subito comprende che il terreno su cui dovrà muoversi è parecchio scivoloso. Questa, infatti, è figlia di Adriana Basile, celebre cantante e sorella del grande scrittore napoletano Giambattista, che a causa di una fiaba finisce con l’essere pericolosamente coinvolto nella vicenda. A complicare le cose, il «circolo delle donne cantanti» raccolto intorno a Adriana e la sorella di quest’ultima, Margherita, un personaggio enigmatico, dai molteplici talenti, che per lo Svampa sembra nutrire un interesse particolare.


Girolamo Svampa era un frate domenicano odiato da molti, ma andava avanti lo stesso per la sua strada anche se veniva rallentato da tranelli disposti da personalità prestigiose del Vaticano.
Monsignor Ridolfi vegliava sempre su di lui per questo motivo Girolamo fu spostato dalla diocesi di San Miniato in Toscana a Roma, nel covo dei suoi nemici, dove lo attendevano un omicidio che sapeva di malefico e il segretario dell’Indice padre Francesco Capiferro.
Lo Svampa fu trasferito in Toscana a causa dei precedenti accadimenti descritti ne Il marchio dell’inquisitore.
Girolamo seguiva la pista che lo conduceva verso la persona che aveva eliminato suo padre senza un motivo valido e questa pista si avvicinava sempre di più. Nel mezzo capitavano casi che si riallacciavano alla figura verso la quale lo Svampa meditava vendetta. Nella ricerca del colpevole l’inquisitore incappa in nomi importanti, nomi che appartengono a personaggi potenti.
Nel mezzo delle sue indagini un nuovo caso richiese il suo aiuto, un caso che vedeva una donna con la faccia da capra uccidere un Cavaliere di Santo Stefano nei sotterranei di San Nicola.
Girolamo Svampa era scettico sul misticismo dell’evento e cercava indizi concreti che non trovava nella testimonianza di Leonora Baroni, figlia di Adriana Basile e nipote di Margherita Basile pupilla
del Duca di Mantova, Ferdinando Gonzaga.
Era razionale e preferiva ragionare sugli accadimenti che riguardavano l’occulto anziché sputar sentenze frettolose.
La concretezza dello Svampa mal sopportava sterili superstizioni buttate lì senza una prova reale, per questo seguì le indagini a suo modo, con crudezza e ostinazione, senza timori per la sua persona che aveva una spada sulla quale contare, quella di Cagnolo il suo fedele bravo. Nell’ombra c’erano anche altre persone che cercavano di proteggerlo per volontà propria e per propri interessi.
Nel frattempo gli omicidi si susseguivano dopo quello del primo Cavaliere e gli indizi portavano ad uno strano culto eretico relativo al dio Ammone, un dio legato a culti oscuri.
La strada seguita dallo Svampa si liberò dalle nuvole che oscuravano la realtà dei fatti come a nasconderla per non svelare le persone che muovevano i fili nel buio.
Tra odore di zolfo e punture di veleno, tra avidità e segreti, tra spie e ricatti, tra logge e cavalieri, lo Svampa cerca di arrivare incolume alla fine del caso che svelerà dei tasselli in più sulla morte di suo padre.
Simoni con Il monastero delle ombre perdute, torna a descrivere una nuova avventura dell’inquisitore Girolamo Svampa ed è un successo.
L’uscita tanto attesa della seconda avventura dello Svampa è stata ripagata dalla lettura entusiasmante, per le varie peripezie affrontate dai protagonisti, e decisamente scorrevole, grazie ai brevi capitoli attraverso i quali l’autore intreccia la storia in modo sapiente.
Simoni è una certezza perché con i suoi romanzi il lettore riesce ad entrare nella trama tanto da vivere le avventure narrate come se fosse lui stesso il protagonista riuscendo a comprendere i personaggi come se li conoscesse realmente da tempo per merito dell’abilità descrittiva dell’autore.
Le storie non sono mai banali, contengono sempre nuovi misteri e descrizioni storiche scrupolose. Ne Il monastero delle ombre perdute il seicento romano si sviluppa tra righe cariche di luoghi sotterranei, cardinali, ricchi palazzi, culti arcani e riti alchemici.
Purtroppo con Simoni la lettura ha vita breve visto che finisce subito e il lettore deve attendere la prossima avventura!




Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella.


A cura di Marianna Di Felice



Recensione scritta per www.thrillernord.it

venerdì 9 marzo 2018

Tempi d'oro per i morti: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it





http://thrillernord.it/tempi-doro-per-i-morti/


Autore: Charles Willeford

Traduttore: E. Bussolo
Editore: Feltrinelli
Pagine: 267
Genere: Giallo
Anno di Pubblicazione: 2018


Sinossi: Reduce da un divorzio, senza una lira, vicino alla pensione, trasandato e sovrappeso, anche se tenta di mettersi a dieta, il detective della Squadra Omicidi di Miami Hoke Moseley è pieno di casini. Il capo gli ha sbolognato una valanga di casi irrisolti sulla scrivania. Dovrebbe istruire la sua nuova giovane e voluttuosa collega di origine cubana Ellita Sanchez che però attraversa un momento esistenziale ancora più complicato del suo. L’ex moglie gli rispedisce le due figlie con una lettera accompagnatoria e senza diritto di replica. E, problema per niente irrilevante a Miami, deve trovare casa. Ma chiamato a indagare sul caso di un giovane morto di overdose in un quartiere danaroso della città, quella che sembra una semplice uscita di routine diventa qualcosa di diverso quando incontra l’attraente matrigna del ragazzo. Forse questa bella donna che vuole portarselo a letto potrebbe essere la soluzione a tutti i suoi problemi? O forse è solo l’inizio di una catena di eventi ancora più imprevedibili e sfortunati?

Recensione: Non solo divertimenti e bella vita a Miami, ci sono anche degli scontri sociali tra ispanici e neri che faticano a mischiarsi con i bianchi e c’è molto marcio tra le strade della città che si nasconde dietro i riflettori delle vie principali dedite allo shopping e alle sfilate dei vip.
Al detective Hoke Moseley mancano pochi anni per la pensione e, spera, manchino anche pochi anni per gli alimenti da pagare alla sua ex moglie che lo spreme come un limone. Nel frattempo, però, manda avanti la sua vita confusa rimediando dei lavoretti per vivere vicino a Miami.
Il maggiore Brownley annuncia che arriveranno delle promozioni e per questo la squadra dovrà dedicarsi alla risoluzione di vecchi casi rimasti senza colpevole. Nella squadra c’è anche il detective Hoke che ha tra le mani un omicidio avvenuto da poco.
Nel mentre la ex moglie di Hoke decide di spedire le figlie all’ex marito, risolvendo anche la situazione del mantenimento.
Una lettura decisamente gradevole che descrive la caotica vita quotidiana di un esperto detective e che racconta casi conditi dalla routine sgradevole di una città che attira sguardi con una facciata effimera, ma che alla fine mostra il suo vero volto attraverso la delinquenza causata dagli immigrati ispanici.
Tempi d’oro per i morti perché dopo tanto tempo si cercheranno i colpevoli…



Charles Willeford


nasce in Arkansas nel 1919 e muore a Miami nel 1988. A otto anni, rimasto orfano, si trasferisce a Los Angeles dalla nonna. Trascorre l’adolescenza vagabondando per l’America sui treni merci e a sedici anni finisce per arruolarsi nell’esercito. Durante la Seconda guerra mondiale si distingue come comandante nella 10ª Divisione corazzata e ottiene numerose decorazioni. Ha fatto l’allenatore professionale di cavalli, il pugile, l’annunciatore alla radio e il pittore. Autore di venti romanzi, è conosciuto soprattutto per la sua tetralogia di Miami che vede come protagonista il detective Hoke Moseley: Miami Blues (Feltrinelli, 2017), Tempi d’oro per i morti (Feltrinelli, 2018), Tiro mancino (Marcos y Marcos 2005), Come si muore oggi (Marcos y Marcos 2006). Dalle sue opere sono stati tratti numerosi film e sono inoltre servite da ispirazione a Quentin Tarantino per Pulp Fiction.


A cura di Marianna Di Felice




Recensione scritta per www.thrillernord.it


martedì 20 febbraio 2018

Lascia dire alle ombre: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it







http://thrillernord.it/lascia-dire-alle-ombre/

Autore: Jess Kidd

Traduttore: S. C. Perroni
Editore: Bompiani
Pagine: 400
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2018




Sinossi:
Quando Mahony, cresciuto in orfanotrofio a Dublino, torna a Molderring, quattro strade e un pub sulla costa occidentale dell’Irlanda, porta con sé solo una foto sbiadita di Orla, la madre che non ha mai conosciuto, e l’ostinato desiderio di dissipare la cortina di bugie che avvolge il villaggio. Nessuno, vivo o morto, vuole raccontare cosa è successo più di vent’anni prima alla ragazzina che l’ha dato alla luce e poi abbandonato, eppure Mahony è certo che sono in molti a conoscere la verità. Un prete che assomiglia a una donnola, l’arcigna infermiera del villaggio, una banda di alcolisti sentenziosi, una caustica attrice imparruccata al di là del tramonto decisa ad aiutare Mahony infilando tra le pieghe dell’annuale messinscena un’indagine in piena regola: sono solo alcuni dei personaggi che animano una storia nera e grottesca, sovrannaturale ma più che mai umana, che avvolge e trattiene il lettore fino all’ultima pagina.

Recensione:
Un paese dove la vita scorre tranquilla, un paese che ha assopito le urla di chi è stato sepolto contro la propria volontà, un paese che torna nella memoria di un ragazzo che viene dalla città, da Dublino. Mahony cerca la verità dopo aver ricevuto una lettera con una foto sbiadita che ritrae lui tra le braccia di sua madre e che riporta il suo vero nome.
Un nome che non si può pronunciare nel paese irlandese perché risveglia i morti e i morti torneranno a tormentare i vivi. Le persone che abitano in quel posto vogliono dimenticare la ragazzina che tanto sconvolse il paese con ruberie e atti spudorati, difesa solo dal prete di allora.
Però Mahony, grazie all’aiuto della signora Cauley, un’attrice che ancora vuole calcare le scene organizzando recite in paese, di Bridget Doosey, governante del prete che era più brava in lavoretti maschili che nelle attività domestiche, e di Shauna Burke, che affitta camere nella sua residenza di Rathmore House, cerca di scoprire la verità su sua madre.
Si ritrova così in mezzo ad una squadra investigativa improvvisata che si rivela ben organizzata da una donna tenace come la signora Cauley che conosce anche il segreto che Mahony ha ereditato dalla madre.
Verranno fuori verità scomode che molti volevano seppellire.
Una storia che lascia senza fiato e che impone al lettore una lettura frenetica. Non si riescono a staccare tanto facilmente gli occhi dalle pagine del libro perché gli eventi si susseguono in maniera velocissima.
A tratti ci si addentra in un’atmosfera gotica quando i morti comunicano con il protagonista; sembra quasi di vederli fluttuare e di camminare insieme a loro nella fitta foresta. In altri momenti, invece, l’atmosfera diventa più leggera grazie alle battute al pepe della signora Cauley il tutto condito da una solida suspense che tiene sulle spine il lettore.
Ambientato in una terra che ospita magia e mistero, le indagini del gruppetto, tra battute, risate e molte insidie travestite da personaggi di tutto rispetto, vanno avanti e svelano mano a mano la verità dietro i falsi volti che animano la tranquilla, per modo di dire, comunità di Mulderrig.
Lascia dire alle ombre cattura l’attenzione del lettore che vorrà finirlo tutto d’un fiato, quindi buona lettura!


Jess Kidd


Oltre al romanzo di esordio, Himself, tradotto in Italia con il titolo di Lascia dire alle ombre, ha scritto The Hoarder vincitore del Costa Short Story Award 2016 che sarà pubblicato a Febbraio. Jess sta attualmente sviluppando i suoi progetti TV originali con i principali produttori televisivi britannici e internazionali.


A cura di Marianna Di Felice



Recensione scritta per www.thrillernord.it


sabato 17 febbraio 2018

Il bosco di mila: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it





http://thrillernord.it/il-bosco-di-mila/



Autore: Irma Cantoni

Editore: Libromania
Pagine: 223
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2017



Sinossi:
La notte di Santa Lucia è la più lunga dell’anno, una notte magica di trepidante attesa nelle case di Brescia per l’arrivo dei doni che anticipano il Natale. Nella villa dei Morlupo tutto tace, le luci sono spente, nessuno attende regali, ma notizie della piccola Mila, scomparsa quella mattina nel bosco di Mompiano. Le ricerche delle forze dell’ordine e dei volontari che setacciano la zona non si fermano neanche al calar del buio: i Morlupo sono una delle famiglie più ricche e influenti della città. A complicare le cose la scoperta della scomparsa di un’altra compagna di classe di Mila. Un intrico di voci, verità sussurrate e silenzi ostili in tutti gli ambienti cittadini fanno temere il peggio.
La capo commissario Vittoria Troisi è riluttante ad accettare le indagini, ma la delicatezza del caso richiede la sua esperienza. In quella ricca città di provincia del Nord è stata trasferita solo l’estate prima da Roma, per riprendersi da un brutto incidente e curare le ferite che ancora si porta addosso.
Accompagnata dal giovane agente del posto Mirko Rota, dal suo angelo custode rimasto nella capitale e dai fantasmi che non la abbandonano, Vittoria Troisi si trova a rimestare tra torbide relazioni vendette e rancori mai sopiti che risalgono agli anni di piombo e ancora più indietro fino all’epilogo della Seconda guerra mondiale.



Recensione:
Vittoria Troisi un commissario di Polizia di Roma trasferita alla Questura di Brescia, Mila Morlupo una bimba di nove anni scomparsa durante una gita nel parco di Mompiano circondato dal bosco, una famiglia, quella dei Morlupo, con un passato segreto.
Vittoria è rimasta ferita in una sparatoria e da allora le sue indagini vengono guidate da mani invisibili che si materializzano davanti ai suoi occhi per darle dei consigli che la conducono alla verità. O forse è il suo rimorso che la porta ad avere queste visioni? Cerca di dissipare ogni dubbio sulle sue azioni, cerca il perdono.
Vittoria, indagando sulla famiglia Morlupo, svelerà dei retroscena squallidi legati alla condotta vigliacca del decano della famiglia, Manlio Morlupo. La loro ricchezza si basa sulla falsità e sul dolore altrui e risale alla fine della Seconda Guerra Mondiale quando dei gruppi, chiamati partigiani, cercavano di ricacciare indietro il nemico.
Non tutti combattevano per la patria e morivano per essa, ma molti erano solo dei traditori che guardavano al profitto e a come uscire vivi da quel caos.
Il rapimento della bimba sembra quasi passare in secondo piano perché ciò che emerge è il marcio che sta intorno a lei, che viene dalla sua famiglia, e dalla quale una persona vuole salvarla.
Si può sentire il dolore delle persone tirate dentro la storia con l’inganno e che hanno subito la sofferenza al posto di altri; l’amarezza di una vita sprecata a cercare di emergere e non farsi soffocare dalla miseria; la convinzione di essere un leader che ammalia solo con le parole; l’avidità, la fierezza dell’apparire e fare una bella vita che poi ti si ritorce contro; la dolcezza e l’intelligenza di una bimba che ha sete di conoscenza; lo scompiglio interno di Vittoria che combatte per cercare una pace interiore.
Un thriller ben scritto che cattura fin da subito il lettore e che lascia per certi versi l’amaro in bocca, ma che scuote lo spirito alla ricerca dell’equilibrio interiore e della verità.



Irma Cantoni


É nata a Brescia, dove vive tuttora dopo un periodo di quattro anni a Roma. Da oltre vent’anni segue il percorso meditativo della scuola buddhista Karma Kagyu e dal 2006 ha contribuito alla pubblicazione di diversi saggi sulla pratica buddhista e su bioenergetica e naturopatia. Ha esordito nella narrativa con i racconti lunghi La regina degli Stati Uniti (premiato al concorso Penna d’Autore Torino) e Il cartomante, dove compare per la prima volta la commissaria Vittoria Troisi, protagonista delle indagini di Il bosco di Mila.




A cura di Marianna Di Felice





Recensione scritta per www.thrillernord.it







lunedì 12 febbraio 2018

Vendemmia rosso sangue: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it






http://thrillernord.it/vendemmia-rosso-sangue/



Autore: Maurizio Castellani

Editore: CreateSpace Independent Publisching Platform
Genere: Poliziesco
Pagine: 154
Anno di Pubblicazione: 2017


Sinossi
Per chi ancora non avesse letto “La Ventiquattrore – Delitto in albergo”, mi presento: mi chiamo, anzi mi chiamano perché io non mi chiamo mai, Marco Vincenti e sono un normalissimo e tranquillo ex Geometra di provincia che, grazie alla zia Maria e pace all’anima sua, ha ereditato e gestisce un piccolo albergo nel Comune di Casciana Terme, località adagiata sulle colline pisane e conosciuta per le cure termali da oltre 900 anni, ma anche per la figura di Armando Picchi, che qui ha mosso i primi passi nel mondo del calcio. Ed è proprio in questo albergo che iniziò, con l’aiuto di due amici e circondato, si fa per dire, da diverse donne, la mia attività di investigatore.
L’autore, forse stuzzicato dal fatto che la Toscana è terra di grande letteratura ma anche di ispirazione per best-seller internazionali a tinte forti, un giorno si svegliò con l’idea di mettersi a scrivere un racconto giallo, e fra i tanti aspiranti ha scelto proprio il sottoscritto per interpretare il suo personaggio principale. Ne “La ventiquattrore – Delitto in albergo”, insieme a due amici inseparabili, a un Maresciallo dei Carabinieri e alla bellissima Grazia, riesco a fare luce sul primo di una serie di fatti criminali che avverranno nella località; ammetto che nella risoluzione di quel caso la fortuna è stata dalla mia parte, ma nulla comunque ho tralasciato, compresa l’analisi psicologia della persona a riguardo del Maresciallo Bevacqua, il quale, dietro la severità dettata dal ruolo che svolge, nasconde in realtà una intelligenza e una umanità molto spiccate. Dal primo delitto sono trascorsi alcuni mesi, periodo in cui l’albergo ha lavorato a pieno ritmo.
Il paese, senza più giornalisti, fotografi e curiosi “della peggio specie”, stava tornando piano piano alla sua normalità e le giornate si susseguivano una all’altra nella tranquillità più assoluta. Con la Grazia c’era stato un “contatto”, ma poi non si era mosso più niente e io mi ero sempre di più dedicato all’albergo e alle cene del venerdì sera con gli amici. Tutto fino a questa mattina, quando con la scusa: “Ciao Marco è un po’ che non ci si vede…”, l’autore entra in albergo, e chiedendomi un caffè si sistema in saletta, proprio nell’angolo riservato ai “tre detectives”. Ed ecco che di nuovo entro in scena, si accendono i riflettori, il truccatore cerca di elaborare un make-up che tenga conto delle particolari esigenze espressive richieste dallo sceneggiatore, i costumisti e i cameramen si aggirano per l’albergo sotto l’occhio vigile del regista e… ecco il primo ciak!
Questa volta il caso da risolvere è più arduo, più complicato… l’autore vuole metterci alla prova, vuole capire fino a che punto possono spingersi le nostre menti, e alla fine si riterrà soddisfatto. Era plausibile, inevitabile, che finisse così, del resto nulla si può contro “il club dei detective”. Piero e Andrea dimostreranno doti investigative più raffinate rispetto al passato, anche se prediligeranno l’azione al pensiero; il Maresciallo, fidandosi sempre più del trio, stringerà con noi un patto segreto, mentre io costretto a non muovermi dall’albergo per l’assenza di Grazia, arriverò alla soluzione del caso solo per osservazione e rigorosa deduzione logica. Dimenticavo, questa è la mia ultima presentazione rivolta ai lettori, d’ora in poi sarà l’autore stesso a riassumere il libro nella sinossi.
Non è per maleducazione o svogliatezza che ho preso questa decisione, ma perché così mi è stato richiesto da lui stesso, ritenendo che tale mia attività non sia più necessaria. “…oramai, con questo secondo racconto, il pubblico ti conoscerà sempre di più, Marco, e non avrai ulteriore bisogno di presentarti… caso mai nel prossimo ci sarà una introduzione… comunque, vedremo al momento”. Quindi, vi lascio nelle sue mani e mi troverete nel racconto, ricordandovi che a voi parlerò in prima persona.


Recensione
Un uomo viene ritrovato morente da Marco Vincenti, un albergatore di Casciana Terme, che tornava in paese dopo aver accompagnato la sua dipendente in aeroporto.
All’inizio non si riesce a capire chi è il morto visto che è uno straniero. Marco ha sentito le ultime parole che gli ha sussurrato nell’orecchio, ma non riesce ad associarle ad una lingua, fino a quando una cliente dell’albergo sulla quale ha messo gli occhi, non lo aiuta a risolvere il dilemma.
Marco e i suoi amici con i quali ha l’abitudine di investigare su casi misteriosi che accadono in paese, portano avanti delle indagini che, incrociate con quelle del Maresciallo Bevacqua, conducono alla risoluzione dei delitti!
Un racconto casereccio, uno di quelli nel quale ti immergi e riesci a respirare la calma del paese, nella fattispecie Casciana Terme, in provincia di Pisa, dove degli amici si riuniscono e parlano oltre che dei fatti della loro vita e delle belle donne, anche di omicidi che sconvolgono la calma della tranquilla frazione. I tre amici svestono i panni quotidiani e indossano quelli di investigatori, incontrando il Maresciallo della stazione dei Carabinieri del luogo per redarguirlo con le loro scoperte. Marco Vincenti è un ex geometra che gestisce un albergo e insieme ai suoi due amici Piero e Andrea porta avanti delle indagini su fatti all’apparenza inspiegabili per il posto.
La lettura è decisamente gradevole grazie alle espressioni toscane che sono incluse tra le righe del racconto, al tono tra il serio e il faceto portato avanti dagli amici e dal Maresciallo che smussa la serietà intorno all’omicidio, alle ricette che vengono riportate in seguito alle cene organizzate da Marco nel suo albergo che fanno venire l’acquolina in bocca, danno suggerimenti su cosa cucinare e creano una calda atmosfera nella quale il racconto va avanti.
L’unica pecca è che si arriva subito alla fine!







Maurizio Castellani nasce nel 1959 a Pontedera, in provincia di Pisa, dove tutt’ora svolge l’attività di libero professionista. Lavora sia in Italia che all’estero; ha lavorato per tre anni a Dakar occupandosi di Social Housing. La famiglia, la cucina e il mare sono i tre amori della sua vita. Dopo tanti anni passati a leggere, decide di mettersi a scrivere. “La ventiquattrore-Delitto in albergo” è il suo primo racconto giallo, dove la trama delittuosa si mescola a comicità e ricette di cucina.





Recensione scritta per www.thrillernord.it

sabato 10 febbraio 2018

Senza movente: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it







http://thrillernord.it/review-party-senza-movente/



Autore: Flaminia P. Mancinelli

Editore: Newton Compton
Pagine: 320
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2018




Sinossi:
Nicola Serra, ora capitano dei Carabinieri di Roma, è in Bretagna in vacanza, presso la famiglia della sua compagna Marion Calvé. Insieme vogliono visitare l’abbazia di Mont Saint-Michel e la Normandia, ma il loro programma è rivoluzionato dalla morte di Jeanud Modan, amico di Annie Danton, una zia di Marion. La donna ne è sconvolta: per lei è una tragedia molto sospetta.
A Roma, intanto, una grave circostanza complica ancora le vacanze di Nicola: nel suo appartamento muore per overdose una giovane donna che aveva una relazione con una collega di Serra, Sara Vittorini, che inizia a indagare sulla vicenda, per niente convinta sia stato un fatale incidente. La situazione precipita: in casa di Serra, vengono trovate delle dosi di cocaina ed eroina, e in Normandia scompare anche la zia Annie senza apparente motivo.
Entrambe le vicende sembrano sfuggire a un chiaro movente, sia per la gendarmerie francese, cui Nicola Serra offre il proprio aiuto, sia per il nucleo dei Carabinieri di Roma, dove i colleghi del capitano iniziano a temere per la sua posizione all’interno dell’Arma. Ma niente è quello che appare, e ai primi crimini ne seguono altri, feroci, in un crescendo avvincente…

Recensione:
Un capitano dei Carabinieri non rimane mai indifferente davanti ad un omicidio, che sia di sua competenza o che assista un collega all’estero. Il capitano Serra in vacanza con la fidanzata in Bretagna e poi in Normandia, si trova nel mezzo della scomparsa della zia della sua compagna. Naturalmente seguirà da vicino le ricerche e non potrà fare a meno di dare consigli al collega francese rischiando di offenderlo nel tentativo di suggerire procedure che avrebbe seguito in Italia.
Nel frattempo a Roma nel suo commissariato, il vice Vittorini, il maresciallo Lamanica e la dottoressa Onori del Racis tentano di seguire delle indagini provando a tenere nascosto un omicidio che potrebbe mettere in seria difficoltà la posizione del capitano Serra.
Cercano di non far trapelare nulla, ma il capitano Dalleri tenta di mettere i bastoni fra le ruote!
Alla base di questo comportamento ci sono l’invidia e l’egocentrismo di un uomo che ha visto spegnersi i riflettori sulla sua persona.
Ma ci sono anche un ricatto, il traffico di droga e la rabbia della sconfitta.
Nel frattempo in Francia si scoprono storie che fanno rabbrividire. Il passato ritorna a gran voce, si sentono le sue urla di violenza e di pazzia.
Chi vuole incastrare il capitano Serra e i suoi collaboratori?
E chi, in Francia, ha assassinato delle persone innocenti? Il nemico è più vicino di quanto si possa credere!  Le ombre diverranno visibili alla fine della storia.
Attraverso i salti da un luogo all’altro, tra Italia e Francia, per raccontare le due storie che scorrono parallele, ma che hanno in comune un personaggio che per lo più sembra uno spettatore delle vicende che lo vedono protagonista, il lettore è spinto a proseguire la lettura per capire finalmente chi si nasconde nell’ombra.
Una lettura che regala suspense, decisamente interessante.



Flaminia P. Mancinelli


È nata a Roma. Giornalista, appassionata di nuove tecnologie, con uno pseudonimo ha scritto La profezia della stella. Con la Newton Compton ha già pubblicato Inquietante delitto in Vaticano, che ha riscosso un notevole successo online. Senza movente è il nuovo romanzo sulle indagini di Nicola Serra.


A cura di Marianna Di Felice





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